Etiopia – Diario di Viaggio 2018

Un viaggio durato due settimane, riesce a dare nuova linfa ad uno dei progetti più rappresentativi della nostra Onlus

Partiti il 5 agosto dall’aeroporto di Malpensa, il gruppo di volontari del progetto “Harambee Etiopia” è stato capace di cominciare un lavoro di ripresa e sviluppo territoriale nei pressi del villaggio Gassa Chare.

Appena arrivati in terra etiope, lo scopo del gruppo è stato quello di incontrare i rappresentanti dell’ESA (nostro corrispondente in Etiopia) per presentare il lavoro che si sarebbe svolto durante le due settimane di permanenza nel villaggio. Un lavoro che ha avuto lo scopo di trattare argomenti relativi alla salute e alll’ambiente e ai rischi del fuoco e della corrente elettrica.

Nei primi giorni di campo è stato installato il generatore elettrico in modo da dare nuova energia all’impianto già presente in loco.
Dopodiché è iniziato il campo con scout provenienti da vari villaggi della zona – erano più di 30 persone – con lo scopo di far conoscere gli argomenti sopra citati e costruire un’area per la raccolta di rifiuti organici ed un’area di stoccaggio dei rifiuti da bruciare.
Due attività che possono migliorare la condizione igenico-sanitaria della zona.

Finito il campo, il gruppo di volontari si è spostato in un’altra zona dell’Etiopia per conoscere il progetto “Food for Life”, un’attività che ha permesso di far conoscere a 41 donne la cultura dell’orto permettendo ad altrettante famiglie di potersi autosostenere grazie all’orticoltura.
E’ stata una giornata che ha permesso di avere tanti spunti di riflessione per il futuro del progetto Etiopia.

Dopo un ultimo incontro tra il gruppo di volontari e i referenti, per comprendere ancora una volta quale può essere la strada da percorrere per il futuro, i nostri amici sono ripartiti per l’Italia portandosi nel cuore la volontà e la consapevolezza di poter dare nuova linfa al territorio etiope.

Annunci

Burundi – Buone nuove dall’Atelier

Le notizie che ci arrivano dall’Atelier sono molto positive.

Le ragazze stanno lavorando tantissimo e sopratutto lo fanno con grande entusiasmo e ottimismo.
In effetti hanno ottenuto diversi ordinativi (segno che c’è una ripresa in atto) ed uno è particolarmente significativo, perché una fabbrica locale ha chiesto la realizzazione di sacchi per il caffè con un disegno a loro scelta che rappresentasse, appunto, il caffè ed il lavoro delle donne. Bisogna riconoscere che con perizia e fantasia hanno realizzato dei sacchi molto carini e azzeccati ed il committente ne è rimasto molto soddisfatto.

Nei mesi scorsi sono arrivati a Roma, con diverse persone, molti manufatti che potrete trovare nel nostro consueto mercatino di Natale.

Uganda – Progetto dell’ISGF “Un ricovero per i rifugiati del Sud Sudan in Uganda”

Dove siamo con il progetto?

Bruxelles 20 giugno 2018

Cari membri, cari amici

Nell’ottobre scorso, l’ISGF ha sollecitato il vostro aiuto  per poter fornire ai rifugiati sud sudanesi,forzati a fuggire dalle loro case a causa della guerra e della carestia, dei ricoveri temporanei, specificamente delle tende.

Da allora, voi avete dato prova di grande generosità permettendo all’ISGF di raccogliere la somma di14.100  euro ad oggi, mentre il gruppo dell’ISGF, composto dai membri del Comitato Mondiale e dal NSGF ugandese, ha lavorato intensamente per realizzare l’obiettivo.

Dalle visite a diversi ministeri a visite al campo di Imvepi, L’ISGF è stata informata che le necessità nel campo hanno subito una evoluzione. Le autorità locali, riconoscendo l’aiuto prezioso dell’ISGF, ci hanno proposto di fornire dei ricoveri più duraturi:

DELLE CAPANNE TRADIZIONALI

Perché?

Le tende possono servire come ricoveri provvisori ed hanno una durata limitata, al massimo di sei mesi, a causa del clima e delle caratteristiche del materiale impiegato. Le tende possono essere utilizzate solo per i nuovi rifugiati in arrivo e posizionate nella zona di ingresso principale, prima che i rifugiati abbiano ricevuto un luogo definitivo nel campo.

In ragione della situazione prevalente in Sud Sudan e del numero crescente dei rifugiati in arrivo ad Imvepi, il campo deve gestire dei soggiorni più lunghi( da molti mesi a molti anni) ,sempre cercando di offrire delle condizioni di vita corrette e decenti ai rifugiati.

Di conseguenza, tenendo conto degli elementi su menzionati, noi vorremmo informarvi in quali termini

Il progetto ISGF sarà modificato e riorientato:

  • L’ISGF sosterrà la costruzione delle capanne tradizionali fatte con mattoni e piastre metalliche, di una dimensione di 3 metri x 3 metri, che possono accogliere 4 persone adulte ed in accordo ai criteri richiesti dal campo per la costruzione.
  • Il team di progetto  ISGF ha già identificato i costruttori adatti sul campo, contribuendo a sostenere l’economia locale.
  • Questo tipo di ricovero è più oneroso, 514 euro in luogo di 25 euro per una tenda. Però questo ricovero ha una durata di vita più lunga, si considera  dell’ordine di anni, e di conseguenza l’aiuto di ISGF sarà ben più utile e confortevole per i rifugiati.
  • Considerando il budget previsto dall’ISGF ( 25000 euro), l’ISGF  prevede di poter fornire 50 capanne permettendo di alloggiare 200 persone.
  • Ogni capanna tradizionale finanziata dall’ISGF sarà identificata dal logo ISGF, che sarà pure visibile nel pannello all’entrata del campo, fornendo cosi una migliore e maggiore visibilità all’ISGF.

Noi crediamo che voi possiate condividere le modifiche che l’ISGF è in corso di realizzare al progetto, come valida dimostrazione della reattività e capacità dell’ISGF di adattarsi nell’intento di meglio servire chi si trova nel bisogno.

Grazie alle donazioni che abbiamo già ricevuto, noi siamo in grado di far partire immediatamente la costruzione delle prime 20 capanne. Si tratta della prima tappa di realizzazione del progetto e noi avremo ancora bisogno del vostro sostegno per poter raggiungere l’obiettivo finale: 50 capanne per rendere la vita di 200 rifugiati più facile e sopportabile.

Vi terremo informati del progresso del progetto attraverso foto e comunicazioni a disposizione presso il sito internet dell’ISGF è http://www.isgf.org.

Con i nostri più sentiti ringraziamenti per la vostra cooperazione e comprensione.

Amicizia fraterna con tutti voi.

Mathius Lukwago
Presidente
Comitato mondiale ISGF

 

Un diario dal Burundi – Parte 2

So che per le donne dell’occidente queste possono sembrare parole forti, ma io mi sono sentita parte della loro Tribù. La mia esperienza sarà un modello per molte altre donne, ne sono certa. Ho sentito il dono di questa investitura di poter essere da ponte tra queste donne e le nostre al punto che tornare è stato difficile, seppure sono stata li solamente dieci giorni, e sento che vorrei tornare.

Lo scambio culturale era forte ad esempio insegnavamo l’un l’altra delle parole, e con i gesti, gli sguardi e i sorrisi scambiavamo le nostre emozioni, ma la cosa che più mi ha colpito è stato l’affetto con cui mi davano le loro figlie in braccio, o il rispetto con cui guardavano ciò che gli davo da fare, cercando di trovare una soluzione alle nostre ovvie difficoltà comunicative iniziali. Io non parlavo francese, ma le nostre produzioni di borsette sono la prova che tutto si può fare con l’amore.
Sono riuscita a spendere con loro una settimana nella loro routine lavorativa sentendomi parte integrante e producendo qualcosa che mi ha reso fiera di me stessa perfino inaspettatamente, soprattutto quando ho riscoperto capacità manuali che avevo dimenticato nel cassetto dell’infanzia che passavo con nonna, quando cucivo e ricamavo. Oppure come quando ho condiviso dei momenti di maternità con alcune di loro che mi hanno lasciato un segno profondo nel cuore.
Poi Emilia, colei che ha creato dal nulla questo atelier incredibile, mi ha fatto da esempio, mostrando profonda devozione al suo lavoro di coordinatrice delle ragazze, i dettagli nei loro lavori non erano mai lasciati al caso e il suo tocco si sentiva forte.

Nel mio piccolo ho sperato e visto la possibilità di fare ancora del volontariato con Eccomi e sto immaginando quanto potrebbe essere utile la nostra continua presenza sul territorio, perché sento che quando ce ne andiamo da lì è come se li lasciassimo sprofondare di nuovo in un loro limbo, il loro Paese ahimè non gli da molte opportunità, e i figli adolescenti stanno già sognando prospettive più elevate, ma non vedono la possibilità così imminente.
Questo mi ha un po’ riempito di tristezza, ma anche armata di coraggio e di buona speranza, come quella riposta nei missionari che vivono sul territorio e fanno da oltre cinquant’anni un’ottimo lavoro. Abbiamo la possibilità di rimanere in servizio anche da lontano, sebbene sento che essere lì di persona abbia un impatto diverso. Mi rimetto a ciò che il signore deciderà, sono ancora giovane e con una vita di volontariato davanti.

 

A cura di Giada Carlucci

Un diario dal Burundi – Parte 1

ECCOMI,  qual è il tuo ruolo nel mondo?
Chiedeva una suora laica su un’articolo di una rivista che trovai nella sala lettura del piccolo stabile dei Saveriani a Bujunbura, dove ho passato i miei primi 10 giorni in Africa.
Usava proprio la parola “ECCOMI” come mantra per rispondere alla chiamata del Signore di andare in Missione e trovare il proprio posto  nel mondo.
Ho trovato che non fosse una coincidenza che mi fosse capitato quell’articolo davanti, che mi invitata a rispondere subito.

Eccomi è una ONLUS che ha del vero nel suo costante lavoro di volontariato, che porta ai bambini burundesi e alle donne aiuti concreti e stabili.
Mi sono imbattuta in questa no profit grazie alla zia del marito di mia cugina, Emilia D’andria, che dal momento in cui l’ho conosciuta mi ha trasmesso subito l’amore per la sua attività di volontariato e ho creduto che fare un ‘esperienza con lei mi avrebbe portato di sicuro qualche cosa.

Ebbene questo è solo un preambolo mentale, ho molto da trasmettere su un’esperienza umanitaria così diretta, ma a parole non è un’impresa facile, perchè l’Africa è un continente che lascia a  bocca aperta, per l’intensità del popolo e la grande energia che si sente nella sua terra rossa incandescente, profondamente ricca nella sua essenza, seppure povera dal punto di vista occidentale.

Devo dire che a me, seppure piaccia vivere in Europa, essendo cresciuta nei confort di una società evoluta, ma involuta nel lusso e avendo vissuto in pace e democrazia, in certe condizioni di vita, sono molto più a mio agio, umanamente parlando, perchè trovo spesso le contraddizioni e l’isolamento della società postmoderna aberranti, fasulle e inutili.
Quando andai in India, sentii un grande senso di pace,appartenenza e accoglienza; in Africa questo effetto di unità è ancora molto più forte, è come se fosse solo dato a me scegliere a che livello di profondità entrarvi in relazione vera.
Per esempio le donne dell’Atelier di Eccomi sono molto inclusive, gioiose, piene di curiosità e subito abbiamo instaurato, direi addirittura, un rapporto di sorellanza…

 

A cura di Giada Carlucci

Il nostro fantastico Atelier

Durante l’ultima nostra missione in Burundi dal 16 al 25 marzo, abbiamo potuto visitare l’Atelier che sosteniamo ormai da anni.

Lo abbiamo trovato in ottime condizioni e siamo stati accolti con il consueto affetto ed allegria. L’atelier è sempre pieno di bambini festosi, buoni e vivaci, ma anche educati e ben nutriti. Le ragazze hanno messo a punto tanti lavori con la solita bravura ed anche gusto.
Erano in procinto di evadere l’ennesimo ordine dell’Hotel Club du Lac che ogni anno rinnova parte delle tovagliette ricamate con coccodrilli e ippopotami sostituendo quelle troppo usurate.
Inoltre, hanno lavorato (anche il sabato) per poter realizzare parte dei nuovi manufatti da noi proposti e che saranno oggetto del prossimo mercatino di Natale che speriamo sia ricco di belle e nuove proposte.

Durante il nostro soggiorno sono venute all’Atelier due clienti abituali che, attratte anche dai nuovi tessuti  portati, hanno effettuato significativi acquisti ed ordinazioni.
Il nostro arrivo ed i nuovi acquisti hanno rinnovato le speranze e l’energia delle nostre ragazze.
Infine, grazie alle vostre donazioni, siamo riusciti ad aumentare il salario del personale presente.

Giada, che era la prima volta che affrontava la realtà africana, è rimasta molto colpita e catturata dal suo fascino e l’integrazione delle ragazze dell’Atelier con i nostri missionari è stata perfetta.
Condividiamo pertanto il grande ottimismo delle ragazze per il futuro con un occhio attento alla situazione politica che speriamo resti stabile.
Un’ultima considerazione: le nostre visite e la nostra presenza in loco resta un elemento determinante per la riuscita di questo progetto come i tanti che abbiamo intrapreso e quindi: programmiamo nuove partenze.

’Stare ai margini’: Casa di Benedetta

Dal febbraio 2017 i nostri amici del Masci di Reggio Calabria unitamente ad altre associazioni e movimenti coordinati dalla Caritas Diocesana hanno stipulato  con la Prefettura di Reggio Calabria una convenzione per l’accoglienza di Minori Stranieri Non Accompagnati.

I Padri Monfortani hanno messo a disposizione un edificio in fase di ristrutturazione  per l’accoglienza di 15 minori stranieri ai quali garantire:

  • Inserimento scolastico,
  • integrazione in gruppi scout,
  • analisi cliniche,
  • iter burocratici per i documenti
  • giardinaggio, orto e varie attività manuali, grazie alla presenza di spazi esterni oggetto del comodato d’uso gratuito.

 

Eccomi vuole continuare a sostenere il progetto ‘Stare ai margini’ in ricordo di Riccardo Della Rocca raccogliendo fondi per:

  • lavatrice 8-10 kg
  • biancheria per i letti
  • utensili e batteria da cucine
  • piatti e bicchieri

 

Chi desidera può inviare il proprio contributo a Eccomi – Associazione di volontariato Onlus tramite:

  • conto corrente postale:  n° 78044310
  • assegno non trasferibile, intestato a “Eccomi Onlus
  • bonifico bancario al seguente IBAN: IT77Q0501803200000000118601 (presso Banca Popolare Etica – Agenzia di Roma Via Parigi, 17 – 00185 Roma)

causale del versamento: progetto ‘Stare ai margini’ in ricordo di Riccardo Della Rocca , COGNOME, E-MAIL

sostegno ai terremotati del centro Italia

Sono finalmente iniziati i lavori per la sistemazione e la messa in sicurezza del palazzetto dello sport di Cascia

Grazie alla generosità di tanti amici che vi hanno aderito, la raccolta fondi per il sostegno delle popolazioni del Centro Italia colpite dai terremoti hanno superato ogni aspettativa.
I progetti programmati dalle varie regioni possono così essere portati a termine con l’aggiunta di nuove iniziative.
Tra queste il Masci Marche ha organizzato per i giorni 13-14-15 ottobre una “Route della Solidarietà” allo scopo di contribuire alla rinascita della zone colpite dal sisma e mantenere vivo l’interesse sulla grave situazione. Alla fine dei tre giorni è stato possibile dare all’Associazione “Io non Crollo di Camerino”, partner dell’iniziativa, un assegno di 500 euro come contributo per la ricostruzione.

cam0

cam1cam2cam3

Zambia Nuovo progetto

Sollecitati dal Governo e la diocesi di Mansa, la ONG “Saint Nicholas Community Care Centre”, sta preparando un progetto da seguire come controparte locale, d’intervento socio culturale che riguarda una popolazione di 30.000 persone, negletta e dimenticata, nelle paludi del lago Bangweulu nel nord del paese, al confine con quella parte del Congo, il Katanga, dove in questi ultimi anni sono “scomparse” trecentomila persone nella guerra tra bande rivali per lo sfruttamento delle miniere di coltan. Molti di questi sono arrivati a condividere la miseria degli abitanti delle suddette paludi.

L’impresa è ardua e necessita di un contributo di più Istituzioni, sponsor e ONG. Il capofila potrebbe essere il “Centro Pace di Assisi” con il quale si è già lavorato per l’accoglienza in Umbria dei profughi degli ultimi due anni. Presto la Ministra zambiana dello Sviluppo, Emerine Kabanshi, verrà in Italia per incontrare una serie di ONG ed Istituzioni, secondo un’agenda preparatale dal nostro ambasciatore a Lusaka. Parlerà loro di questo progetto, sperando poi che qualcuno voglia aderire offrendo la propria expertise e la propria capacità di trovare fondi.
Di seguito alcune foto dell’area delle paludi dove si sono svolti due sopralluoghi negli ultimi mesi.

Zambia 2 paludi (1)Zambia 2 paludi (2)Zambia 2 paludi (3)Zambia 2 paludi (4)

 

Buone nuove dal Burundi

Di passaggio a Roma per lo svolgimento della sua attività pastorale in Europa, abbiamo incontrato il presidente della Conferenza Episcopale del Burundi e vescovo di Muyinga Mons. Joachim Ntahondereye.
Sempre cordiale e disponibile, ci ha aggiornato sui progetti che Eccomi continua a svolgere nella sua diocesi.
Sembra che nella zona, tra le più povere del Burundi colpita periodicamente da carestie causate dalle condizioni climatiche, sia ritornata un po’di calma dopo una forte instabilità causata dalla repressione da parte del governo alle opposizioni.
Le cooperative rurali femminili nate nel 2010 con il sostegno di ECCOMI, continuano la loro crescita in modo attivo e produttivo nonostante la mancanza di una presenza dall’Italia a fungere da ponte.
vedi link Burundi: Progetto cooperative donne batwa

I lavori d’intervento nella scuola presso la parrocchia di Ntega sono ripresi dopo l’invio della seconda tranche dei contributi dei sostenitori del progetto. Il nuovo edificio è quasi completato (manca solo il tetto). Prima di fine anno invieremo una terza tranche di contributi dopo una verifica sull’avanzamento dei lavori.
Vedi link scuola Ntega

La scuola da poco iniziata, dopo il calo dovuto alle fughe dal paese di molte famiglie, ha visto quest’anno scolastico un maggior numero di iscrizioni. Ci auguriamo tutti che questo sia un segnale positivo per un cambio culturale del Paese.
Abbiamo assicurato il nostro impegno nella ricerca di padrini per sostenere i bambini e ragazzi più bisognosi che altrimenti non potrebbero frequentare la scuola perché siamo convinti che:
“L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo.” (Nelson Mandela)
vedi link scolarizzazione

vescovo ok1

Le ragazze dell’Atelier acquisiscono commesse…

Le ragazze dell’Atelier continuano a lavorare e ci sono concreti segni di ripresa dell’attività, tanto che ci hanno pregato di rinviare a Bujumbura alcuni manufatti perché hanno venduto tutto e sperano di vendere ancora. Tutte stanno benone sono serene e piene di speranza e voglia di lavorare.
Quest’anno le ragazze si sono fortemente impegnate ed hanno mantenuto i costi entro i limiti da noi fissati con una perfetta tenuta della contabilità .Si sono attivate moltissimo per trovare nuovi clienti ed hanno dato prova di senso di responsabilità ed iniziativa : credo che questo rappresenti per noi un successo perché siamo riusciti a formarle e dar loro la necessaria responsabilità.

IMG-20170922-WA0003Hanno acquisito autonomamente commesse importanti (vedi foto che le ritrae mentre confezionano delle uniformi ) ed eseguono con puntualità anche gli ordinativi che facciamo pervenire.
Sul piano personale sono tutte molto serene e felici (hanno confidato ad un missionario che ci aiuta molto che non si sentono più handicappate….).

In particolare Evelyne che ha riacquistato il perfetto uso delle gambe, grazie ai vari interventi operatori di cui Eccomi è stato il promotore, si muove con grande agilità ed è totalmente autonoma (vedi foto con bebè comunque non suo).

IMG-20170922-WA0004
Ovviamente si sono aggiunte nuove nascite che allietano la loro vita ed anche quella dell’ Atelier.
Di tutto ciò siamo fieri !!!!.

Stare ai margini


Nel 2016 i fondi raccolti per questo progetto hanno permesso:

• di attrezzare meglio con piccoli elettrodomestici (forno microonde, tostapane, aspirapolvere, frullatore, piastra da cucina, phon) la casa di accoglienza ‘Costruire la speranza’ per migranti e indigenti

• sono stati acquistati contenitori per la distribuzione di tè e caffè caldi ai migranti al porto e ai poveri di strada insieme a un apparecchio per avvolgere nel cellofan i panini in distribuzione.

• sono stati acquistati 10 equipaggiamenti scout per ragazzi indigenti.

 

Protocollo di intesa con gli Scout etiopi

intesa scout etiopiaDall’Etiopia il Presidente Ciro Cirillo e l’equipe del progetto ci mandano questa importante comunicazione:

Il 18 Febbraio ad Addis Abeba, è stato firmato il protocollo di intesa tra Eccomi Onlus ed Ethiopian Scout Association per rinnovare l’impegno che fonda Progetto HARAMBEE ETHIOPIA con il sostegno dei settori internazionali di AGESCI e MASCI.

Un ottimo risultato che segue un grande lavoro di squadra!!

Con questa intesa si confermano i valori fondanti del progetto, le  finalità, e le modalità dell’intervento e si mettono le basi per sviluppare nuove iniziative. Da questo passaggio esce rafforzato il rapporto di collaborazione con il settore internazionale di Agesci.

Notizie dell’orfanotrofio in Haiti

Pascale Salomon, la sorella di Philippe, ha passato il mese di agosto nell’orfanotrofio in Haiti che il Masci ha sostenuto con Eccomi nel 2010, anno in cui ci fu il terribile terremoto.

Questa è la lettera che ci ha mandato:

HAITI 2014

LA MAISON DES PETITS DE DIQUINI

Ho dovuto aspettare qualche giorno prima di scrivere questa lettera perché scriverla significa per me aprire la scatola dei tesori delle memorie condivise con i bambini.  Mentre ricomincia il mio lavoro con i bambini a scuola posso finalmente aprire la scatola e condividere con voi amici l’incredibile esperienza che mi ha riempito il cuore, mi ha dato speranza e ha rinnovato il senso del mio impegno.

L’arrivo a Diquini è sempre travolgente, i bambini aspettano ansiosamente, circondano l’auto, sono pronti a baciarti e abbracciarti e non vedono l’ora di accoglierti nuovamente nella loro vita.  I nuovi bambini seguono, alcuni guardano con sospetto questa “zia” di cui tutti parlano;  osservano in disparte e alla fine si uniscono al coro da lontano.

Dopo un bicchiere di succo fresco e delizioso si aprono le valige e un’ora dopo stiamo tutti ad infilare perline, a fare braccialetti e a provare alcuni dei nuovi giochini.  Quest’anno non avrei potuto lavorare efficacemente senza l’aiuto dei capitani di squadra Steevenson, Domino, Richnard, Yvekesline e Singer.  Ognuno di loro ha scelto un gruppo di bambini di età tra i 3 e i 10 anni, con i quali ha lavorato, guidando ciascuno nelle diverse attività.

Quest’anno eccezionalmente è arrivato anche un gruppo di 10 scouts francesi che avendo sentito del progetto di Diquini da Roberto e Ombeline  ha raccolto i fondi per il viaggio con l’aiuto del comune di Versailles, ha piantato le tende nel terreno della nostra casa famiglia, portando un significativo contributo di idee e vitalità.

Ispirati dai numerosi programmi televisivi di cucina abbiamo pensato di  aggiungere  questo tipo di attività al repertorio di piccoli lavori di artigianato che già facevamo.  Mentre io insegnavo ai bambini a fare crostate, biscotti decorati di zucchero e pizza, mia sorella si dedicava ad insegnare alla cuoca nuove ricette da aggiungere al menu quotidiano.

Adesso ci sono 39 bambini nella famiglia e ogni giorno è riempito dalle  richieste e dai bisogni di ognuno di loro.  Come in ogni famiglia le diverse personalità interagiscono, si discute, si litiga, si piange e si fa pace prima di andare a dormire.  Dopo solo pochi giorni si riesce a distinguere chi ride e chi piange, chi probabilmente ha  cominciato il litigio, chi ha nascosto i giocattoli, chi si sente triste e chi si sente escluso.  La giornata inizia fin dalle sei quando i più mattinieri scivolano in giardino in cerca di manghi, altri si avventurano nella stanza polifunzionale per essere i primi a giocare con il Nintendo;  altri aspettano in silenzio di sentire un movimento nella stanza dove dormo con mia sorella per chiedere di giocare con il mio ipad.  I giorni alla spiaggia sono stati memorabili e per andare tutti abbiamo affittato un pulmino oltre a quello che abbiamo a Diquini.  Nessuno è rimasto a casa, tutti hanno vissuto l’avventura del mare, anche i più piccini di 9 mesi hanno assaggiato l’acqua salata del mare sguazzandoci  nei loro costumini colorati.

L’aumento del numero di bambini ospitati adesso non ha cambiato l’atmosfera familiare che è il cuore stesso de “La Maison”.  Philippe e Marie Carmel continuano ad essere il papà e la mamma amorevoli per tutti i bambini.  I loro diversi ruoli nell’ organizzazione giornaliera permettono lo svolgersi tranquillo della vita, ma la necessità di avere qualcun altro per alleviare il peso degli infiniti bisogni dell’orfanotrofio sta diventando urgente e imperativa.  Mia sorella ed io siamo riuscite a trascinarli via per un weekend, per celebrare il 60° compleanno di Philippe e speriamo che si rendano conto che meritano di prendere ogni tanto un po’ di tempo lontano dai bambini per riprendere le forze, avendo fiducia che i semi di responsabilità  impiantati nei ragazzi più grandi e nei sorveglianti possano dare frutto.

Di sera, dopo cena, quando i bambini si siedono a guardare un film è il momento per noi di parlare della giornata trascorsa.  Io spesso mi informo sull’ambiente familiare di alcuni dei bambini e sulle loro vicende in modo da capire meglio il loro comportamento e la loro personalità.  Sentire le loro storie di abbandono e di abusi all’interno e all’esterno della famiglia spezza il cuore pensando a quanto queste giovani vite abbiamo già sofferto.  Stupisce vedere come possano riuscire comunque ad andare avanti e a fare bene a scuola, a crescere come individui.  I loro sorrisi e il loro atteggiamento positivo raccontano una storia di speranza racchiusa nei rapporti d’affetto con gli altri bambini e nelle cure amorevoli di Phil e Ti Cam.

Vedendoli crescere riconosciamo I loro diversi bisogni, fra poco cominceranno I lavori per la costruzione di una ulteriore stanza per ospitare le ragazze adolescenti che meritano uno spazio un po’ più privato.  Stiamo esaminando le future possibilità di studio di questi bambini e ragazzi, e il modo di aiutarli ad integrarsi nella società come cittadini produttivi.

Andando in giro per la città l’atmosfera è serena, tutti parlano al cellulare come in ogni altra città del mondo,  si notano i notevoli sforzi fatti per tenere la città pulita con frequenti raccolte dell’immondizia.  Ci sono festival, musica e la sensazione che le cose stiano cambiando e che la gente stia riguadagnando l’orgoglio perduto e la speranza per il futuro.

Lasciare la casa famiglia è sempre molto difficile per me;  lascio mio fratello e Ti Cam e tutti i nipoti con i quali ho condiviso infinite ore di interazione.  Lascio anche mia sorella che riparte per la California da dove quest’anno ci ha raggiunti a Diquini.  Quando me ne vado li bacio ad uno ad uno e ho una parola per ognuno perché voglio che si rendano conto di quanto importanti siano per me come individui.  Me ne vado con il cuore colmo di emozione ma anche di senso di perdita e di vuoto.  Mi consola pensare che la mia famiglia e il mio lavoro è qui, a condividere le innumerevoli storie dei bambini, a mantenere i legami con i donatori e a passare parola così che chi ascolta continui ad essere parte della storia de La Maison des Petits de Diquini.

Pascale

Togo chiama… M.A.S.C.I. risponde-campo di animazione “ASRAMA 2014”

Siamo rientrati dal Togo da pochi giorni.

L’Africa è sempre una grande emozione, quasi impossibile da trasmettere a voce e ancor  più da mettere per iscritto, le parole non colgono a fondo le sfumature… le sensazioni.

Ciro Cirillo, Roberto Amadori ed io insieme ad altre due donne, Carmen e Sara, simpatizzanti del  movimento ma non censite, abbiamo affrontato il servizio Togo a viso aperto e con un po’ di incoscienza circa “Ebola”, a detta di qualcuno, ma tutto è bene quel che finisce bene.

Un po’ del soffio vitale dell’Africa ci aveva contagiato ancor prima della partenza.

I togolesi, ma presumo sia così nello spirito indomito di tutta l’etnia, non cambiano mai un programma: un impegno preso si rispetta.

Noi abbiamo sperimentato ciò una sera, viaggiando in moto-taxi sotto una pioggia torrenziale attraverso 10 km di foresta equatoriale e strada sterrata per andare nel villaggio di Touheudeue, invitati a cena da George, il nostro accompagnatore locale.

campo di animazioneTutto era pronto nel villaggio di Asrama, gli impegni già presi: 108 bambini ci aspettavano per un campo di animazione, della durata di 3 settimane.

Il servizio è iniziato martedì 4 agosto ed è stato strutturato in 4 laboratori: ceramica, disegno, recitazione e attività motorie. Queste attività ci hanno visti impegnati quasi tutti i giorni dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (dopo c’era il buio).

A volte eravamo costretti ad usare le aule scolastiche o la chiesa a causa delle piogge che, in questo periodo dei monsoni, sono frequenti.

I bambini erano euforici, ma noi adulti  ci siamo subito resi conto che, senza mediatori culturali, non saremmo riusciti nell’impresa. Alcuni di loro infatti parlano solo il dialetto locale e capiscono con difficoltà il francese. Inoltre le modalità di approccio educatore-bambino sono impostate in modo piuttosto autoritario che si discosta di gran lunga da quello in uso in Italia.

Assoldati George, Olivier e Jacques, tre insegnati della scuola cattolica campo di animazionepresso cui eravamo ospiti i lavori sono iniziati. I laboratori sono stati animati da Sara e George per la ceramica, Carmen per disegno e scenografia e con lei gli insegnanti togolesi collaboravano a turno, io con Jacques per giochi e canti e si univano a noi anche Roberto e Ciro quando erano liberi da impegni. Il maestro Olivier si è occupato della regia e della sceneggiatura dello spettacolo finale.

Grande la soddisfazione di tutti: noi che davamo un senso al nostro servizio; gli insegnanti che percepivano uno stipendio, in quanto nel periodo di chiusura delle scuole non  ricevono alcuna retribuzione; i bambini che per la prima volta eseguivano compiti/esercizi che non erano giudicati dal rendimento e da un voto partecipavano con passione alle attività educative e ludiche  proposte loro “gratuitamente”.

Il campo si è concluso con una pièce teatrale, cui hanno partecipato attori straordinari: i bambini del campo di animazione di Asrama!!!

Lo spettacolo si è svolto nella capanna dello chef alla presenza di tutte le autorità locali in primis Chef Canton (l’autorità più alta in loco) e di tanti spettatori riscuotendo un grosso successo.  Per noi i complimenti di tutti!!!….DSCF2044

Roberto e George, il nostro accompagnatore locale che, provvisto di una moto, è stato a nostra  disposizione giorno e notte per tutta la durata del soggiorno, si sono occupati degli approvvigionamenti e di tutta la parte pratica della nostra permanenza.

Ciro è stato impegnato a completare i due progetti in corso: i banchi scolastici e l’illuminazione del centro sanitario di Asrama, attraverso vari incontri con le autorità locali e sanitarie.

Tutti gli spostamenti avvenivano in moto-taxi.

La cultura è un punto nodale: poche sono le scuole pubbliche, molte sono private e/o confessionali per cui le famiglie debbono comunque dare un contributo economico, anche se non troppo esoso. L’abbandono scolastico è alto.

In alcune scuole le lezioni si tengono sotto una grande capanna, i banchi sono quelli che hanno accompagnato  la nostra scola italiana fino agli anni sessanta e oltre, ma, di seggiolini noi ne avevamo uno ciascuno mentre  lì sono sostituiti da un unico asse di un metro e venti sul quale trovano posto cinque (sì, avete letto bene, proprio cinque) alunni.

Avendo fatto un’esperienza simile anche in Burkina Faso, ritengo che, per migliorare le condizioni del popolo africano, sia assolutamente indispensabile, da parte degli altri popoli, investire sulla sanità e sulla cultura.

Assieme ai bambini abbiamo assistito, felici e orgogliosi, alla consegna dei banchi del precedente progetto “100 banchi per Asrama” alla presenza delle autorità scolastiche e locali.

Con una cena conviviale in puro stile togolese, abbiamo festeggiato l’illuminazione con pannelli solari del presidio sanitario di Asrama. Roberto mi aveva raccontato con molta tristezza di aver assistito ad una visita di pronto soccorso ad un bambino di pochi anni, fatta alla luce di un lume a petrolio.

Che evento l’illuminazione!!! per alcuni è misterioso come possa essere prodotta energia da un pannello…

I banchi, come pure i pannelli solari  ed altro materiale se acquistati o costruiti in loco, permettono di dare una piccola spinta all’economia locale, molto limitata e legata prevalentemente ai prodotti della terra e alle stoffe, ma purtroppo anche ai prodotti che la Cina sta immettendo a piene mani, monopolizzando quel mercato retto da un’ economia povera.

Alcune informazioni logistiche: noi siamo stati ospiti di padre Justin, parroco dell’unica chiesa cattolica di Asrama, villaggio di seimila anime. Avevamo a disposizione stanze confortevoli con l’acqua corrente, pompata dal pozzo. Il cibo veniva preparato alternativamente da noi (cibo italiano) o dalla collaboratrice parrocchiale (cibo togolese).

La corrente, prodotta da un generatore, era concessa dalle 18,30 alle 22… poi ci illuminavano le stelle e il cielo dell’Africa.

 

Vanda Sansovini

 

Aprile 2014 riflessioni sul viaggio in Burundi

Con “Eccomi” in Burundi. Riflessioni aprile 2014
Anna Cocca

Siamo ad Addis Abeba in attesa di imbarcarci per Roma, ho tutto il tempo di pensare e di ripercorrere con la mente il viaggio appena concluso. Burundi. Mi chiedo quale è la speranza di molti popoli africani in un contesto di globalizzazione che con rapidità impressionante e preoccupante trasforma tradizioni, istituzioni, morale.

fratello e sorella condividono la caramella

fratello e sorella condividono la caramella

In questo mondo insoddisfatto e confuso in cui tutto cambia, non vengono poste al centro del processo di trasformazione la vita delle persone e la loro capacità di esserne consapevoli.
Nonostante tutto, si cambia.
Rispetto a due anni fa, quando per la prima volta venni in questo paese, Bujumbura, la capitale, è già cambiata. Sono spuntati bar e locali all’occidentale, supermercati cinesi, banche, ristoranti. Le strade sono pulite, i giardini curati e tanta gente dinamica sembra muoversi indaffarata.
Eppure la povertà si intravede ad ogni angolo soprattutto nei quartieri

una bicicletta!!!!

una bicicletta!!!!

periferici dove povera gente, accosciata su strade sterrate di argilla rossa tra sassi, detriti, macerie e scoli di acqua sporca, vende in cesti polverosi cavoli e banane e dove tantissimi bambini, spesso con abiti più grandi della loro taglia con le spallucce magre scoperte, le gambette secche e i piedini sporchi passano il tempo giocando nella polvere rossa.
Ad ogni angolo si intravede la fame perché non c’è abbastanza cibo per tutti a causa dei disastri naturali, i conflitti, l’arretratezza dell’agricoltura, ma soprattutto per la distribuzione diseguale delle risorse. La fame fisica compromette spesso anche lo sviluppo mentale e intellettivo di tanti bambini sottonutriti creando un ciclo diabolico di necessità.
Noi di “ECCOMI” abbiamo puntato molto sulla scuola, attuando progetti, nella speranza di favorire e preparare le nuove generazioni ad avviarsi verso quella auspicabile trasformazione che dovrebbe mettere l’uomo al centro di una vita consapevole. Comunque non dimentichiamo mai di rifornire soprattutto le garderies (le scuole dei più piccini) di riso e fagioli. È da qui che inizia la trasformazione.

Alfabetizzazione delle donne batwa

Alfabetizzazione delle donne batwa

Dopo Bujumbura si va a Muyinga. Un amico qualche tempo fa mi disse:”Quando andremo a Muyinga e sulle colline vicine, allora conoscerai la vera Africa”.
Nel paesaggio predomina il rosso della terra, che copre di un velo leggero tutte le cose e le persone e il verde brillante delle coltivazioni di tè, di caffè e dei bananeti sullo sfondo blu intenso del cielo.
Le risaie bellissime in fondo alle valli nascondono numerose insidie. Qui la povertà e l’essenzialità della vita diventano prepotentemente concrete.
Ho letto da qualche parte: la povertà è fame, vivere senza tetto, essere ammalati e non avere cure, non poter andare a scuola, non avere un lavoro, ma soprattutto la povertà è mancanza di libertà.
Tra queste colline non si pensa il futuro, ma è vivere giorno per giorno.
La povertà richiede di cambiare il mondo, ma prima è necessario capire e per farlo è necessario condividere almeno in parte l’essenzialità della vita di questi fratelli. In caso contrario si rischia di restare solo osservatori, a volte infastiditi da tanta tragedia.
Poi andiamo in un villaggio batwa, discendenti dei pigmei. “ECCOMI” ha

ragazzine batwa

ragazzine batwa

contribuito alla costruzione di casette di mattoni rossi ma ci sono ancora molte capanne di foglie di banano.
Viviamo in un unico mondo in cui non vi è soluzione di continuità tra territori o nazioni; c’è però una barriera che va abbattuta: l’assenza di speranza garantita dalla povertà.
L’economia mondiale è in movimento, il benessere aumenta anche in questi paesi in via di sviluppo, ma non riesce a coinvolgere tutti. Molti, i deboli e gli ignoranti, restano indietro, ancora inconsapevoli del diritto ad una vita libera perché nessuno li ha preparati al cambiamento.
Distribuiamo caramelle e riceviamo i sorrisi gioiosi dei bambini e della gente di queste meravigliose colline. Si accontentano di poco.
Le donne del luogo hanno formato cooperative con l’aiuto di varie associazioni umanitarie, lavorano in gruppo, studiano per imparare a leggere, scrivere, a fare di conto e a coltivare.
Loro si’ che sono magnifiche perché divengono consapevoli di se stesse.
Il processo è lento per la povertà, le necessità, tanti figli, tanta violenza.
Una bambina si avvicina a noi e ci offre dei frutti: cibo. Restiamo stupiti di tanta generosità.
C’è disomogeneità di crescita in questi paesi e situazioni fortemente diversificate che penalizzano le aree rurali, le donne e i poveri.
Siamo a Gitega e guardiamo gli occhi bianchi dei bambini ciechi dell’istituto in cui ci troviamo per portare lenzuola e asciugamani comprati al mercato di Bujumbura. I bambini giocano con palle sonore dono di “ECCOMI”. Altri piccoli svantaggiati dalla vita, eppure sorridono, ci toccano usando le mani come occhi.
Ora in attesa dell’aereo per Roma mi rendo conto che la povertà confina con l’abbondanza, l’ignoranza con la cultura, la tolleranza con l’incomprensione; tra di esse non vi è confine, basterebbe far scorrere da entrambe le parti le cose buone che esistono nell’uomo, ricordandoci che siamo figli della stessa natura.

 

Atelier l’Espoir: nuova sede

atelierGrandi novità: l’atelier si è trasferito presso la casa di accoglienza dei Saveriani  in Bujumbura. La casa di accoglienza in cui era inserito chiude per cui Emilia ha cercato una nuova sede ed ha trovato la grande disponibilità dei Saveriani ad accogliere il laboratorio di ricamo e cucito. Grazie di cuore a Padre Modesto e Padre Giovanni.

Le ragazze sono felici e, dopo un periodo di difficoltà, hanno ripreso a lavorare con lena ed entusiasmo riuscendo sempre ad ottenere prodotti belli e rifiniti.

Rd_020

Rd_023

Operazione Burkina Faso 2013

l’Africa evoca per tutti un paese dalla natura selvaggia dove vivono tanti animali pericolosi e dove la propria vita è sempre messa alla prova. Questo stereotipo sarà destinato a cambiare perché l’Africa è sempre più vicina.

Anche quest’anno la nostra visita in Burkina Faso ha dato molti frutti.

La nostra attività con l’Associazione Scout del Burkina Faso è ormai legata a

  1. un impegno di accompagnamento dei clan AGESCI che desiderano fare un’esperienza significativa in AFRICA e verificare in loco il progresso degli impegni presi con noi del MASCI e dell’AGESCI con l’ASBF e l’associazione degli Adulti Scout e Guide del BF. Quest’anno il clan di Bagnacavallo 1 ha vissuto
    il clan di Bagnocavallo 1

    il clan di Bagnocavallo 1

    l’esperienza entusiasmante della route in Burkina Faso condividendo per quattro giorni la vita da campo con un gruppo di scout locali e poi ha fatto servizio per un progetto di piantumazione e riforestazione e in un ospedale locale

  2. un impegno riguardante la formazione dei Capi scout: abbiamo iniziato un’azione di aiuto per la realizzazione di “campi scuola” per futuri capi unità del BF. L’azione che stiamo finanziando ha la durata di 3 anni e consta di fine settimana di formazione da realizzare a livello regionale. L’attività è iniziata con la formazione dei formatori.
    firma protocollo di intenti con i capi scout del BF

    firma protocollo di intenti con i capi scout del BF

    Nell’incontro del 17 Agosto è stato ufficialmente firmato il “protocollo di intenti” già approvato dai presidenti Agesci e MASCI

  3. un impegno di formazione degli Assistenti Ecclesiastici scout: abbiamo concordato con gli Scout de France di organizzare assieme all’AGESCI e alla CICS (conferenza internazionale cattolica dello scoutismo) uno stage di alcuni giorni per tutti gli Assistenti Ecclesiatici di Burkina Faso, Togo, Costa d’Avorio, Benin con l’invio di una staff di sacerdoti dall’Italia e dalla Francia.
  4. un impegno per un nuovo impulso dello Scautismo Agricolo: il progetto prevede di realizzare 3 fattorie pilota nelle località di  Reo, Bobo Dieulasso e Zigmaré
  5. un impegno a favorire gemellaggi tra gruppi scout italiani e gruppi scout del BF per un dialogo ed uno scambio di esperienze con la possibilità di reperire attrezzatura da campeggio da donare agli scout del BF

Con l’Associazione Guide del Burkina Faso abbiamo espresso l’impegno di sostenerla nella realizzazione dei seguenti progetti:

  1. allevamento di maiali: siamo in grado di finanziare questa attività con i fondi già in possesso.
  2. campi di formazione per le capo delle Guide
  3. formazione scolastica e spirituale delle Guide
  4. informatizzazione della sede Nazionale delle Guide
sede dell'Associazione Guide

sede dell’Associazione Guide

Zambia: cena con spettacolo di clown (29 giugno 2013)

solologoIl 29 Giugno invita tutti ad una cena con spettacolo di clown a San Nicolò di Celle, un paesino a 15 km da Perugia. Lo spettacolo è in collaborazione con il CESVOL la Pro Loco di San Nicolò e il gruppo di scout San Nicolò di Celle 1. Beneficiari del “raccolto” saremo noi “zambiani” e un gruppo di donne somale che vivono a Perugia e che hanno ottenuto l’asilo politico.

locandina cena cesvol

Burkina Faso: intervista ad Alberto Albertini

  • burkina-1 ·   Gli scout hanno cominciato a fare i campi di formazione programmati?

Si, con un pò di fatica hanno realizzato il primo corso di formazione per capi brevettati (badge de bois) come li chiamano loro.

  • ·   Cosa fanno gli Adulti Scout del BF?

Gli adulti Scout in BF hanno soprattutto la finalità di riunire i vecchi scout e simpatizzanti, coltivare la fraternità scout tra i suoi membri, realizzare una educazione morale e spirituale dei suoi membri, promuovere lo sviluppo dello scautismo, partecipare alle attività di sviluppo sociale, economico e culturale del Paese, sviluppare un partenariato attivo con qualsiasi persona fisica o giuridica avente gli stessi obiettivi.

Inoltre gli adulti scout burkinabè sono pronti a fornire supporto ai giovani che praticano scautismo in Burkina. E ‘per questa ragione che sostengono iniziative come la raccolta di risorse finanziarie per la partecipazione a riunioni internazionali, contribuiscono alla formazione dei capi.

  • ·         Ci sono novità circa i progetti previsti con le Guide del BF?

Si, le guide ci hanno presentato alcuni loro progetti. Uno riguarda quello di dotare il loro centro, di materiale informatico ed accesso ad internet; un altro riguarda la realizzazione di una struttura (fabbricato) da utilizzare come asilo, annesso al centro guide; un allevamento di maiali da rivendere alle macellerie, per realizzare posti di lavoro per le ragazze e le giovani donne.

Stiamo al momento contattando anche altre organizzazioni scout europee per unire le nostre forze ed aiutare le guide e gli scout nella realizzazione dei loro progetti.

  • ·         Avete realizzato qualche evento di raccolta fondi burkina 2 per i progetti in BF?

Non abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi ad hoc per il Burkina Faso, ma le nostre comunità Masci e i gruppi Agesci con i quali collaboriamo, sono da qualche tempo impegnati a raccolte fondi.

  • ·         Pensi che ci sarà questa estate una missione in BF per il monitoraggio dei progetti?

Quest’anno, andrà in BF un clan dell’Emilia Romagna che ci ha chiesto di formarli e aiutarli nella loro permanenza in Africa, stiamo valutando se affiancare a questo gruppo anche uno o due responsabili del progetto che potrebbero fare, oltre che da supporto al clan,  dei sopralluoghi e valutare l’andamento dei progetti.

                                      Alberto  Albertini è il responsabile del progetto in Burkina Faso

Viaggio in Burundi 25 settembre -10 ottobre 2012

di Cristina Maccone

Eccomi a raccontare questa nuova avventura in Burundi.
Parto  il 24 settembre notte. Viaggio sola perché Emilia è già li e Cornelia mi raggiungerà tra una settimana.  Prima sorpresa: non arriva uno dei miei tre  bagagli. Mannaggia!
Per il mio soggiorno a Bujumbura mi hanno prenotato una stanza dai Padri Saveriani: una casa di accoglienza per missionari, monache e volontari dove incontro persone straordinarie in un clima di amicizia e di scambio fraterno.
Passo un giorno all’Atelier L’Espoir. Incredibile: Emilia mette anche me al lavoro e con le ragazze cantiamo e ridiamo. Le ragazze ricamano in maniera meravigliosa ed i manufatti sono veramente deliziosi. Il sabato e la domenica si organizza il banchetto di vendita in un hotel sul lago Tanganica.

Vado a portare due pacchi di vestitini per i bambini dell’orfanatrofio gestito da 3 suore di Madre Teresa di Calcutta: 80 bimbi da 0 a 6 anni. Bimbi gettati via, abbandonati, malati, soli: occhioni spalancati verso un futuro tanto incerto.


Partecipo al giro di approvvigionamento delle quattro garderies che ancora non conosco. Due al centro nei pressi di Gitega, una a Ngozi e una a Kirundo nel nord est del Burundi. Il giro di approvvigionamento di tutte le garderies, che l’Associazione Scout Burundi (ASB) si impegna a fare mensilmente, è estremamente importante per i rapporti stretti con gli animatori a cui portano il mensile (grande gioia per un piccolo aumento da parte di Eccomi), con i gestori delle mense a cui affidano le provviste e con i gruppi dei genitori dei bambini che frequentano le garderies. Grande è l’attenzione dell’ASB per i genitori: ogni gruppo ha la possibilità di avere un lavoro generatore di reddito (coltivazione di patate, fagioli, riso, foraggio, manioca ecc) con il quale partecipa al buon andamento della garderie.  I bimbi cantano, ridono, piangono, giocano con me, MANGIANO!

Una mattinata speciale la passo alla garderie di Ngozi  dove gli scout locali hanno portato bibite, Eccomi(io!) riso e fagioli, la delegata del Ministero dell’educazione biscotti e palline da tennis.

I bimbi (192!) sono felici e i genitori ancora di più ed approfittano per fare le loro richieste: un’aula in più, un animatore in più, un allevamento di capre e di maiali anche per fare concime.

A Gitega voglio incontrare Nahi, la bimba cieca che due anni fa abbiamo ospitato per sei mesi a Roma per cure mediche. E’ in classe in questo collegio per ciechi ed ipovedenti. Mi sembra serena, più alta e più snella.

Per due giorni vado in giro sulle colline con Claudina e seguo i corsi di alfabetizzazione e di igiene delle donne, la fabbricazione delle cucine nelle case e presso le parrocchie, cerco di rispondere alle varie richieste di cure mediche. Non avevo mai visto una tigna infetta!

Quando arriva Cornelia ci impegniamo per preparare l’incontro con i ragazzi sostenuti negli studi dai padrini italiani. Prepariamo le borse con 5 kg di riso, 5 kg di fagioli, 1 kg di zucchero, una confezione di the, 3 saponette, una maglietta, una felpa ed una kway, una biro. Il sabato e la domenica vediamo i ragazzi con i nostri referenti e consegniamo loro la busta con la prima trance e la borsa. La loro gioia è grandissima.

Sono tornata. Sono carica di emozioni. Cosa possiamo fare di più? Cosa possiamo fare meglio?

Burkina Faso: missione 2012

dall’inviato: Alberto Albertini
Segretario Nazionale del MASCI

Anche quest’anno ci siamo recati in Burkina Faso per verificare di persona le attività di sostegno e cooperazione e le sinergie con le associazioni delle Guide e Scout del Burkina e con l’associazione degli Adulti Scout recentemente inserita nell’ISGF (International Scout and Guide Fellowship) la grande organizzazione che riunisce tutti gli adulti scout del mondo.
Il paese ci ha accolto con il consueto calore.
Le Guide ci hanno portato subito all’OCADES centro di accoglienza della Caritas a Ouagadougou la capitale. Con le Guide abbiamo un’antica amicizia e abbiamo verificato la possibilità di sostenere il progetto di ristrutturazione della loro sede per realizzare:

  • una sala convegni
  • un ufficio con annesso un piccolo asilo infantile
  • una foresteria per accogliere gli ospiti
  • un centro per finanziamenti alle famiglie attraverso un progetto di microcredito.

Durante il nostro soggiorno abbiamo incontrato più volte gli scout e con loro abbiamo messo a punto il progetto di formazione Capi, che inizierà il prossimo mese di settembre.
Ci siamo recati anche al centro sociosanitario di Tampellin a Kuopela nel Sud-Est del Burkina Faso diretto da Don Giuseppe dell’ordine di Don Orione.
E’ un centro inserito nella savana e composto da un dispensario e dal nuovissimo centro di maternità attivo dal giugno scorso e realizzato anche con i fondi inviati da Eccomi e raccolti dall’AGESCI e dal MASCI. Abbiamo potuto constatare non solo l’utilità ma l’efficacia e l’estrema pulizia di tutto il complesso.
Ci siamo recati a Bobo, la seconda città del Burkina Faso ai confini del Mali, per conoscere nuove realtà sulle quali orientare il nostro servizio. Abbiamo conosciuto profughi che dal Mali si sono rifugiati in Burkina Faso. Ci hanno raccontato del disordine in cui versano queste popolazioni non protette da alcuno. A Bobo abbiamo anche fatto visita ad un orfanatrofio condotto da suore laiche con gli aiuti che provengono dalla Onlus “tante mani per”,  una situazione indescrivibile che pensiamo debba essere aiutata.

IL 4 Agosto abbiamo partecipato come ospiti d’onore alla prima NOTTE DELLO SCAUTISMO. Una serata in stile scout con tutte le componenti dello scoutismo locale e con la presenza del Primo Ministro Luc-Adolphe Tiao ex ambasciatore in Francia ed ex scout e il ministro della gioventù Achille Marie Joseph Tapsoba. Una serata importante perché ha visto la consegna della medaglia al valore civile a Seglaro Abel Soome, presidente degli scout del Burkina Faso. In quell’occasione abbiamo consegnato la bandiera dell’ISGF a Offie Some presidente degli adulti Scout.

Abbiamo avuto anche un incontro con il clan del gruppo Scout Agesci Rutigliano 1 che si trovava in Burkina Faso per una missione umanitaria

Alberto, Noemi, Lorena, Marta, Paolo

Burundi: Progetto adozioni scolastiche – Ottobre 2011

Missione di Ottobre 2011
La vita scolastica in Burundi sembra abbastanza stabilizzata, in quanto gli scioperi, per il momento, sembrano terminati.

Durante le nostre ultime missioni in Burundi, abbiamo capito che il rallentamento avvenuto nello scambio di informazioni tra studenti e padrini era dovuto alle grandi difficoltà che i nostri referenti burundesi incontravano nel seguire i ragazzi a causa delle pessime condizioni dei trasporti, al frequente cambio di scuola ed abitazione da parte degli studenti… A questo si aggiungono lunghi periodi di malattia di alcuni ragazzi e referenti.

Si è deciso, quindi, insieme ai nostri partner della Lega Iteka, di rivedere le modalità di gestione del progetto e ad ottobre 2011, appena iniziate le scuole, ci siamo recati in Burundi per avviare queste modalità nuove. La delegazione era composta da Gianfranco Sica, Cornelia Radecke-Nocera e da Anna Cocca.

Le nuove prassi prevedono che Eccomi incontri tutti gli studenti, insieme ai loro referenti, e che sia responsabilità degli studenti e dei loro tutori fornire tempestivamente le informazioni sulla scuola e la classe frequentata, sull’andamento scolastico e consegnare pagelle ed attestati di frequenza. La
delegazione visiterà anche le scuole frequentate dai ragazzi che fanno parte del nostro progetto.

In ottobre 2011 abbiamo incontrato tutti gli studenti che attualmente partecipano al progetto (54) ed abbiamo consegnato loro la prima parte dell’aiuto economico previsto. Abbiamo avuto con loro un amichevole scambio di informazioni, abbiamo scattato delle foto ed abbiamo ricevuto le lettere per
i loro padrini.

(Se vuoi sapere cosa è stato fatto negli anni precedenti clicca qui)
(Se vuoi conoscere il progetto clicca qui)

Viaggio in Burundi – Ottobre 2011

Siamo partiti il 5 ottobre in tre: Cornelia, responsabile del progetto adozioni, Anna, un medico amico che voleva conoscere direttamente i villaggi del Burundi, ed io, presidente di Eccomi. E’ il terzo viaggio nel 2011 che viene fatto da soci di Eccomi per incontrare le Associazioni che sono le nostre partner locali e valutare insieme l’andamento dei progetti comuni. Questa volta lo scopo principale era incontrare tutti i giovani e giovanissimi del progetto Adozioni, per conoscerli e parlare direttamente con tutti loro.

Read More

Burundi: visita di maggio 2011

Relazione della visita in Burundi
Dal 1 maggio al 21 maggio 2011

1 – Nuove opportunità

1.1 – Soeur Christine e il CEAP  (Centre d’Ecoute et de Aide Psicologique) à Bujumbura

Il giorno seguente al mio arrivo in Burundi, dopo aver sistemato la mia logistica, sono andato a consegnare la posta a la PAR. Pensando alle difficoltà che incontra ECCOMI nella gestione del progetto “sostegno scolastico a distanza ai minori orfani e di strada” ho chiesto a soeur Marte – a cui dovevo consegnare la posta-, se conosceva qualche istituzione o associazione impegnata nel sostegno dei minori in difficoltà.  Soeur Marte mi ha accennato al CEAP e mi ha dato il numero di telefono di suor Christine responsabile del CEAP.

Read More

Célénie

Célénie MuKuranasoni ha voluto, inviandoci una bella lettera con alcune fotografie, che  Eccomi le fosse vicino e condividesse un giorno tra i più felici, pieno di speranze e aspettative: il giorno del suo matrimonio.

Read More

Rapporto osservazione Elettorale (MOE UE) – Burundi 2010

I. RÉSUME

La seconda competizione elettorale post-transizione che l’organizzazione, per la prima volta, realizza completamente con le autorità burundesi, senza la forza militare internazionale, è stata segnata dal consolidamento al potere del partito presidenziale il CNDD-FDD (Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia – Forze per la Difesa della Democrazia) in tutte le istituzioni del paese. In particolare attraverso la rielezione del Presidente del Repubblica Pierre Nkurunziza per un secondo mandato, si è ottenuta la maggioranza assoluta all’assemblea Nazionale, al Senato ed in quasi tutte le Amministrazioni comunali.

Read More