Relazione dei lavori svolti, valutazioni e suggerimenti

Breve  cronaca

Capo campo: Francesco De Falchi

Staff: Franco Nerbi, Franco Vecchiocattivi, Ciro Cirillo

Esperti: Mario Sica, Comitato Mondiale ISGF,  Giuseppe Florio, responsabile ONG Progetto Continenti,  Francesco Meneghetti, Caritas Italiana

Pattuglia logistica: RM 14 Giuseppe e Eleonora,  RM 4 Riccardo e M. Teresa

Partecipanti:  15 (del Lazio, dell’Umbria, della Puglia e della Toscana)

I lavori si sono svolti secondo il programma e nei tempi previsti  a parte la Via Crucis del sabato sera sostituita dallo scambio di valutazioni e orientamenti Masci-Agesci-Eccomi  circa “lo scoutismo per la cooperazione internazionale”, questo per avere il tempo necessario la domenica mattina di scendere a Rieti e partecipare alla Celebrazione Eucaristica in una Parrocchia (data la non prevista assenza al campo dell’Assistente).

Gli esperti sono stati molto apprezzati dai partecipanti così come dal sottoscritto sia per la competenza specifica sul tema loro affidato, sia per la chiarezza nell’esporre argomenti certamente importanti ed interessanti ma non sempre semplici.  Sono risultati infatti particolarmente stimolanti e propositivi, ben calibrati rispetto all’uditorio, in sintonia con il clima cordialmente fraterno e autenticamente motivato dei presenti.

Un plauso merita anche la pattuglia logistica (RM 14 e RM 4) certamente per la qualità, la puntualità e, si può affermare, la professionalità con cui ha condotto il servizio, lo merita anche per aver condiviso con interesse, tutte le volte che gli è stato possibile, le attività svolte.

La partecipazione ai lavori e l’interesse per i temi trattati da parte dei partecipanti sono stati di buon livello come dimostrato anche dall’aver pienamente rispettato la metodologia proposta e dal risultato dei lavori di gruppo. Una scarsa interazione tra i lavori dei due gruppi è stata dovuta sia al tempo disponibile sempre carente, sia ad una scarsa comprensione delle indicazioni metodologiche fornite,  una maggiore interazione infatti avrebbe reso più efficace la modalità di lavoro proposta.

Sala e la Casa S. Anna si sono dimostrati particolarmente adatti ad ospitare questo genere di iniziative, così come la natura e il paesaggio circostante.  I lavori tuttora in corso per rendere più accoglienti e funzionali gli spazi interni sembrano essere nella giusta direzione e rispondenti all’essenzialità dello stile scout. Sarà utile comunque dotare la struttura di moderni supporti audiovisivi e di opportune attrezzature (telefono, PC, stampante, fotocopiatrice, ecc.).

Valutazione dell’esperienza fatta

Una prima valutazione del campo è positiva: la prima iniziativa del MASCI nazionale in qualche modo strutturata e esplicitamente sperimentale rivolta al tema della solidarietà internazionale avrebbe potuto risultare non rispondente alle aspettative dei partecipanti ed estranea alle tematiche ed alle modalità a cui sono avvezzi gli A.S.;  inoltre la complessità dei contenuti in programma e la scarsa informazione, esperienza e preparazione della gran parte dei partecipanti sui temi trattati potevano essere causa di una partecipazione stanca e distratta.

Al contrario si è potuto lavorare con notevole intensità, constatando un reale interesse ed un positivo contributo ai compiti loro affidati da parte di tutti i presenti.

Sulla base di una prima riflessione sull’esperienza condotta tuttavia si possono rilevare alcune  carenze di cui invero si era già consapevoli in fase di progettazione;

  • Un maggior numero di partecipanti rispetto ai 15 “allievi” presenti avrebbe potuto fornire una produzione più consistente dei compiti affidati ai lavori di gruppo; 
  • Una maggiore omogeneità tra i partecipanti in quanto a interessi ed esperienze di servizio avrebbe potuto ridurre i tempi per l’informazione e la messa a fuoco degli argomenti; 
  • Come prevedibile, il pur intenso lavoro svolto nell’arco di tempo disponibile non è stato sufficiente per rappresentare, seppure in modo sommario, i vari argomenti riguardanti la cooperazione internazionale; 
  • In particolare è mancata l’esposizione dell’attuale scenario della cooperazione internazionale:  le Istituzioni e le agenzie pubbliche preposte (internazionali, nazionali, locali,ecc.), la varietà di organismi privati del volontariato, ma anche i grandi e forti interessi politici ed economici che ne determina l’efficacia, di fatto i veri responsabili del gap tra i sud e i nord del mondo e del suo dilatarsi;
  • L’assenza tra i partecipanti di rappresentanti delle iniziative scout di cooperazione internazionale più significative non ha consentito un più ricco scambio di esperienze.

Riteniamo comunque che i tre temi principali trattati, grazie soprattutto alla qualità dei relatori, abbiano fornito ai partecipanti  importanti contributi per essere consapevoli delle conoscenze e delle competenze necessarie per  impegnarsi ed operare nella cooperazione internazionale.  Ciò confermerebbe la validità delle scelte fatte di privilegiare, tra i molti possibili,  due argomenti di base “ideale” –le motivazioni che oggi sollecitano lo scoutismo ad impegnarsi per la cooperazione internazionale e le radici bibliche di una spiritualità  per la cooperazione internazionale-  per poi andare sul “terreno”  concreto con l’argomento di come progettare un intervento di cooperazione internazionale.

Anche lo stratagemma usato per attuare “l’imparare facendo” ha dato risultati positivi. Porre come obbiettivo del campo la redazione di un progetto e organizzare i tempi e i ruoli in funzione di tale obiettivo  proponendo ai partecipanti divisi in due gruppi di “calarsi nei panni” degli indigeni e dei volontari, dilatando i tempi per i lavori di gruppo e presentando i relatori come consulenti disponibili a fornire suggerimenti per la redazione del progetto, tutto ciò ha fatto si che i presenti si sentissero protagonisti, responsabili e coinvolti nella buona realizzazione del campo.

Suggerimenti

Per eventuali analoghe iniziative nell’ambito dell’ “arcipelago delle opportunità” e in vista di un ulteriore, crescente interesse tra gli A.S. del MASCI e nelle Associazioni giovanili scout si potrebbero immaginare tre diversi livelli o ambiti specificamente rivolti a:

  1. Approfondire i riferimenti ideali scout, i riferimenti ideali politici, le attuali dinamiche geo-politiche. Illustrare le disuguaglianze e le ingiustizie. Illustrare le Istituzioni e le Agenzie internazionali, le rispettive competenze e il loro operato. Scoprire i grandi interessi e le sedi del potere che governano la cooperazione internazionale.
  2. Far conoscere gli aspetti tecnici per operare nella cooperazione internazionale. Risorse esistenti e risorse reperibili, normativa ai vari livelli, come progettare e come operare per realizzare il progetto.
  3. Scambio di esperienze (del masci, delle associazioni giovanili scout, nazionali  ed estere, ecc.), approfondimenti e riflessioni per individuare nuove opportunità, nuove modalità, nuove collaborazioni per formare giovani e adulti alla mondialità di oggi e di domani e per rendere sempre più efficace il servizio dello scoutismo alla solidarietà e alla cooperazione internazionale. Questo ambito potrebbe essere anche oggetto di iniziative a carattere seminariale.

Si possono inoltre proporre a ECCOMI o anche ad altre ONG e progettare congiuntamente opportunità di visite , stages di formazione, campi di lavoro.

3 luglio 2010

 

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