Giornata del salvadanaio

immagine salvadanaio

 Cari amici e sostenitori di scritta eccomi2

riprendiamo con rinnovato entusiasmo le attività di sostegno ai nostri progetti.

Un progetto che da vari anni sosteniamo è quello delle “garderies”: 1500 bambini distribuiti in 9 scuole nelle aree più povere del Burundi possono frequentare la scuola materna e ricevere un pasto caldo (riso e fagioli), che per moltissimi è l’unico della giornata.

Tutto questo grazie ad   scritta eccomi2   e al vostro aiuto.

Il pasto di un piccolo burundese costa 20 centesimi, sì avete letto bene.

Per noi è una cifra irrisoria. Per il piccolo burundese è la sopravvivenza.

E’ un progetto importante che ci impegna davvero molto nel reperire le risorse necessarie e nel gestire insieme agli Scout del Burundi l’attività educativa e la distribuzione dei viveri nelle varie scuole raggiungibili con molta fatica spesso dopo ore di viaggio su strade sterrate. Ma siamo però molto, molto contenti perché non solo le famiglie dei bambini ma anche l’Unicef hanno dimostrato grande apprezzamento dei risultati e delle modalità con cui viene gestito il progetto.

Eccomi ha lanciato due anni fa la campagna del SALVADANAIO consegnando ai tanti amici che con affetto ci seguono un salvadanaio con l’invito a mettervi ogni giorno i 20 centesimi del pranzo di un piccolo burundese.

Con l’apertura dei salvadanai effettuata lo scorso anno abbiamo raggiunto la cifra di 8.075.euro che ci ha molto aiutato nel sostenere il costo complessivo del progetto che supera i 40.000 euro.

La consegna dei salvadanai è avvenuta il 25 Ottobre giorno in cui, come ricorderete,   scritta eccomi2 ha organizzato lo spettacolo teatrale, veramente divertente, “Avviso di sfratto” di Silvana Servetti, messo in scena dalla “Compagnia Stabile del Teatro Aurelio” .

Siamo fiduciosi che parteciperete numerosi alla campagna del salvadanaio e nel ringraziarvi di cuore della vostra amicizia e del vostro sostegno  ricordiamo che potete ricevere il salvadanaio direttamente a casa vostra, sarà nostra cura farvelo pervenire, contattando  Carlo D’Andria: 335.6875462 carlo.dandria@gmail.com ) o scrivendoci (clicca qui)

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Route nazionale Scolte/Rover 2014

scritta eccomi2ha partecipato alla Route nazionale Scolte/Rover 2014

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A S.Rossore, Eccomi ha animato due laboratori ad ognuno dei quali hanno partecipato 3 gruppi di circa 30 scout ciascuno.

Route 2Il primo laboratorio sulla Cooperazione Internazionale ha coinvolto i ragazzi divisi in 5 sottogruppi perché definissero obiettivi, modalità operative, aspetti critici della cooperazione internazionale. Dopo un primo confronto tra le idee elaborate nei gruppi, gli animatori hanno presentato quanto fatto da Eccomi in Burundi e, dopo un ampio scambio di idee e suggerimenti, il laboratorio si concludeva con un canto e con il desiderio da parte dei ragazzi di un impegno.

Un secondo laboratorio ha illustrato alcune delle imprese in Africa seguite da ECCOMI, in maniera particolare quella in Togo e quella in Zambia. La discussione ha coinvolto molti aspetti generali della vita in Africa e il ruolo dello scautismo nel servizio verso quelle popolazioni. L’atmosfera è stata gioiosa, rallegrata con canti e danze africane. I tre gruppi che sono stati coinvolti nel laboratorio, hanno poi affollato gli animatori con domande e richieste.

Tutti i ragazzi hanno partecipato con molto interesse, tanta intelligenza e tantissimo entusiasmo.

Notizie dell’orfanotrofio in Haiti

Pascale Salomon, la sorella di Philippe, ha passato il mese di agosto nell’orfanotrofio in Haiti che il Masci ha sostenuto con Eccomi nel 2010, anno in cui ci fu il terribile terremoto.

Questa è la lettera che ci ha mandato:

HAITI 2014

LA MAISON DES PETITS DE DIQUINI

Ho dovuto aspettare qualche giorno prima di scrivere questa lettera perché scriverla significa per me aprire la scatola dei tesori delle memorie condivise con i bambini.  Mentre ricomincia il mio lavoro con i bambini a scuola posso finalmente aprire la scatola e condividere con voi amici l’incredibile esperienza che mi ha riempito il cuore, mi ha dato speranza e ha rinnovato il senso del mio impegno.

L’arrivo a Diquini è sempre travolgente, i bambini aspettano ansiosamente, circondano l’auto, sono pronti a baciarti e abbracciarti e non vedono l’ora di accoglierti nuovamente nella loro vita.  I nuovi bambini seguono, alcuni guardano con sospetto questa “zia” di cui tutti parlano;  osservano in disparte e alla fine si uniscono al coro da lontano.

Dopo un bicchiere di succo fresco e delizioso si aprono le valige e un’ora dopo stiamo tutti ad infilare perline, a fare braccialetti e a provare alcuni dei nuovi giochini.  Quest’anno non avrei potuto lavorare efficacemente senza l’aiuto dei capitani di squadra Steevenson, Domino, Richnard, Yvekesline e Singer.  Ognuno di loro ha scelto un gruppo di bambini di età tra i 3 e i 10 anni, con i quali ha lavorato, guidando ciascuno nelle diverse attività.

Quest’anno eccezionalmente è arrivato anche un gruppo di 10 scouts francesi che avendo sentito del progetto di Diquini da Roberto e Ombeline  ha raccolto i fondi per il viaggio con l’aiuto del comune di Versailles, ha piantato le tende nel terreno della nostra casa famiglia, portando un significativo contributo di idee e vitalità.

Ispirati dai numerosi programmi televisivi di cucina abbiamo pensato di  aggiungere  questo tipo di attività al repertorio di piccoli lavori di artigianato che già facevamo.  Mentre io insegnavo ai bambini a fare crostate, biscotti decorati di zucchero e pizza, mia sorella si dedicava ad insegnare alla cuoca nuove ricette da aggiungere al menu quotidiano.

Adesso ci sono 39 bambini nella famiglia e ogni giorno è riempito dalle  richieste e dai bisogni di ognuno di loro.  Come in ogni famiglia le diverse personalità interagiscono, si discute, si litiga, si piange e si fa pace prima di andare a dormire.  Dopo solo pochi giorni si riesce a distinguere chi ride e chi piange, chi probabilmente ha  cominciato il litigio, chi ha nascosto i giocattoli, chi si sente triste e chi si sente escluso.  La giornata inizia fin dalle sei quando i più mattinieri scivolano in giardino in cerca di manghi, altri si avventurano nella stanza polifunzionale per essere i primi a giocare con il Nintendo;  altri aspettano in silenzio di sentire un movimento nella stanza dove dormo con mia sorella per chiedere di giocare con il mio ipad.  I giorni alla spiaggia sono stati memorabili e per andare tutti abbiamo affittato un pulmino oltre a quello che abbiamo a Diquini.  Nessuno è rimasto a casa, tutti hanno vissuto l’avventura del mare, anche i più piccini di 9 mesi hanno assaggiato l’acqua salata del mare sguazzandoci  nei loro costumini colorati.

L’aumento del numero di bambini ospitati adesso non ha cambiato l’atmosfera familiare che è il cuore stesso de “La Maison”.  Philippe e Marie Carmel continuano ad essere il papà e la mamma amorevoli per tutti i bambini.  I loro diversi ruoli nell’ organizzazione giornaliera permettono lo svolgersi tranquillo della vita, ma la necessità di avere qualcun altro per alleviare il peso degli infiniti bisogni dell’orfanotrofio sta diventando urgente e imperativa.  Mia sorella ed io siamo riuscite a trascinarli via per un weekend, per celebrare il 60° compleanno di Philippe e speriamo che si rendano conto che meritano di prendere ogni tanto un po’ di tempo lontano dai bambini per riprendere le forze, avendo fiducia che i semi di responsabilità  impiantati nei ragazzi più grandi e nei sorveglianti possano dare frutto.

Di sera, dopo cena, quando i bambini si siedono a guardare un film è il momento per noi di parlare della giornata trascorsa.  Io spesso mi informo sull’ambiente familiare di alcuni dei bambini e sulle loro vicende in modo da capire meglio il loro comportamento e la loro personalità.  Sentire le loro storie di abbandono e di abusi all’interno e all’esterno della famiglia spezza il cuore pensando a quanto queste giovani vite abbiamo già sofferto.  Stupisce vedere come possano riuscire comunque ad andare avanti e a fare bene a scuola, a crescere come individui.  I loro sorrisi e il loro atteggiamento positivo raccontano una storia di speranza racchiusa nei rapporti d’affetto con gli altri bambini e nelle cure amorevoli di Phil e Ti Cam.

Vedendoli crescere riconosciamo I loro diversi bisogni, fra poco cominceranno I lavori per la costruzione di una ulteriore stanza per ospitare le ragazze adolescenti che meritano uno spazio un po’ più privato.  Stiamo esaminando le future possibilità di studio di questi bambini e ragazzi, e il modo di aiutarli ad integrarsi nella società come cittadini produttivi.

Andando in giro per la città l’atmosfera è serena, tutti parlano al cellulare come in ogni altra città del mondo,  si notano i notevoli sforzi fatti per tenere la città pulita con frequenti raccolte dell’immondizia.  Ci sono festival, musica e la sensazione che le cose stiano cambiando e che la gente stia riguadagnando l’orgoglio perduto e la speranza per il futuro.

Lasciare la casa famiglia è sempre molto difficile per me;  lascio mio fratello e Ti Cam e tutti i nipoti con i quali ho condiviso infinite ore di interazione.  Lascio anche mia sorella che riparte per la California da dove quest’anno ci ha raggiunti a Diquini.  Quando me ne vado li bacio ad uno ad uno e ho una parola per ognuno perché voglio che si rendano conto di quanto importanti siano per me come individui.  Me ne vado con il cuore colmo di emozione ma anche di senso di perdita e di vuoto.  Mi consola pensare che la mia famiglia e il mio lavoro è qui, a condividere le innumerevoli storie dei bambini, a mantenere i legami con i donatori e a passare parola così che chi ascolta continui ad essere parte della storia de La Maison des Petits de Diquini.

Pascale

Togo chiama… M.A.S.C.I. risponde-campo di animazione “ASRAMA 2014”

Siamo rientrati dal Togo da pochi giorni.

L’Africa è sempre una grande emozione, quasi impossibile da trasmettere a voce e ancor  più da mettere per iscritto, le parole non colgono a fondo le sfumature… le sensazioni.

Ciro Cirillo, Roberto Amadori ed io insieme ad altre due donne, Carmen e Sara, simpatizzanti del  movimento ma non censite, abbiamo affrontato il servizio Togo a viso aperto e con un po’ di incoscienza circa “Ebola”, a detta di qualcuno, ma tutto è bene quel che finisce bene.

Un po’ del soffio vitale dell’Africa ci aveva contagiato ancor prima della partenza.

I togolesi, ma presumo sia così nello spirito indomito di tutta l’etnia, non cambiano mai un programma: un impegno preso si rispetta.

Noi abbiamo sperimentato ciò una sera, viaggiando in moto-taxi sotto una pioggia torrenziale attraverso 10 km di foresta equatoriale e strada sterrata per andare nel villaggio di Touheudeue, invitati a cena da George, il nostro accompagnatore locale.

campo di animazioneTutto era pronto nel villaggio di Asrama, gli impegni già presi: 108 bambini ci aspettavano per un campo di animazione, della durata di 3 settimane.

Il servizio è iniziato martedì 4 agosto ed è stato strutturato in 4 laboratori: ceramica, disegno, recitazione e attività motorie. Queste attività ci hanno visti impegnati quasi tutti i giorni dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (dopo c’era il buio).

A volte eravamo costretti ad usare le aule scolastiche o la chiesa a causa delle piogge che, in questo periodo dei monsoni, sono frequenti.

I bambini erano euforici, ma noi adulti  ci siamo subito resi conto che, senza mediatori culturali, non saremmo riusciti nell’impresa. Alcuni di loro infatti parlano solo il dialetto locale e capiscono con difficoltà il francese. Inoltre le modalità di approccio educatore-bambino sono impostate in modo piuttosto autoritario che si discosta di gran lunga da quello in uso in Italia.

Assoldati George, Olivier e Jacques, tre insegnati della scuola cattolica campo di animazionepresso cui eravamo ospiti i lavori sono iniziati. I laboratori sono stati animati da Sara e George per la ceramica, Carmen per disegno e scenografia e con lei gli insegnanti togolesi collaboravano a turno, io con Jacques per giochi e canti e si univano a noi anche Roberto e Ciro quando erano liberi da impegni. Il maestro Olivier si è occupato della regia e della sceneggiatura dello spettacolo finale.

Grande la soddisfazione di tutti: noi che davamo un senso al nostro servizio; gli insegnanti che percepivano uno stipendio, in quanto nel periodo di chiusura delle scuole non  ricevono alcuna retribuzione; i bambini che per la prima volta eseguivano compiti/esercizi che non erano giudicati dal rendimento e da un voto partecipavano con passione alle attività educative e ludiche  proposte loro “gratuitamente”.

Il campo si è concluso con una pièce teatrale, cui hanno partecipato attori straordinari: i bambini del campo di animazione di Asrama!!!

Lo spettacolo si è svolto nella capanna dello chef alla presenza di tutte le autorità locali in primis Chef Canton (l’autorità più alta in loco) e di tanti spettatori riscuotendo un grosso successo.  Per noi i complimenti di tutti!!!….DSCF2044

Roberto e George, il nostro accompagnatore locale che, provvisto di una moto, è stato a nostra  disposizione giorno e notte per tutta la durata del soggiorno, si sono occupati degli approvvigionamenti e di tutta la parte pratica della nostra permanenza.

Ciro è stato impegnato a completare i due progetti in corso: i banchi scolastici e l’illuminazione del centro sanitario di Asrama, attraverso vari incontri con le autorità locali e sanitarie.

Tutti gli spostamenti avvenivano in moto-taxi.

La cultura è un punto nodale: poche sono le scuole pubbliche, molte sono private e/o confessionali per cui le famiglie debbono comunque dare un contributo economico, anche se non troppo esoso. L’abbandono scolastico è alto.

In alcune scuole le lezioni si tengono sotto una grande capanna, i banchi sono quelli che hanno accompagnato  la nostra scola italiana fino agli anni sessanta e oltre, ma, di seggiolini noi ne avevamo uno ciascuno mentre  lì sono sostituiti da un unico asse di un metro e venti sul quale trovano posto cinque (sì, avete letto bene, proprio cinque) alunni.

Avendo fatto un’esperienza simile anche in Burkina Faso, ritengo che, per migliorare le condizioni del popolo africano, sia assolutamente indispensabile, da parte degli altri popoli, investire sulla sanità e sulla cultura.

Assieme ai bambini abbiamo assistito, felici e orgogliosi, alla consegna dei banchi del precedente progetto “100 banchi per Asrama” alla presenza delle autorità scolastiche e locali.

Con una cena conviviale in puro stile togolese, abbiamo festeggiato l’illuminazione con pannelli solari del presidio sanitario di Asrama. Roberto mi aveva raccontato con molta tristezza di aver assistito ad una visita di pronto soccorso ad un bambino di pochi anni, fatta alla luce di un lume a petrolio.

Che evento l’illuminazione!!! per alcuni è misterioso come possa essere prodotta energia da un pannello…

I banchi, come pure i pannelli solari  ed altro materiale se acquistati o costruiti in loco, permettono di dare una piccola spinta all’economia locale, molto limitata e legata prevalentemente ai prodotti della terra e alle stoffe, ma purtroppo anche ai prodotti che la Cina sta immettendo a piene mani, monopolizzando quel mercato retto da un’ economia povera.

Alcune informazioni logistiche: noi siamo stati ospiti di padre Justin, parroco dell’unica chiesa cattolica di Asrama, villaggio di seimila anime. Avevamo a disposizione stanze confortevoli con l’acqua corrente, pompata dal pozzo. Il cibo veniva preparato alternativamente da noi (cibo italiano) o dalla collaboratrice parrocchiale (cibo togolese).

La corrente, prodotta da un generatore, era concessa dalle 18,30 alle 22… poi ci illuminavano le stelle e il cielo dell’Africa.

 

Vanda Sansovini

 

Promuovere l’istruzione e la formazione: una testimonianza

Burundi: Lettera di Elias che  scritta eccomi2  ha sostenuto negli studi con il progetto:’sostegno scolastico di ragazzi batwa’ ( https://eccomi.org/progetti-in-burundi/home/ )

 

Buongiorno!

 Mi chiamo KUNTWARI Elias, per grazia di Dio sono chiamato onorevole Elias KUNTWARI. Sono nato nel 1984 in una famiglia povera di etnia batwa, una etnia che vive in una situazione veramente disastrosa di povertà, tanto che la nostra casa era coperta di paglia dai muri fino al tetto. Per fortuna nel 1993 ho cominciato la scuola primaria: eravamo 11 bambini batwa della mia collina (comune), ma io sono il solo che è riuscito ad arrivare alla 6^ mentre gli altri hanno abbandonato la scuola  per diversi problemi legati alla povertà, specialmente la fame e la mancanza di materiale scolastico. Entrato nella scuola secondaria, mi è sembrato impossibile poter continuare perché nella scuola superiore si utilizza molto più materiale scolastico della scuola elementare e la tassa scolastica è alta.

Per fortuna mi sono rivolto alla diocesi di Muyinga dove hanno cominciato a fornirmi materiale scolastico e i soldi per pagare la tassa. Così ho studiato senza problemi fino all’università. Nel 2010 ero al secondo anno di università e per grazia dell’Onnipotente sono stato eletto deputato. Tutto ciò grazie a quelli che si sono adoperati per la mia scolarizzazione. Quest’anno terminerò l’università e continuerò fino al dottorato.

Siano benedetti tutti quelli che si adoperano per la formazione dei batwa.

Ringrazio vivamente la Diocesi di Muyinga perché per merito dei suoi progetti di scolarizzazione dei bambini batwa un considerevole numero di questi bambini vanno a scuola. Ringrazio anche tutti coloro che contribuiscono alla scolarizzazione dei bambini batwa.

Ringrazio fortemente Claudina Bertola che chiamo la mia bella sorella grande che non cessa di sacrificarsi per l’interesse dei bambini batwa, percorrendo centinaia di chilometri e dando consigli a questi alunni.

So, senza alcun dubbio, che il Signore Dio li benedirà e li rimborserà cento volte qui sulla terra e nel regno dei cieli.

Incontro con i nostri sostenitori per i progetti in Togo

INCONTRO COI COLLEGHI DELL’OSPEDALE DI SUSA

ospedale Susa_TogoIl 20 marzo abbiamo avuto un incontro con i colleghi dell’Ospedale di Susa, dove abbiamo lavorato per tanti anni, per una breve messa a punto del nostro progetto in Togo, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto sanitario, quello di partenza. I nostri colleghi, infatti, ci hanno sostenuti, in vario modo, fin dall’inizio in questo progetto.

Abbiamo presentato l’ambulatorio del Centro di padre Filippo, avviato nelDSCN2723 2008, con il personale di cui sosteniamo i salari. Poi abbiamo descritto il progetto sull’ipertensione e iperglicemia, iniziato nel febbraio 2012, confrontando alcuni dati, togolesi, con i nostri. I programmi futuri in ambito sanitario prevedono una messa a punto del progetto sull’ipertensione, con una rivalutazione sul posto dei pazienti messi in trattamento antipertensivo e un progetto di medicina preventiva rivolto ai bambini da 0 a 5 anni, da attuare nei villaggi, probabilmente a novembre 2014, con l’aiuto di una pediatra, che accompagnerà Anna.

L’incontro ci ha permesso di ringraziare personalmente i colleghi e, con loro, le case farmaceutiche che ci hanno fornito farmaci e materiale medico.

                                                                                           Anna e Ciro Cirillo

Bussoleno, 31 marzo 2014

Aprile 2014 riflessioni sul viaggio in Burundi

Con “Eccomi” in Burundi. Riflessioni aprile 2014
Anna Cocca

Siamo ad Addis Abeba in attesa di imbarcarci per Roma, ho tutto il tempo di pensare e di ripercorrere con la mente il viaggio appena concluso. Burundi. Mi chiedo quale è la speranza di molti popoli africani in un contesto di globalizzazione che con rapidità impressionante e preoccupante trasforma tradizioni, istituzioni, morale.

fratello e sorella condividono la caramella

fratello e sorella condividono la caramella

In questo mondo insoddisfatto e confuso in cui tutto cambia, non vengono poste al centro del processo di trasformazione la vita delle persone e la loro capacità di esserne consapevoli.
Nonostante tutto, si cambia.
Rispetto a due anni fa, quando per la prima volta venni in questo paese, Bujumbura, la capitale, è già cambiata. Sono spuntati bar e locali all’occidentale, supermercati cinesi, banche, ristoranti. Le strade sono pulite, i giardini curati e tanta gente dinamica sembra muoversi indaffarata.
Eppure la povertà si intravede ad ogni angolo soprattutto nei quartieri

una bicicletta!!!!

una bicicletta!!!!

periferici dove povera gente, accosciata su strade sterrate di argilla rossa tra sassi, detriti, macerie e scoli di acqua sporca, vende in cesti polverosi cavoli e banane e dove tantissimi bambini, spesso con abiti più grandi della loro taglia con le spallucce magre scoperte, le gambette secche e i piedini sporchi passano il tempo giocando nella polvere rossa.
Ad ogni angolo si intravede la fame perché non c’è abbastanza cibo per tutti a causa dei disastri naturali, i conflitti, l’arretratezza dell’agricoltura, ma soprattutto per la distribuzione diseguale delle risorse. La fame fisica compromette spesso anche lo sviluppo mentale e intellettivo di tanti bambini sottonutriti creando un ciclo diabolico di necessità.
Noi di “ECCOMI” abbiamo puntato molto sulla scuola, attuando progetti, nella speranza di favorire e preparare le nuove generazioni ad avviarsi verso quella auspicabile trasformazione che dovrebbe mettere l’uomo al centro di una vita consapevole. Comunque non dimentichiamo mai di rifornire soprattutto le garderies (le scuole dei più piccini) di riso e fagioli. È da qui che inizia la trasformazione.

Alfabetizzazione delle donne batwa

Alfabetizzazione delle donne batwa

Dopo Bujumbura si va a Muyinga. Un amico qualche tempo fa mi disse:”Quando andremo a Muyinga e sulle colline vicine, allora conoscerai la vera Africa”.
Nel paesaggio predomina il rosso della terra, che copre di un velo leggero tutte le cose e le persone e il verde brillante delle coltivazioni di tè, di caffè e dei bananeti sullo sfondo blu intenso del cielo.
Le risaie bellissime in fondo alle valli nascondono numerose insidie. Qui la povertà e l’essenzialità della vita diventano prepotentemente concrete.
Ho letto da qualche parte: la povertà è fame, vivere senza tetto, essere ammalati e non avere cure, non poter andare a scuola, non avere un lavoro, ma soprattutto la povertà è mancanza di libertà.
Tra queste colline non si pensa il futuro, ma è vivere giorno per giorno.
La povertà richiede di cambiare il mondo, ma prima è necessario capire e per farlo è necessario condividere almeno in parte l’essenzialità della vita di questi fratelli. In caso contrario si rischia di restare solo osservatori, a volte infastiditi da tanta tragedia.
Poi andiamo in un villaggio batwa, discendenti dei pigmei. “ECCOMI” ha

ragazzine batwa

ragazzine batwa

contribuito alla costruzione di casette di mattoni rossi ma ci sono ancora molte capanne di foglie di banano.
Viviamo in un unico mondo in cui non vi è soluzione di continuità tra territori o nazioni; c’è però una barriera che va abbattuta: l’assenza di speranza garantita dalla povertà.
L’economia mondiale è in movimento, il benessere aumenta anche in questi paesi in via di sviluppo, ma non riesce a coinvolgere tutti. Molti, i deboli e gli ignoranti, restano indietro, ancora inconsapevoli del diritto ad una vita libera perché nessuno li ha preparati al cambiamento.
Distribuiamo caramelle e riceviamo i sorrisi gioiosi dei bambini e della gente di queste meravigliose colline. Si accontentano di poco.
Le donne del luogo hanno formato cooperative con l’aiuto di varie associazioni umanitarie, lavorano in gruppo, studiano per imparare a leggere, scrivere, a fare di conto e a coltivare.
Loro si’ che sono magnifiche perché divengono consapevoli di se stesse.
Il processo è lento per la povertà, le necessità, tanti figli, tanta violenza.
Una bambina si avvicina a noi e ci offre dei frutti: cibo. Restiamo stupiti di tanta generosità.
C’è disomogeneità di crescita in questi paesi e situazioni fortemente diversificate che penalizzano le aree rurali, le donne e i poveri.
Siamo a Gitega e guardiamo gli occhi bianchi dei bambini ciechi dell’istituto in cui ci troviamo per portare lenzuola e asciugamani comprati al mercato di Bujumbura. I bambini giocano con palle sonore dono di “ECCOMI”. Altri piccoli svantaggiati dalla vita, eppure sorridono, ci toccano usando le mani come occhi.
Ora in attesa dell’aereo per Roma mi rendo conto che la povertà confina con l’abbondanza, l’ignoranza con la cultura, la tolleranza con l’incomprensione; tra di esse non vi è confine, basterebbe far scorrere da entrambe le parti le cose buone che esistono nell’uomo, ricordandoci che siamo figli della stessa natura.

 

BAGNA CAUDA per ECCOMI

Notizie dal Piemonte sui progetti di Tengo al Togo.

Togo:Bagna CaudaLa Comunità MASCI “Sempre Pronti” di Buttigliera Alta (TO), la sera dell’8 febbraio, ha organizzato una cena molto “piemontese” a base di BAGNA CAUDA, alla quale hanno partecipato ben 190 persone tra adulti e bambini. Il ricavato della serata, molto ben riuscita e in perfetto stile scout, è stato destinato al sostegno del nostro progetto in Togo, in particolare al completamento dell’Aula informatica, realizzata a novembre nel villaggio di Asrama.

Togo-bagna caudaDi fronte ad un pubblico attento e sensibile, Anna e Ciro hanno tracciato una breve storia del progetto, avviato ormai da sei anni, sottolineando come da un inizio esclusivamente in ambito sanitario, si sia passati gradualmente ad occuparci anche del settore educativo e della comunicazione  con l’allestimento di un’aula informatica. Di questo ha parlato, con passione ed entusiasmo, Cristiano ideatore e realizzatore, con l’appoggio determinante di tutta la sua Comunità, del progetto di alfabetizzazione informatica del cantone di Asrama.

Anna e Ciro Cirillo

Una lettera dalle ‘ragazze’ dell’Atelier l’Espoir a Bujumbura

 

Quando abbiamo iniziato eravamo un gruppo di donne handicappate che si riuniva in un container nel Mercato di Jabe…..un posto sporco, dove si vendevano granaglie, con una fogna a cielo aperto, con i topi che erano i padroni  e dove nessun “Muzungo” (bianco) avrebbe mai messo piede…

Facevamo piccoli lavori, stavamo con i nostri bambini, non avevamo soldi per pagare l’affitto, per mangiare, per mandare a scuola i nostri bambini.. una vita senza dignità….

Poi un bel giorno Eccomi decide di aiutarci nella creazione di un Atelier… Noi non siamo abituate a sognare, per noi esiste il presente e come affrontarlo giorno per giorno..in una parola:  conosciamo solo  il desiderio di sopravvivere, ma abbiamo 

ateliercreduto in questa proposta, ci abbiamo creduto fortemente. Abbiamo iniziato a lavorare e forse, tra tante diffidenze anche a fidarci dei Muzungoche ci hanno affiancate.

Abbiamo fatto una prima esposizione che è andata benino ed abbiamo cominciato a vedere i primi risultati.

Poi abbiamo  iniziato ad esporre in un grande Albergo. Per noi l’ingresso in quel mondo da favola e di lusso è stata un’esperienza travolgente. La gente acquistava i nostri prodotti e ci faceva i complimenti….eravamo trattate come persone che lavorano e eravamo rispettate….Abbiamo cominciato crederci…

Infine è arrivata una sistemazione decorosissima. Oggi percepiamoatelier1 un salario, un contributo per il trasporto,la colazione al mattino e disponiamo di una piccola cassa malattie e chi aspetta un bimbo ha diritto ad un periodo di maternità retribuita come la nostra Rebecca.

La gente ha cominciato a conoscerci….la stampa si è occupata di noi, il Sindaco di Bujumbura è tra i nostri clienti, l’Università ha inviato una studentessa per fare una tesi sulla nostra esperienza ed anche un ministro si è interessato alla nostra mutata condizione…. L’Atelier è quasi autosufficiente, vendiamo tanto, guadagniamo, paghiamo tutto puntualmente, possiamo comprare il cibo per i nostri figli e permetterci qualche “sfizio”.

Una di noi Evelyne, che camminava a 4 zampe, adesso grazie ad Eccomi è stata operata e finalmente cammina con le stampelle e può guardare le persone negli occhi e soprattutto sperare di crearsi una famiglia ed avere dei figli!

Ve lo abbiamo detto: non siamo abituate a sognare, non ce lo siamo mai permesso. Ora però abbiamo iniziato a farlo ed il futuro non ci spaventa più…siamo donne, siamo abituate a combattere ed oggi anche cominciamo a sperare……

Grazie a tutti gli amici italiani che ci hanno aiutato a conquistare la nostra dignità attraverso il lavoro, acquistando i nostri prodotti e sostenendoci con donazioni!

MIGLIOREREMO, ABBIAMO LA FORZA E LA VOGLIA DI FARCELA Annamarie,Bernadette,Eveline,Imelda,Languide,Rebecca,  Soline e Violette  

Sostegno scolastico ai ragazzi batwa ed orfani: Claudina ci scrive

batwa2La Diocesi di Muyinga si trova a Nord-Est del Burundi, coprendo le province amministrative di Muyinga e Kirundo e una parte della provincia di Karuzi. Il territorio è pari a 4.767 km2, la popolazione di ca. 1.251.611 cittadini censiti, di cui 13.000 BaTwa.

La situazione e condizioni sociali della gente sono fortemente determinate da un’economia debole, dalla mancanza di infrastrutture e di un sistema di controllo centrale efficace.

Il peso della “ribellione interna”, della corruzione e la debolezza del sistema interno delle imposte limitano la possibilità dello Stato di offrire servizi sociali adeguati e validi in materia di educazione, salute, sviluppo e ambiente…Di fatto i servizi sociali essenziali sono garantiti in tutto il paese, ma il personale ha un livello di preparazione talmente basso da rasentare il “crimine statale”.

Il tasso di analfabetismo è altissimo e il livello di istruzione ridicolo, questo limita le possibilità della popolazione di contribuire agli sforzi dello Stato per migliorare la situazione sociale, specialmente nelle aree periferiche.     Nonostante il Governo emetta nuove e migliorate leggi in favore dell’educazione, soprattutto per mantenere i/le giovani a scuola,  non c’è nessun controllo sulla popolazione e la partecipazione scolastica è lasciata nelle mani delle famiglie che in base alla loro sensibilità personale scelgono se inviare o meno figlie e figli a scuola. Di fatto la scuola dell’obbligo esiste sulla carta, ma il sistema non è strutturato per renderla effettiva.

batwa1Qui arriviamo noi della Caritas Diocesana di Muyinga che, grazie anche all’appoggio della Onlus Eccomi, da 6 anni sosteniamo la popolazione Twa (pigmei autoctoni del Burundi) nella partecipazione scolastica dei bambine/i e giovani in età scolare. Con il tempo il progetto ha subito modifiche e nelle nostre liste sono stati aggiunti orfane e orfani della Diocesi. In numeri contiamo 1.600 alunne/i delle primarie, 450 studenti/esse alle secondarie e 3 giovani all’Università.

Il nostro contributo consiste nel garantire loro il materiale scolastico necessario, con quaderni, penne, matite e scatola di matematica, l‘uniforme secondo le regole di ciascuna scuola e una piccola somma per quelle necessità si dovessero verificare nel corso del trimestre.

Di fatto il nostro aiuto è una goccia rispetto ai bisogni che le famiglie devono affrontare nel corso dell’anno scolastico, ma questa è una scelta ponderata: innanzitutto il nostro vuol essere un sostengo e non una sostituzione. Nella cultura burundese è la famiglia allargata che deve farsi carico dei bisogni dei propri elementi, soprattutto i più piccoli. Inoltre i nostri iscritte/i sono aumentati rapidamente e in maniera esponenziale: nell’intento di aiutare il numero maggiore di studenti e studentesse aventi diritto, abbiamo scelto di suddividere gli aiuti a disposizione su tutte/i coloro presentino le condizioni e seguano le regole fissate per essere iscritti nelle nostre liste. È per noi una gioia seguire l’evoluzione scolare di tante e tanti giovani, che dai primi tentativi scolastici arrivano a lasciare il nostro progetto con un diploma in mano, lanciandosi pieni di speranza e di orgoglio nel mondo del lavoro.

batwa3Per gli studenti BaTwa il diploma è il passaporto per un nuovo stato sociale: dalla capanna alla casa in muratura, dal campo al commercio.  Con loro si portano tutta la famiglia, soprattutto i fratelli e sorelle più piccoli. Le studentesse BaTwa diplomate ci stanno aiutando a sdoganare dalla miseria mentale ed economica centinaia di donne nei villaggi del nord. Queste/i giovani sono il “passepartout” che ci ha aperto ben più di una porta. Lavorare nelle comunità Twa per la Caritas Diocesana è diventato progressivamente un “must”, dove non riusciamo ad arrivare da soli, sono le comunità stesse che ci chiamano… il tutto è vissuto come un’avventura interessante e arricchente da ambo le parti.

Lo spazio si esaurisce qui, per questa volta, non ci resta che  porgervi un ringraziamento speciale per il vostro sostegno, nella speranza che anche questa avventura, vissuta in tandem, possa continuare e  evolvere con profitto.  MURAKENUYE !

Claudina Bertola
Muyinga – Burundi
Phone: 00257 79435426
Skype: Muyinga2008

Saint Nicholas Novembre 2013

s nicola2Cari amici,

quest’anno sono stata a Lusaka dal 22 Agosto fino al 2 di Ottobre. Sono venuti insieme a me, per due settimane, un gruppo di 6 clown della stessa associazione che ci sta aiutando a Perugia. Questi ragazzi, oltre ad essere bravissimi e generosi, sono stati capaci di adattarsi alla vita di borgata africana, sia per il vitto che per l’alloggio rimediato alla buona.

L’effetto sui nostri ragazzi e sulla s nicola6comunità di Kaunda Square è stato grandioso e superiore alle aspettative.  Insieme a loro si è condotto anche un intervento ludotera-peutico nel centro KOINONIA (Matero a 20 km da Lusaka) creato da Padre Kizito Sesana, il comboniano che ha fatto nascere la famosa comunità di street kids nella periferia di Nairobi. Il nostro contributo è arrivato nel momento in cui la polizia di Lusaka affidava a Kizito 25 ragazzini, dai sei ai dodici anni, raccolti in città.

Per quel che riguarda la nostra scuola devo dire di essere soddisfatta, anche se i problemi sono sempre in agguato. Dopo le vacanze di Agosto le attività hanno ripreso  a pieno ritmo. Abbiamo attualmente 170 bambini dai 3 ai dodici anni. 25 di questi sono orfani “totali” senza genitori o parenti prossimi, che vivono in una grande casa di una benefattrice locale. C’è stato un ricambio di 20 bambini, in quanto una decina sono stati ripresi da parenti che vivono nei villaggi rurali in varie località dello Zambia ed altri dieci hanno terminato il grade 7 e potrebbero  accedere alle superiori se riusciamo a trovare degli sponsor disposti ad aiutarli. Per loro infatti non c’è nessuna possibilità di tornare nei villaggi ma solo quella di tornare nelle strade.

L’esperienza scout va a gonfie vele, tutti i bambini hanno voluto diventare Cubs o Lechues e le insegnanti hanno dovuto fare il corso di formazione necessario. Manca loro solo la divisa e il fazzolettone, per mancanza di fondi, ma lo spirito e il metodo hanno attecchito.

s nicola1Il budget della scuola resta sotto controllo, grazie alla operosità dello staff e alle ultime “trasfusioni” operate direttamente. Infatti durante la mia permanenza sono arrivati circa 1000 euro da Eccomi, 1500 da Marzia Glisenti di Palma de Majorca e 300 dal Cesvol di Perugia dalla cena fatta a San Nicolò di Celle durante l’estate. Purtroppo con l’ultima iniziativa della “Fiera dei Vivi” i  200 euro incassati sono bastati a malapena a coprire le spese. Le adozioni sono sempre le stesse ed alcune tardano ad arrivare. L’arte di ricordare ai sostenitori si fa sempre più difficile perché le condizioni finanziarie potrebbero essere problematiche anche per loro. Una  piccola fiammella di risonanza mediatica sui giornali locali finora ha prodotto solo una donazione che verrà versata sul conto bancario di Eccomi .

Ringrazio pertanto tutti coloro che hanno voluto aiutare il Saint Nicholas.

Un grande abbraccio a tutti,

Maria Chibansa ( Presidente della ONG “Saint Nicholas Community Care Centre”)

Racconto di viaggio: dal 9 al 23 novembre 2013 in TOGO

DSCN2400La povertà, causa prima della maggior parte delle malattie che affliggono i paesi a basso reddito, è anche, se non soprattutto, povertà di mezzi di informazione e di comunicazione. Per questo motivo ci è stato chiesto di affiancare al progetto sanitario, che stiamo portando avanti in Togo ormai da quasi 6 anni, l’allestimento di un’aula per l’alfabetizzazione informatica, rivolta al settore sanitario e a quello scolastico. Gli amici che ci sostengono nei nostri progetti di aiuto all’Africa sono tantissimi, soprattutto in ambito associativo e questa volta è venuto a darci una mano Cristiano Rigon, esperto informatico. Cristiano, otre ad occuparsi della preparazione del materiale, si è fatto anche promotore di una campagna di sensibilizzazione, che, nel giro di un anno, ci ha permesso di partire per Lomè con tutto il necessario per allestire un’aula informatica dotata di 6 PC portatili. Nella settimana precedente il nostro arrivo ad Asrama si era già provveduto all’installazione di un dispositivo a pannelli solari per la fornitura dell’energia. Purtroppo laggiù nella brousse non arriva ancora l’elettricità!

aula inf. togoCiro e Cristiano sono stati in Togo dal 9 al 23 novembre. La prima settimana è stata dedicata all’allestimento dell’aula informatica. Ciò non è stato del tutto semplice, in particolare per problemi di rete, che rendevano a tratti difficile la connessione ad Internet. Nella seconda settimana ad Asrama Cristiano ha anche provveduto alla formazione di due insegnanti, permettendo loro di mettere in pratica le informazioni base, di cui finora avevano solo conoscenze teoriche. Questa formazione continuerà in rete dall’Italia.

Con Ciro e Cristiano è andato in Togo anche il farmacista che da 3 anni ci aiuta nel rifornimento dei farmaci, portando un quantitativo di farmaci per soddisfare le necessità dei prossimi 6-8 mesi: i farmaci antipertensivi per il progetto sull’ipertensione (avviato nell’aprile 2012) e i farmaci indispensabili per l’ambulatorio (antibiotici, polivitaminici, antiparassitari, antimalarici).

Il giorno dell’inaugurazione dell’aula informatica, che abbiamo chiamato “Cyber socio-informatique Francesco Cirillo”, la popolazione, rappresentata dai numerosi capi-villaggio, ha espresso la gioia e la riconoscenza per avere finalmente un mezzo che li avvicina un po’ di più al resto del mondo, ancora così lontano dalla loro realtà quotidiana.

La loro gioia ci ricompensa sempre della fatica fisica, della quale, in verità, abbiamo consapevolezza solo quando ci ritroviamo in aeroporto, nell’attesa dell’aereo che ci riporterà in Italia.

       Ciro , Anna Cirillo e Cristiano Rigon

Le garderies oggi

(dalla relazione di Jean Claude Nzisabira  responsabile per l’ASB del progetto Garderies)

 

vista garderie Kabanga copiaI bambini che frequentano quest’anno le 9 garderies sono 1510. Solo nella garderie di Kiyanza i bambini iscritti sono diminuiti rispetto all’anno passato poiché con il nuovo sistema scolastico un’aula della garderie è stata occupata e perciò si è tenuto conto del minor spazio disponibile per i bambini piccoli (comunque 117!)

Le garderies sono diventate centri di educazione alla riconciliazione  poiché garderie Kabanga classe ristrutt. copiafrequentati da tutti i bambini del territorio e non solo da bambini dei campi degli sfollati di guerra, inoltre il progetto riunisce i genitori dei bambini per mettere in atto una attività produttrice di reddito al fine di contribuire al buon funzionamento della garderie dei propri figli.

garderie Makebuko commissario copiaPer esempio il gruppo di genitori della garderie di Kiremba, nella provincia di Muyinga, dispone di un piccolo terreno seminato a foraggio che viene venduto, possiede inoltre una piccola peschiera per l’allevamento dei pesci e tra tre mesi comincerà a venderli.

I genitori della garderie di Vumbi nella provincia di Kirundo dispongono di un terreno dove  coltivano fagioli, patate e sorgo, è una provincia questa  dove spesso c’è carestia poiché ogni anno si osserva il prolungamento della stagione secca.

Non sempre tutto va come dovrebbe: il gruppo di genitori della garderie di Kiremba, nella provincia di Ngozi, hanno venduto il terreno di un ettaro ed ora L’ASB sta cercando di recuperare il terreno.

Nella garderie di Kiyanza nella provincia di Muyinga i genitori hanno coltivato  un ettaro di terreno a manioca ma il raccolto non è stato buono per mancanza di letame. I genitori dei bimbi iscritti in questa garderie sono per lo più Batwa e non possiedono animali.

garderie Kabanga ristrutt. copia

Durante l’estate l’Unicef  ha finanziato la ristrutturazione delle garderie di Kabanga e Makebuko nella provincia di Gitega e di Kanyosha a Bujumbura.

garderie Kabanga copia

la garderie di Kanyosha è stata  ristrutturata e la realizzazione di una recinzione ha permesso il posizionamento di strutture ludiche all’aperto, inoltre ha un grande serbatoio per l’acqua e l’Unicef  ha donato due mulini per la macinazione del riso e della manioca che permettono ai genitori che ci lavorano di contribuire al mantenimento della garderie. Per questi motivi è diventata una garderie modello ed è qui che vengono portate le delegazioni di altri paesi per mostrare la bellezza di questo progetto e per cercare nuovi finanziatori.

garderie Makebuko copia

Le Comunità MASCI si attivano

 

vendita RM9

Sabato 26 e domenica 27 ottobre la Comunità MASCI Roma 9 ha fatto una vendita di torte e biscotti davanti alla parrocchia di Nostra Signora della Salette a sostegno del progetto “Garderies-scuole dell’infanzia in Burundi”. Ha raccolto circa 1.100 euro. Grazie

 

La Comunità Masci Modica2 ha raccolto in Parrocchia una somma da destinare al progetto “Istituto Rumuri per bambini e ragazzi ciechi del Burundi”. Grazie

Salvadanai

w 6 uno strano superman fa giochi di magia

Sabato 26 ottobre 2013 c’è stata la festa legata all’iniziativa

immagine salvadanaio

E’ stata una bella festa e i bambini oltre ad apprezzare i giochi del mago low 4 pesa 2 hanno aiutato a pesare i  71  salvadanai che sono pervenuti dei 138 distribuiti in occasione della performance teatrale del 10 novembre dello scorso anno. Il ricavato è stato di 4.331,34 euro e nei prossimi giorni si provvederà al recupero dei restanti salvadanai.    I bambini delle garderies del Burundi saranno molto contenti di poter mangiare tutti i giorni il loro piatto di riso e fagioli nei prossimi mesi.

L’Associazione scritta eccomi2 ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla operazione e ricorda che è iniziata anche la distribuzione dei nuovi salvadanai per il prossimo anno scolastico.

Una recinzione all’Istituto Rumuri

 2013-05-17 10.55.26Nell’ istituto per bambini e ragazzi ciechi a Gitega  abbiamo sostenuto la costruzione di un bel muro di recinzione. Ce lo avevano chiesto nella nostra visita in maggio di quest’anno le suore che gestiscono l’istituto poiché spesso entravano persone estranee per rubare ed era pericoloso per i ragazzi e per le ragazze. Abbiamo inviato, come da loro richiesto, 3.700,00 euro ed ecco il bellissimo muro, le suore sono felici e ci ringraziano moltissimo.

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recinzione Rumuri      

Atelier l’Espoir: nuova sede

atelierGrandi novità: l’atelier si è trasferito presso la casa di accoglienza dei Saveriani  in Bujumbura. La casa di accoglienza in cui era inserito chiude per cui Emilia ha cercato una nuova sede ed ha trovato la grande disponibilità dei Saveriani ad accogliere il laboratorio di ricamo e cucito. Grazie di cuore a Padre Modesto e Padre Giovanni.

Le ragazze sono felici e, dopo un periodo di difficoltà, hanno ripreso a lavorare con lena ed entusiasmo riuscendo sempre ad ottenere prodotti belli e rifiniti.

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Operazione Burkina Faso 2013

l’Africa evoca per tutti un paese dalla natura selvaggia dove vivono tanti animali pericolosi e dove la propria vita è sempre messa alla prova. Questo stereotipo sarà destinato a cambiare perché l’Africa è sempre più vicina.

Anche quest’anno la nostra visita in Burkina Faso ha dato molti frutti.

La nostra attività con l’Associazione Scout del Burkina Faso è ormai legata a

  1. un impegno di accompagnamento dei clan AGESCI che desiderano fare un’esperienza significativa in AFRICA e verificare in loco il progresso degli impegni presi con noi del MASCI e dell’AGESCI con l’ASBF e l’associazione degli Adulti Scout e Guide del BF. Quest’anno il clan di Bagnacavallo 1 ha vissuto
    il clan di Bagnocavallo 1

    il clan di Bagnocavallo 1

    l’esperienza entusiasmante della route in Burkina Faso condividendo per quattro giorni la vita da campo con un gruppo di scout locali e poi ha fatto servizio per un progetto di piantumazione e riforestazione e in un ospedale locale

  2. un impegno riguardante la formazione dei Capi scout: abbiamo iniziato un’azione di aiuto per la realizzazione di “campi scuola” per futuri capi unità del BF. L’azione che stiamo finanziando ha la durata di 3 anni e consta di fine settimana di formazione da realizzare a livello regionale. L’attività è iniziata con la formazione dei formatori.
    firma protocollo di intenti con i capi scout del BF

    firma protocollo di intenti con i capi scout del BF

    Nell’incontro del 17 Agosto è stato ufficialmente firmato il “protocollo di intenti” già approvato dai presidenti Agesci e MASCI

  3. un impegno di formazione degli Assistenti Ecclesiastici scout: abbiamo concordato con gli Scout de France di organizzare assieme all’AGESCI e alla CICS (conferenza internazionale cattolica dello scoutismo) uno stage di alcuni giorni per tutti gli Assistenti Ecclesiatici di Burkina Faso, Togo, Costa d’Avorio, Benin con l’invio di una staff di sacerdoti dall’Italia e dalla Francia.
  4. un impegno per un nuovo impulso dello Scautismo Agricolo: il progetto prevede di realizzare 3 fattorie pilota nelle località di  Reo, Bobo Dieulasso e Zigmaré
  5. un impegno a favorire gemellaggi tra gruppi scout italiani e gruppi scout del BF per un dialogo ed uno scambio di esperienze con la possibilità di reperire attrezzatura da campeggio da donare agli scout del BF

Con l’Associazione Guide del Burkina Faso abbiamo espresso l’impegno di sostenerla nella realizzazione dei seguenti progetti:

  1. allevamento di maiali: siamo in grado di finanziare questa attività con i fondi già in possesso.
  2. campi di formazione per le capo delle Guide
  3. formazione scolastica e spirituale delle Guide
  4. informatizzazione della sede Nazionale delle Guide
sede dell'Associazione Guide

sede dell’Associazione Guide

Apriamo i salvadanai…..

Vi ricordate dell’iniziativa “operazione salvadanaio” lanciata In occasione della performance teatrale del 10 novembre dello scorso anno a Roma destinata alla raccolta  fondi  per il progetto “Garderies-scuole           dell’infanzia” ?.  E’ passato un anno e siamo ansiosi di scoprire insieme a voi quali sono i risultati…… e allora  Incontriamoci

sabato 26 ottobre alle ore 16,30 

presso i locali della parrocchia di S. Gelasio – via Fermo Corni, 1

 Rd_si mangia!!!

Sapendo che molti bambini si sono impegnati a mettere le monetine nel salvadanaio discritta eccomi2  per i loro fratellini meno fortunati, abbiamo pensato di ringraziarli organizzando un dolce incontro festoso dedicato particolarmente a loro …ma non solo.

Vi aspettiamo tutti, anche con i vostri nipotini, nipotoni, figli e amichetti.

Eccomi partnership progetto Bosobe

Eccomi è divenuta partnership del progetto  “Riattivazione dell’ospedale di Bosobe”.

Il tutto e nato dal MASCI Marche che, venuto a conoscenza del progetto della Onlus “ Centre Nutritionnel Lisungi”, teso alla riattivazione dell’ospedale di Bosobe nella repubblica democratica del Congo, ha cercato di inviare laggiù tutto ciò che era riuscito a procurare gratuitamente dalla dismissione di  parte delle apparecchiature dell’Ospedale di Ascoli.

Grazie  all’aiuto economico della ZEISS APPARECCHIATURE ELETTROMEDICALI sede di Milano, con cui ECCOMI Onlus è entrata in contatto, un container è partito dal porto di Ancona il quattro agosto arrivando a fine settembre nel porto internazionale di Matadi in Congo.

Una volta espletate le pratiche di sdoganamento da parte dei Cavalieri dell’Ordine di Malta  Eccomi finanzierà  il trasporto del container dal porto di Matadi  fino a Kinshasa e da Kinshasa a Bosobe, un viaggio di circa 1300 km.

All’arrivo a Bosobe ci sarà un gruppo di tecnici volontari provenienti dall’Italia che provvederanno al montaggio delle apparecchiature; un’altra associazione con cui il MASCI Marche è entrato in contatto finanzierà i biglietti aerei richiesti da questi volontari come unico contributo al completamento dell’opera.

TOGO. Un nuovo progetto: AULA INFORMATICA

La comunità internazionale si mobiliti per garantire ai paesi poveri l’accesso alle nuove tecnologie. Solo così ci sarà democrazia digitale

Kofi Annan – Segretario generale dell’ONU – Tunisi, 16 Novembre 2005.

 

Ciro Cirillo, responsabile Progetto sanitario Tohouèdèouè in Togo, da diverso tempo ha ricevuto dai capi-villaggio del cantone di Asrama l’ esplicita richiesta di un’ aula informatica.

Crediamo che l’accesso alle tecnologie dell’ informazione e della comunicazione rappresenti un prerequisito essenziale allo sviluppo economico e sociale di un popolo: l’Information Technology dovrebbe essere considerata un bene di primaria necessità.

Da queste premesse nasce il nostro desiderio di realizzare un’aula per l’alfabetizzazione informatica là dove stiamo operando con successo nel settore sanitario, pertanto questo nuovo progetto prende corpo dal progetto sanitario già in essere.

Il progetto per la realizzazione di un ‘aula informatica  ha le seguenti esigenze:

  • 8 o 10 computer portatili entry level
    è importante non gravare sui costi di trasporto, i computer portatili li possiamo trasportare noi.
  • Apparati di rete
    per dar loro accesso all’informazione a cui tutti siamo abituati e che forse nemmeno apprezziamo a dovere
  • Generatore di Corrente elettrica e stabilizzata
    Sembra un paradosso, ma nel villaggio la corrente elettrica è un lusso.
    Anche a queste problematiche, grazie ad internet, potranno autonomamente porvi rimedio trovando ed imparando ad utilizzare risorse che hanno in abbondanza, come ad esempio il sole!!!
  • Logistica
    Il TOGO non è in fondo alla strada, quindi anche questo è un aspetto che dobbiamo considerare.

Clicca qui  per sapere la modalità con cui è possibile effettuare donazioni, ricordarsi di inserire sempre nella causale: TOGO – PROGETTO AULA INFORMATICA

Per qualsiasi informazione contattare  questi riferimenti:

Cirillo Ciro
email: ci.fran@libero.it
cell. :  347 3740849

Rigon Cristiano
email: crigon@gmail.com
cell. :  338 9762951

 

Grazie per il generoso contributo

IFAnche quest’anno la rivista Rocca della Pro Civitate  Christiana di Assisi ha proposto ai suoi lettori, nella rubrica ‘Fraternità’, un contributo per il sostegno economico alla mensa scolastica delle garderies-scuole dell’infanzia in Burundi. Con grande sorpresa anche quest’anno la generosità dei lettori ha prodotto una somma di 5.200 euro.

Ringraziamo ancora tutta la redazione della rivista e in modo particolare la signora Morsolin, curatrice della rubrica ‘Fraternità’, ma soprattutto ringraziamo i lettori che hanno contribuito al finanziamento di  questo progetto.