La newsletter di febbraio 2013

Tutte le novità dell’Associazione e le notizie dai progetti, con la newsletter, che viene inviata gratuitamente via email a chiunque ne faccia richiesta.

   newsletter n.5 febbraio 2013

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Eccomi aderisce all’iniziativa del MASCI Lazio

ramazzarcobaleno

“CON L’ADESIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA”

il 23 marzo 2013 alle ore 15

saremo insieme in Piazza della Repubblica a Roma

per spazzare via le disuguaglianze

ramazza

Allegra e fantasiosa, propositiva, aperta al dialogo, utile all’ambiente urbano e segno di una cittadinanza responsabile, vissuta in comune con i nuovi italiani.

È Ramazza Arcobaleno, la manifestazione organizzata dal Masci Lazio (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) che sabato 23 marzo, a partire dalle ore 15.00, riunirà a piazza della Repubblica cittadini italiani e stranieri per chiedere al nuovo parlamento di rivedere la legge sulla cittadinanza per i bambini stranieri, nati o cresciuti in Italia, e per gli stranieri residenti in Italia

Oltre ad Eccomi aderiscono all’iniziativa:
ACLI Roma, ACSE, AISCIA, ARCI Roma, AZIONE CATTOLICA Lazio,
CORO ALTRENOTE, ALVIA, NESSUN LUOGO E’ LONTANO,
PIUCULTURE, SCUOLE MIGRANTI, WELCOME

Burundi: laboratorio fotografico

E’ stato redatto un rapporto intermedio da parte dell’Associazione per il sostegno della gioventù disoccupata burundese (ASJC) per il progetto “Rinnovamento dell’attrezzatura dello studio fotografico” a Bujumbura. Questo rapporto, inviato ad Eccomi è stato inoltrato alla Caritas Italiana.
La somma messa a disposizione dalla Caritas Italiana e da Eccomi è stata di 8.250 euro. Questi soldi hanno permesso l’acquisto di una nuova videocamera professionale con batterie di sicurezza, di una macchina fotografica professionale e di un nuovo computer con stampante, scanner e il software.
L’ASJC è soddisfatta per il lavoro che può svolgere con la nuova apparecchiatura e conta in futuro di potersi impegnare nella formazione e nella creazione di lavoro per i giovani.

Burundi: Istituto Rumuri per ciechi ed ipovedenti

Vuoi contribuire a donare all’istituto del materiale didattico o di gioco?

pallone

pallone sonoro

dadi

dadi tattili

dama

gioco della dama e del filetto

MATERIALE euro
pallone sonoro 46.00
tombola tattile 76.00
gioco dell’oca 66.00
globo geografico in plastica a rilievo 150.00
Africa fisica 9.5
Africa politica 9.5
   
13 tavole: il corpo umano 115.00
14 tavole: i mammiferi 120.00
   
macchina dattilo-Braille 483.00

 Vuoi collaborare alla manutenzione dell’edificio?

  • Riabilitazione delle latrine
  • Sistemazione e riparazione del tetto delle classi ormai vecchio
  • Costruzione di un blocco amministrativo: ufficio e segreteria
  • Riabilitazione di 4 latrine svuotabili

Sostieni Eccomi con una donazione: (dona qui)

Puoi anche cercare nella tua città di contattare un istituto, una organizzazione, una scuola o una associazione per ciechi che possa donare del materiale per ciechi ormai obsoleto.

Burundi: Atelier L’Espoir

Prima di Natale l’Atelier ha partecipato a 2 esposizioni alla scuola belga. Le ragazze hanno preparato tutto ed hanno avuto un buon successo.

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Esposizione dell’Atelier alla scuola belga

Nell’ultimo periodo si sono consolidati gli ordinativi da parte degli alberghi in Burundi già in parte eseguiti e la Caritas Diocesana di Muyinga ha confermato la richiesta di 750 divise per le scuole da consegnare entro il prossimo settembre. Tali manufatti, sebbene non molto remunerativi, rappresentano un’affermazione sul mercato locale che da tempo era il nostro obiettivo per iniziare a rendere “indipendente” l’Atelier dall’ intervento della nostra associazione nelle vendite.

Le ragazze mantengono un costante contatto con noi, inviando periodici rapporti via mail, grazie al corso di informatica al quale abbiamo iscritto una delle coordinatrici. In futuro, quando le avremo dotate di un computer più moderno, si potrà colloquiare via Skype. Grazie a tali progressi la nostra presenza in Burundi si renderà meno necessaria.

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Bernadette, la nostra coordinatrice informatica

Burundi: Cocktail per l’Atelier l’Espoir

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Il 28 novembre Eccomi, con l’aiuto di Emilia di ritorno dal Burundi, ha organizzato a Roma un cocktail con esposizione e vendita di tutti i manufatti eseguiti dall’Atelier l’Espoir. Alla mostra, che ha riscosso un bel successo è intervenuto l’ambasciatore del Burundi che si è mostrato molto fiero della qualità del lavoro delle sue connazionali e del gusto dei prodotti finemente ricamati come tovaglie ed asciugamani.

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La mostra, su richiesta di molti, è rimasta aperta più di una settimana e molti dei partecipanti hanno prenotato alcuni articoli che erano solo in visione perché, dato il valore, erano stati eseguiti esclusivamente su ordinazione.

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Nei prossimi mesi l’Atelier avrà molto ma molto lavoro… ed il futuro dell’Atelier comincia a diventare un po’ sicuro ed anche le “nostre ragazze “ ci credono sempre di più…Proprio in questi giorni una di loro ha chiesto alle cassa dell’Atelier un prestito per poter cambiare casa, passando da una baracca ad un bilocale dignitosissimo. E’ la seconda volta che ci viene avanzata una richiesta di prestito per migliorare le proprie condizioni di vita (il primo prestito è stato già totalmente saldato ) ed anche questi sviluppi sono per tutti noi motivo di soddisfazione e di … speranza.

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Burkina Faso: formazione dei capi scout

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Notizie sul Burkina Faso
Il  Burkina  Faso,  già  Repubblica  dell’Alto  Volta,  è  uno  stato  (274.200  km², abitanti  15.224.780  nel  2009)  dell’Africa  Occidentale  privo  di  sbocchi  sul mare  e  confinante  con  Mali  a  nord,  Niger  a  est,  Benin  a  sud-­‐est,  Togo  e Ghana  a  sud  e  Costa  d’Avorio  a  sud-­‐ovest.  E’ una repubblica.
La  lingua  nazionale  è  il  francese.
Dapprima  colonia,  ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960  e  divenne Repubblica  dell’Alto  Volta.  Il  nome  attuale,  Burkina  Faso,  fu  istituito  il  4 agosto 1984  dal  presidente  rivoluzionario  Thomas  Sankara,  e  significa  “la terra  degli  uomini  integri”  nella  lingua  more  e  nella  lingua  bamanankan parlate  rispettivamente  dall’etnia  mossi  e  dell’etnia  dioula.
In collaborazione con l’Associazione Scout del Burkina Faso (ASBF) vogliamo dare un nuovo impulso allo scautismo locale. Infatti lo scautismo di questo paese è recentemente rinato dopo una pausa di anni. E’ perciò necessario ricostruire una struttura di capi formati che oggi stenta a partire per molteplici ragioni tra cui il fatto che è necessario disporre di un budget economico per reclutare formatori e luoghi di formazione.

Obiettivi del progetto
Lo scopo della collaborazione è di

  • fornire lo scautismo del Burkina Faso di capi formati e in grado di essere capi brevetatti.
  • permettere una buona pratica dello scoutismo nelle unità, in conformità con gli orientamenti dell’ASBF.
  • approfondire la conoscenza dello scoutismo a livello mondiale e nazionale.
  • migliorare l’animazione delle unità scout attraverso la padronanza del metodo scout.
  • conoscere le tecniche di management di gruppo.
  • sapere comunicare lo scoutismo ed intrattenere delle buone relazioni pubbliche.

Paese e località d’intervento
Le località di intervento sono:
a) Boucle du Mouhoun /Dédougou
b) Cascate / Banfora
c) Centro / Ouagadougou
d) Centro-ovest / Koudougou
e) Centro-sud / Manga
f) Hauts-bassins / Bobo-Dioulasso
g) Sud-ovest / Diébougou

Il  programma  di  formazione  si  rivolgerà  a  50  aspiranti  capi  scout,  reperiti tra  gli studenti  dei licei delle 7  regioni  scout del Burkina Faso.

Inizio e durata del progetto
La durata della collaborazione viene fissata in 2 anni con partenza nel mese di agosto 2012 sino ad agosto 2014

Partner locale
L’Associazione Les Scouts du Burkina Faso fa parte della Fédération Burkinabé du Scoutisme ed è riconosciuta dal WOSM (Organizzazione Mondiale del Movimento Scout).

Legale e rappresentante locale
Séglaro  Abel  Some – Presidente

Ultime notizie dal Togo

da Anna e Ciro Cirillo

Abbiamo posto alcune domande al dottor Joseph Tohédé, il giovane medico togolese referente in loco del nostro progetto sanitario sull’ipertensione:

D. Ciao, Giuseppe, vuoi dirci qualcosa di te?

R. Volentieri. Mi chiamo Joseph Kossi Tohédé, Joseph è il mio nome di battesimo, Kossi (che significa in lingua ewe “nato di domenica”) è il nome che mi hanno dato i miei genitori alla nascita. Ho 31 anni e mi sono laureato in medicina nel 2011. Ho cominciato a lavorare al centro medico di Tohouédéhoué, quando questo è stato avviato, dopo l’allestimento, nel giugno 2008.

D. Quali sono le difficoltà che hai incontrato?

R. Si trattava della mia prima esperienza di lavoro ed ero un po’ emozionato. Per un mese circa, ho lavorato con Anna, poi da solo con la collaborazione di un tecnico di laboratorio e di un’infermiera, che si occupava anche della farmacia. Procedendo a visite sistematiche, ho valutato lo stato di salute dei circa 850 bambini, ragazzi e insegnanti dell’orfanatrofio e della scuola del Villaggio La Lumière, costruito da Padre Filippo.

D. Quali sono le malattie più diffuse?

R. Soprattutto gli attacchi di malaria, più o meno gravi, e le parassitosi intestinali nei bambini più piccoli. Questa è una zona ad alta incidenza di malaria, in particolare nei mesi delle piogge. Le parassitosi intestinali sono provocate dall’acqua non potabile. Sono abbastanza numerosi i bambini che presentano segni clinici di anemia e ipovitaminosi. Talora, durante le ore di scuola, capita che un bambino, soprattutto tra quelli provenienti dai villaggi, si senta male: quasi sempre si tratta di ipoglicemia, causata da un’alimentazione insufficiente.

D. Quale è stata la tua attività durante il primo anno di lavoro al centro?

R. Con gli altri operatori sanitari del centro abbiamo fatto, nei villaggi circostanti, una campagna di sensibilizzazione sull’igiene e la prevenzione delle principali malattie infettive e messo in atto un trattamento antiparassitario intestinale sistematico sui bambini dai 5 ai 24 mesi.

D. Perché hai interrotto il tuo lavoro al Centro?

R. Nel luglio 2009 sono tornato a Lomé, alla Facoltà di Medicina, per preparare la mia tesi di laurea. Ho seguito per un anno i pazienti affetti da malaria ricoverati in ambito ospedaliero, analizzando, nella tesi, gli aspetti epidemiologici, diagnostici e terapeutici di questa malattia, che rappresenta nel mio paese una delle più importanti cause di morbilità e mortalità, soprattutto nelle donne in gravidanza e nei bambini sotto i 5 anni. Purtroppo, per motivi burocratici ed economici (nelle nostre università si deve pagare tutto, persino l’affitto dell’aula in cui si presenta la tesi di laurea) sono riuscito a sostenere l’esame finale di laurea solo il 5 maggio 2011, ma ce l’ho fatta a diventare dottore in medicina!

D. Che ci dici del progetto sull’ipertensione?

R. E’ stata un’ottima opportunità che Anna e Ciro hanno offerto a me per ritornare a fare il medico nella brousse, e alla popolazione dei villaggi per cominciare ad acquisire consapevolezza di un problema sanitario che sta assumendo sempre maggiore importanza in Africa: le malattie cardio-vascolari, di cui l’ipertensione e il diabete rappresentano i principali fattori di rischio. Da febbraio a luglio 2012 ho condotto un dépistage su ipertensione e iperglicemia in 20 villaggi del cantone di Asrama. Con la collaborazione dell’assistente medico del centro sanitario di Padre Filippo e dell’assistente medico del centro sanitario dello stato, ci siamo recati nei vari villaggi secondo un calendario prestabilito e concordato con i capi villaggio. Abbiamo visitato 3855 persone di età compresa tra 16 e 93 anni, controllando a ciascuno pressione arteriosa e glicemia al dito. Abbiamo riscontrato un’incidenza di ipertensione del 10% circa e di iperglicemia dell’1,5%. La popolazione ed i capi-villaggio hanno apprezzato molto questo nostro intervento sanitario, anche perché più del 70% della popolazione risultata ipertesa non aveva mai controllato la pressione. Per quanto riguarda il trattamento dell’ipertensione e del diabete, trattandosi di malattie croniche, deve durare tutta la vita. Questo risulta di difficile attuazione, perché molto costoso e non sostenibile economicamente dalla maggior parte delle persone. Abbiamo quindi accolto con gioia il ritorno a novembre di Anna e Ciro, che, grazie all’aiuto dell’amico farmacista, ci hanno portato un quantitativo di farmaci antipertensivi per trattare per un periodo di 6-8 mesi i circa 100 pazienti risultati ipertesi gravi. Questi verranno rivalutati e presi in carico nel Centro Medico Statale, che ha ricevuto ufficialmente i medicinali nella figura dell’assistente medico che gestisce l’ambulatorio e sotto la responsabilità del direttore sanitario dell’ospedale di riferimento.

D. Qual è il tuo ruolo in questa seconda fase del progetto?

R. Un giorno alla settimana verrò a controllare come procede l’attività clinico-terapeutica, raccogliendo i dati, che saranno oggetto di un rapporto finale che invierò, oltre che ad Anna e Ciro, anche al referente del ministero della sanità togolese per le malattie non trasmissibili, il Dr Agoudavi. Per quanto mi riguarda voglio ancora ringraziare tutti gli amici italiani, che, attraverso Anna e Ciro, mi hanno permesso di iniziare a Lomé la specializzazione in pediatria, che mi permetterà di curare meglio i piccoli pazienti, che, in Togo, come nel resto dell’Africa, sono i più esposti alle malattie, soprattutto infettive.

D. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

R. Finire la specializzazione in pediatria con la speranza di poter aprire un ambulatorio pediatrico. Purtroppo in Togo le possibilità di lavoro sono pressoché inesistenti per tutte le professioni…ma, come mi hanno insegnato in Seminario, dove ho fatto il Liceo, bisogna sempre avere fiducia in Dio…

D. Prima di salutarci, ci vuoi dire tre cose belle del tuo paese, il Togo?

R. La pace, l’ospitalità, il mare.

Siamo d’accordo con te. A presto e buon lavoro.

Lomé, 16 novembre 2012

Con Eccomi ogni giorno invito a pranzo un bambino

In occasione della performance teatrale del 10 novembre a Roma per la raccolta fondi per il progetto ‘Garderies-scuole dell’infanzia’ è stata lanciata questa nuova iniziativa a cui hanno aderito circa 120 persone alle quali è stato consegnato un salvadanaio per la raccolta quotidiana di 0,20 euro equivalente ad un piatto della mensa scolastica per un bambino.

Una mamma scrive:

carissimo Presidente
è stato con vero piacere che l’ho sentita parlare al teatro Viganò
e che ho preso il salvadanaio…
che i miei figli hanno  molto apprezzato…
ed oramai a casa mia non si trova piu’ una moneta..perchè vanno tutte nel salvadanaio…
di questo passo … sarà pieno prima del tempo …
ma di questo siamo tutti contenti!
spero facciano lo stesso anche gli altri cosi da garantire un vero successo all’iniziativa!
cordialmente la saluto

Zambia: cena a Perugia per il progetto Saint Nicholas Community di Lusaka

Cena di promozione del progetto in Zambia

La cena è stata un vero successo, sia per la risposta positiva della comunità della parrocchia di Santo Spirito, sia per la diffusione dell’iniziativa nelle scuole secondarie di Perugia. C’erano più o meno un centinaio di persone di cui più della metà giovanissimi della scuola Giordano Bruno e dell’istituto Pieralli.

La serata è stata animata da un gruppo di Clown che celebrava la fine di un loro corso condotto da Donato, il mago DUDI che è stato in Zambia con Maria.

Maria ci informa: stiamo organizzando una mostra personale di un amico ceramista Romano Ranieri, considerato il pittore ceramista più bravo tra gli italiani. La mostra è dedicata al progetto Saint Nicholas Community di Lusaka. All’ingresso ci sarà una descrizione del progetto, un bel pacco di volantini “ECCOMI” e una cassettina per le offerte. La mostra sarà aperta dal 25 novembre a Natale.

Burundi: l’Atelier L’Espoir, novembre 2012

Articolo tratto dall’intervista ad Emilia, pubblicato sul giornale nazionale burundese LE  RENOUVEAU il 19 novembre 2012

Lotta contro la povertà – colloquio con Emilia D’Andria

“Ci dobbiamo battere perché la donna con handicap raggiunga la sua autonomia”

Le donne burundesi in generale e quelle con handicap in particolare hanno già dimostrato il loro impegno nella guerra contro la povertà. Questa constatazione permette di apprezzare il ruolo delle donne nell’aumento della produzione agricola e in altri settori della vita nazionale. In realtà, per impegnare tutti i cittadini nell’ideale di lotta contro la povertà che imperversa nel paese, bisogna battersi perché la donna con handicap raggiunga la sua autonomia.

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Questi propositi nascono da un colloquio che “Le Renouveau” ha condotto giovedì 15 novembre 2012 con Emilia D’Andria, rappresentante di una associazione non governativa italiana “Eccomi”. Questa associazione promuove progetti di sostegno alle persone vulnerabili, come i bambini in situazioni difficili, le donne ed in particolare anche donne con handicap. Attraverso questa associazione la signora Emilia D’Andria sostiene a Bujumbura delle donne affette da un handicap per promuovere e sviluppare il loro atelier di sartoria “L’Espoir” (la speranza). Lancia inoltre un appello ai politici perché siano più sensibili verso le persone vulnerabili e non le considerino come un fardello per il paese.

“Le persone con handicap costituiscono una mano d’opera non trascurabile”

Emilia D’Andria deplora che a volte le persone con handicap siano vittime di rifiuto nella società. Ha paragonato questa situazione a quella del suo paese, l’Italia, dove quarant’anni fa le persone con handicap erano emarginate. Si rallegra tuttavia del fatto che attualmente questa situazione è cambiata positivamente (….) ‘ Oggi,dice, nel nostro paese le persone con handicap hanno accesso ai mezzi di trasporto comuni, a toilette adattate in luoghi pubblici e hanno potuto integrarsi nel mondo del lavoro’

Per la signora D’Andria anche in Burundi ci sono segni incoraggianti e tutti i cittadini possono contribuire alla promozione delle persone con handicap. Per esempio, dice, una studentessa dell’Università Espoir d’Afrique si è interessata al lavoro realizzato nel nostro Atelier di sartoria “Atelier l’Espoir” ed ha effettuato un lavoro di ricerca sulla situazione economica delle donne con handicap in Burundi. L’iniziativa ha incoraggiato i membri dell’Atelier che ne hanno approfittato per mostrare le diverse opere già prodotte su ordinazione di alcune istituzioni del luogo, specialmente gli alberghi: tovagliati, salviette per usi diversi, vestiti per bambini e donne. Questi manufatti, con loro grande soddisfazione, le rendono donne autonome finanziariamente.

Mediante il lavoro, la signora D’Andria pensa che sarà possibile un cambiamento di mentalità. Crede che solo il lavoro potrà rendere la dignità alle persone vulnerabili (…)

Consortie Hakizimana