Rapporto osservazione Elettorale (MOE UE) – Burundi 2010

I. RÉSUME

La seconda competizione elettorale post-transizione che l’organizzazione, per la prima volta, realizza completamente con le autorità burundesi, senza la forza militare internazionale, è stata segnata dal consolidamento al potere del partito presidenziale il CNDD-FDD (Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia – Forze per la Difesa della Democrazia) in tutte le istituzioni del paese. In particolare attraverso la rielezione del Presidente del Repubblica Pierre Nkurunziza per un secondo mandato, si è ottenuta la maggioranza assoluta all’assemblea Nazionale, al Senato ed in quasi tutte le Amministrazioni comunali.

Le elezioni sono state effettuate con cinque successive tornate: le elezioni comunali il  24 maggio, le presidenziali il 28 giugno, legislative il 23 luglio, al senato il 28 luglio, e per  le colline il 7 settembre. Le elezioni comunali del 24 maggio sono state seguite dalle forti tensioni politiche tra il CNDD-FDD, largamente maggioritario a queste elezioni, ed i partiti dell’opposizione che hanno contestato i risultati. Questi ultimi si sono uniti nell’alleanza dei Democratici per il Cambiamento nel Burundi (ADC-Ikibiri) e hanno chiesto, insieme all’unione per il progresso nazionale (Uprona), l’annullamento delle elezioni comunali e la sostituzione della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI). La perdita di fiducia di questi partiti nell’amministrazione elettorale li ha condotti a giocare la politica della “sedia vuota” per il seguito del processo.

In generale la normativa giuridica ha permesso di organizzare le elezioni generali in concordanza con le norme internazionali sui processi elettorali. La cornice giuridica che ha guidato le elezioni generali del 2010 ha tenuto conto dei differenti strumenti internazionali e regionali così come dei differenti testi di leggi nazionali, di questi la Costituzione del 2005 e stato il testo organico di base. Le insufficienze, le contraddizioni e spesso i vuoti giuridici del Codice elettorale del 18 settembre 2009 sono stati oggetto di preoccupazione costante del MOE UE. La necessità per il CENI di creare una continuità, data l’obliquità di ordinanze o di altri strumenti giuridici, per facilitare lo svolgimento delle elezioni e mediare così alle insufficienze, imprecisioni o vuoti giuridici del Codice elettorale ha caratterizzato così il processo elettorale.

Per quanto riguarda il finanziamento dei partiti politici, lo stato non finanzia il loro funzionamento  ma contribuisce al finanziamento delle campagne elettorali con un importo a determinare. Malgrado questa disposizione, il Ministero dell’interno ha confermato al MOE UE che il bilancio dello stato per l’anno 2010 non aveva previsto questa voce. La maggior parte dei partiti hanno fatto fatica ad assicurare l’apertura della campagna elettorale eccetto il CNDD-FDD.

Il MOE UE ha ricordato a più riprese che la materia del contenzioso elettorale non è stata oggetto di disposizioni complete e coerenti nel Codice elettorale e che le procedure a seguire davanti alla Corte costituzionale ed il CENI, competenti in materia di elezioni nazionali, non sono state oggetto di divulgazione sufficiente prima dei differenti scrutini monitorati. Il MOE UE ha sottolineato molte volte la sua preoccupazione circa la leggerezza della procedura del contenzioso in materia di elezioni presidenziali, legislative e senatoriali e l’assenza di procedura in caso di contenzioso per le elezioni comunali e collinari.

Il MOE UE ha notato durante il processo dei miglioramenti costanti nella gestione dell’elezione da parte del CENI, ivi compreso una migliore formazione dei membri dei seggi elettorali. Tuttavia, ha osservato delle debolezze e dell’insicurezza giuridica legate al contenuto ed al modo di comunicazione delle regole e delle procedure adottate dal CENI. La trasparenza del processo è stata influenzata dalla riluttanza del CENI a rimediare alle deficienze strutturali del processo. Il principio della trasparenza implicava per i partiti in competizione e per gli elettori la possibilità di verificare direttamente l’integrità di tutte le fasi del processo elettorale. Questo è stato reso materialmente impossibile a causa dell’assenza di affissione pubblica dei risultati del seggio elettorale e per l’impossibilità per i candidati dei partiti politici di ottenere una copia dei verbali. Il MOE UE sottolinea la correttezza dei membri delle Commissioni Elettorali Provinciali Indipendenti (CEPI), delle Commissioni Elettorali Comunali Indipendenti (CECI) e dei seggi elettorali (BV) durante tutto il processo.

Considerando il carattere particolare del ciclo elettorale con una successione di cinque scrutini, le differenti campagne sono state segnate da un  clima politico di generale sicurezza per ogni scrutino. Visto l’andamento politico ed il ritiro della maggior parte dei partiti dell’opposizione dal processo elettorale dopo le elezioni comunali, ad eccezione  della campagna per le elezioni comunali, le restanti elezioni, fino alla campagna presidenziale, hanno conosciuto una forte partecipazione di tutti gli attori politici. Le altre campagne si sono svolte in una atmosfera caratterizzata dal blocco politico e da un clima di insicurezza crescente con un aumento di arresti politici.

Malgrado le disposizioni di legge che prevedono un contributo dello stato per la propaganda, questi fondi non sono stati messi a disposizione, l’insieme delle campagne si è distinto da una disparità di mezzi utilizzati tra il CNDD-FDD ed i partiti dell’opposizione, caratterizzata  dall’utilizzo dei fondi dello stato principalmente per il CNDD-FDD. Questa pratica, formalmente vietata, non è stata seguita dalle sanzioni previste. Nel suo insieme, le forze di sicurezza sono state in grado di mantenere l’ordine.

Il MOE UE ha constatato lungo tutto il processo elettorale l’aumento degli attentati alle libertà di riunione, di manifestazione e di espressione politica. Peraltro, parecchi casi di arresti di sostenitori dell’opposizione (FNL, UPD, MSD, Uprona e CNDD) sono stati effettuati dalla Polizia e dal Servizio Nazionale dell’Informazione. L’associazione per la Promozione dei Diritti dell’uomo (APRODH) e l’ufficio dell’Alto Commissariato dei Diritti dell’uomo e l’Ufficio Integrato delle Nazioni Unite in Burundi hanno confermato un netto aumento degli arresti e carcerazioni durante il periodo elettorale, sono circa 294 i casi di arresti tra i mesi di maggio ed il 6 settembre 2010. Il MOE UE intende esprimere la sua inquietudine di fronte agli arresti nel periodo elettorale di membri della parte politica dell’opposizione, di giornalisti e delle ripetute convocazioni da parte della autorità giudiziaria e del Ministero dell’interno con particolare riguardo a Gabriele RUFYIRI, Presidente dell’OLUCOME (Osservatorio di lotta contro la corruzione e le malversazioni economiche) e di Pacifico NININAHAZWE, Delegato Generale di FORSC (Foro per il rafforzamento della società civile).

Durante tutto il processo i differenti media hanno messo in comune i loro mezzi per informare in “sinergia” della campagna delle elezioni legislative e dello scrutino. Il MOE UE si rallegra del consolidamento di questa iniziativa e del suo successo, ed incoraggia i media a proseguire così per le elezioni a venire. I media hanno potuto esercitare generalmente i loro compiti nella cornice della libertà della stampa. Tuttavia, il MOE UE deplora i casi di giornalisti malmenati in questo periodo e, particolarmente, la carcerazione del direttore dell’agenzia di stampa Di netto Press.

Generalmente tutti gli scrutini si sono svolti in modo calmo e pacifico. La mancanza di affissione dei verbali e dell’unica copia dello stesso verbale destinato ai candidati dei partiti politici ha creato soprattutto all’epoca delle elezioni comunali della tensioni di fronte all’impossibilità di presentare correttamente dei ricorsi davanti ai CEPI competenti per questo scrutino. Per lo scrutino legislativo, il CENI ha annunciato tardivamente, per via orale, 48 ore prima dello scrutino, l’affissione del CECI della copia del PV di spoglio destinato ai candidati, e la messa a disposizione per questi ultimi di fotocopie del PV per i CEPI. Queste misure tardive non hanno tuttavia compromesso  il diritto dei candidati, anche se  perdono l’unica copiano di PV che spetta loro, e  l’impossibilità  di una tracciabilità dei PV dalla fase di spoglio cosa che un’affissione immediata ai centri di voto ed una distribuzione ad ogni candidato avrebbe permesso.

Con l’analisi del processo elettorale questo rapporto contiene anche, nella sua parte finale, un quadro di raccomandazioni per le prossime scadenze elettorali in Burundi. Il MOE UE spera che le sue raccomandazioni possano essere di utilità per il nuovo legislatore, per il CENI che è diventato un’istituzione permanente, per i partiti politici rappresentati o no nelle istituzioni del paese e tutti gli attori della società civile. Tra queste raccomandazioni, il MOE UE  raccomanda di attuarne sei:

1  La tenuta di cinque elezioni in un intervallo così corto è stata problematica, non solo per la sua complessità logistica ed il suo costo, ma anche per le sue conseguenze politiche. È raccomandato, nella logica anche di ridurre i costi delle prossime scadenze elettorali, di raggruppare certi scrutini lo stesso giorno, per esempio, la tenuta simultanea delle elezioni comunali e collinari, e la tenuta simultanea delle elezioni legislative e presidenziali; o l’esposizione delle elezioni su differenti anni. Nella logica di un emendamento potenziale della Costituzione sarebbe peraltro, opportuno ridurre e di modificare i prossimi vaglia 2010-2015 dei Consigli comunali e dei Consigli di collina e di quartiere e di ridefinire la loro durata a 3 o 4 anni per permettere al popolo burundese di esprimersi nei momenti differenti durante la legislatura e per permettere al CENI, visto il suo carattere permanente, di organizzare meglio gli scrutini senza concentrare la maggioranza dei suoi sforzi in un solo periodo.

2. L’utilizzazione di un bollettino unico per i prossimi scrutini è fondamentale per parecchie ragioni particolarmente: ridurre i costi delle prossime elezioni; semplificare le procedure di votazione per gli elettori ed i membri di BV; evitare la lunghezza e la complessità di un spoglio con due urne. Un bollettino unico permetterebbe di eliminare l’utilizzazione del tasso di discordanza per l’amministrazione elettorale decisa ed applicata in modo discrezionale; eliminare ogni forma di controllo e di intimidazione nei confronti dell’elettore particolarmente evitando di posizionare la cabina elettorale in modo da  pregiudicare il segreto del voto, è stato così per le elezioni comunali, e sopprimendo la perquisizione corporale all’uscita del BV. L’introduzione di un bollettino unico non ostacolerebbe l’elettore analfabeta di esprimere il suo voto attraverso l’apposizione della sua impronta digitale sul bollettino.

3. La cornice giuridica ha bisogno di essere rivista sostanzialmente per correggere le incoerenze e i conflitti tra le disposizioni del Codice elettorale e della Costituzione, ed anche tra i Codici elettorali e di altri strumenti legali nazionali ed internazionali, particolarmente il Patto dei diritti civili e politici. Il Codice elettorale rivisto dovrebbe particolarmente:

– Includere la procedura di contenzioso davanti ai CEPI;

– Chiarificare la procedura di contenzioso davanti alla Corte Costituzionale;

– definire le modalità di collocamento aggiornato degli elenchi elettorali;

– istituire un possibile sistema di immunità provvisoria per i candidati in periodo elettorale;

– definire il meccanismo della cooptazione;

4. È raccomandato che certe misure di trasparenza  siano inserite nel Codice elettorale, in particolare:

– L’elenco degli elettori deve essere affisso ed una copia deve essere data ai partiti politici e candidati indipendenti;

– L’elenco dei candidati ad ogni elezione deve essere oggetto di una pubblicazione e di una notizia sufficiente;

– i mandatari di tutti i partiti politici presenti nei seggi elettorali devono ottenere copia dei risultati del seggio elettorale, o sotto forma di copia carbone dei risultati, o sotto forma di brano certificato del PV.

– i mandatari devono ottenere una copia del PV delle operazioni elettorali su cui possono essere scritte delle osservazioni .

– i risultati dei seggi elettorali devono essere affissi immediatamente al centro di voto all’uscita dello spoglio.

– le modalità di trasmissione e di consolidamento dei risultati devono essere precisate.

5. Il CENI deve assumere la sua responsabilità costituzionale di garantire delle elezioni trasparenti. Al di là delle misure di trasparenza, da includere nella legislazione, è raccomandato:

– I formulari dei verbali dei risultati consolidati al livello comunale, provinciale e nazionale devono riprendere tutti i dati presenti sui verbali di spoglio generati dei seggi elettorali,  sapere non solo i suffragi validi per elenchi e candidati in competizione, ma anche il numero di votanti, di bollettini ricevuti, distribuiti agli elettori, non utilizzati,  bianchi, ecc. Senza questi dati, è impossibile ricostituire una contabilità esatta dell’elezione.

6. Il MOE UE ha constatato, lungo tutta la sua presenza, il ruolo positivo dei media burundesi in particolare  il loro lavoro durante il processo elettorale ed il loro impegno a garantire il diritto alla notizia dei cittadini. Il MOE UE vorrebbe utilizzare la collaborazione notevole dei media per coprire, in “sinergia”, i differenti periodi di campagna elettorale e giorni di scrutino. La libertà di stampa e la libertà di espressione è indispensabile ad ogni Stato democratico. È raccomandato al nuovo legislatore di sttivsrsi per preservare al tempo stesso questa cornice di libertà di espressione sull’etere ma anche nella stampa scritta.

B. PARTECIPAZIONE DEI BATWA

La Costituzione prevede l’inclusione dell’etnie Twa. Il CENI deve cooptare un Twa nei Consiglieri comunali nel caso in cui queste ethnie non siano elette ed esista sull’elenco dei candidati (art. 181) e tre persone dell’etnie twa alla assemblea nazionale (art. 108) e al Senato (art. 141). Per questi ultimi, la cooptazione si fa sulla base di elenchi presentati dalle loro organizzazioni più rappresentative.

All’inizio del 2010, più di 21.000 Batwa hanno beneficiato del programma di concessione gratuita di carte di identità. I Batwa hanno avuto quindi, a pieno titolo, la cittadinanza  e il ruolo di elettori e di candidati per le elezioni comunali. Parecchi schieramenti in competizione hanno presentato effettivamente dei Batwa sui loro elenchi di candidati alle elezioni comunali, anche se in numero ristretto, e questo tenendo conto della loro rappresentatività a livello delle rispettive località. Il numero di Batwa eletti nei Consigli si alza a 43 nei 129 comuni del paese.

Per l’assemblea nazionale il CENI ha cooptato tre rappresentanti dell’etnie Twa presentati dalla organizzazione UCEDD (Unione Cristiana per l’educazione e lo Sviluppo dei Diseredati), ASSEJEBA (Associazione Speranza per i Giovani Batwa) ed UJEDECO (Unione dei Giovani per lo Sviluppo Comunitario). Per il Senato, il CENI ha cooptato tre rappresentanti, due dell’UNIPROBA (Uniamoci per la Promozione dei Batwa) ed uno dell’AIDB (Associazione per l’integrazione e lo Sviluppo duraturo in Burundi). Tuttavia, Léonard Habimana (secondo sull’elenco UNIPROBA per i deputati) ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro i risultati di questa cooptazione. La Corte Costituzionale in data 6 agosto ha rigettato questi ricorsi.

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