Archivi categoria: Notizie dai paesi in cui operiamo

Protocollo di intesa con gli Scout etiopi

intesa scout etiopiaDall’Etiopia il Presidente Ciro Cirillo e l’equipe del progetto ci mandano questa importante comunicazione:

Il 18 Febbraio ad Addis Abeba, è stato firmato il protocollo di intesa tra Eccomi Onlus ed Ethiopian Scout Association per rinnovare l’impegno che fonda Progetto HARAMBEE ETHIOPIA con il sostegno dei settori internazionali di AGESCI e MASCI.

Un ottimo risultato che segue un grande lavoro di squadra!!

Con questa intesa si confermano i valori fondanti del progetto, le  finalità, e le modalità dell’intervento e si mettono le basi per sviluppare nuove iniziative. Da questo passaggio esce rafforzato il rapporto di collaborazione con il settore internazionale di Agesci.

Scout del Burkina Faso alla Route Nazionale

pdf    Burkina Faso – Formazione dello scoutismo-estate 2014

Notizie dell’orfanotrofio in Haiti

Pascale Salomon, la sorella di Philippe, ha passato il mese di agosto nell’orfanotrofio in Haiti che il Masci ha sostenuto con Eccomi nel 2010, anno in cui ci fu il terribile terremoto.

Questa è la lettera che ci ha mandato:

HAITI 2014

LA MAISON DES PETITS DE DIQUINI

Ho dovuto aspettare qualche giorno prima di scrivere questa lettera perché scriverla significa per me aprire la scatola dei tesori delle memorie condivise con i bambini.  Mentre ricomincia il mio lavoro con i bambini a scuola posso finalmente aprire la scatola e condividere con voi amici l’incredibile esperienza che mi ha riempito il cuore, mi ha dato speranza e ha rinnovato il senso del mio impegno.

L’arrivo a Diquini è sempre travolgente, i bambini aspettano ansiosamente, circondano l’auto, sono pronti a baciarti e abbracciarti e non vedono l’ora di accoglierti nuovamente nella loro vita.  I nuovi bambini seguono, alcuni guardano con sospetto questa “zia” di cui tutti parlano;  osservano in disparte e alla fine si uniscono al coro da lontano.

Dopo un bicchiere di succo fresco e delizioso si aprono le valige e un’ora dopo stiamo tutti ad infilare perline, a fare braccialetti e a provare alcuni dei nuovi giochini.  Quest’anno non avrei potuto lavorare efficacemente senza l’aiuto dei capitani di squadra Steevenson, Domino, Richnard, Yvekesline e Singer.  Ognuno di loro ha scelto un gruppo di bambini di età tra i 3 e i 10 anni, con i quali ha lavorato, guidando ciascuno nelle diverse attività.

Quest’anno eccezionalmente è arrivato anche un gruppo di 10 scouts francesi che avendo sentito del progetto di Diquini da Roberto e Ombeline  ha raccolto i fondi per il viaggio con l’aiuto del comune di Versailles, ha piantato le tende nel terreno della nostra casa famiglia, portando un significativo contributo di idee e vitalità.

Ispirati dai numerosi programmi televisivi di cucina abbiamo pensato di  aggiungere  questo tipo di attività al repertorio di piccoli lavori di artigianato che già facevamo.  Mentre io insegnavo ai bambini a fare crostate, biscotti decorati di zucchero e pizza, mia sorella si dedicava ad insegnare alla cuoca nuove ricette da aggiungere al menu quotidiano.

Adesso ci sono 39 bambini nella famiglia e ogni giorno è riempito dalle  richieste e dai bisogni di ognuno di loro.  Come in ogni famiglia le diverse personalità interagiscono, si discute, si litiga, si piange e si fa pace prima di andare a dormire.  Dopo solo pochi giorni si riesce a distinguere chi ride e chi piange, chi probabilmente ha  cominciato il litigio, chi ha nascosto i giocattoli, chi si sente triste e chi si sente escluso.  La giornata inizia fin dalle sei quando i più mattinieri scivolano in giardino in cerca di manghi, altri si avventurano nella stanza polifunzionale per essere i primi a giocare con il Nintendo;  altri aspettano in silenzio di sentire un movimento nella stanza dove dormo con mia sorella per chiedere di giocare con il mio ipad.  I giorni alla spiaggia sono stati memorabili e per andare tutti abbiamo affittato un pulmino oltre a quello che abbiamo a Diquini.  Nessuno è rimasto a casa, tutti hanno vissuto l’avventura del mare, anche i più piccini di 9 mesi hanno assaggiato l’acqua salata del mare sguazzandoci  nei loro costumini colorati.

L’aumento del numero di bambini ospitati adesso non ha cambiato l’atmosfera familiare che è il cuore stesso de “La Maison”.  Philippe e Marie Carmel continuano ad essere il papà e la mamma amorevoli per tutti i bambini.  I loro diversi ruoli nell’ organizzazione giornaliera permettono lo svolgersi tranquillo della vita, ma la necessità di avere qualcun altro per alleviare il peso degli infiniti bisogni dell’orfanotrofio sta diventando urgente e imperativa.  Mia sorella ed io siamo riuscite a trascinarli via per un weekend, per celebrare il 60° compleanno di Philippe e speriamo che si rendano conto che meritano di prendere ogni tanto un po’ di tempo lontano dai bambini per riprendere le forze, avendo fiducia che i semi di responsabilità  impiantati nei ragazzi più grandi e nei sorveglianti possano dare frutto.

Di sera, dopo cena, quando i bambini si siedono a guardare un film è il momento per noi di parlare della giornata trascorsa.  Io spesso mi informo sull’ambiente familiare di alcuni dei bambini e sulle loro vicende in modo da capire meglio il loro comportamento e la loro personalità.  Sentire le loro storie di abbandono e di abusi all’interno e all’esterno della famiglia spezza il cuore pensando a quanto queste giovani vite abbiamo già sofferto.  Stupisce vedere come possano riuscire comunque ad andare avanti e a fare bene a scuola, a crescere come individui.  I loro sorrisi e il loro atteggiamento positivo raccontano una storia di speranza racchiusa nei rapporti d’affetto con gli altri bambini e nelle cure amorevoli di Phil e Ti Cam.

Vedendoli crescere riconosciamo I loro diversi bisogni, fra poco cominceranno I lavori per la costruzione di una ulteriore stanza per ospitare le ragazze adolescenti che meritano uno spazio un po’ più privato.  Stiamo esaminando le future possibilità di studio di questi bambini e ragazzi, e il modo di aiutarli ad integrarsi nella società come cittadini produttivi.

Andando in giro per la città l’atmosfera è serena, tutti parlano al cellulare come in ogni altra città del mondo,  si notano i notevoli sforzi fatti per tenere la città pulita con frequenti raccolte dell’immondizia.  Ci sono festival, musica e la sensazione che le cose stiano cambiando e che la gente stia riguadagnando l’orgoglio perduto e la speranza per il futuro.

Lasciare la casa famiglia è sempre molto difficile per me;  lascio mio fratello e Ti Cam e tutti i nipoti con i quali ho condiviso infinite ore di interazione.  Lascio anche mia sorella che riparte per la California da dove quest’anno ci ha raggiunti a Diquini.  Quando me ne vado li bacio ad uno ad uno e ho una parola per ognuno perché voglio che si rendano conto di quanto importanti siano per me come individui.  Me ne vado con il cuore colmo di emozione ma anche di senso di perdita e di vuoto.  Mi consola pensare che la mia famiglia e il mio lavoro è qui, a condividere le innumerevoli storie dei bambini, a mantenere i legami con i donatori e a passare parola così che chi ascolta continui ad essere parte della storia de La Maison des Petits de Diquini.

Pascale

Togo chiama… M.A.S.C.I. risponde-campo di animazione “ASRAMA 2014”

Siamo rientrati dal Togo da pochi giorni.

L’Africa è sempre una grande emozione, quasi impossibile da trasmettere a voce e ancor  più da mettere per iscritto, le parole non colgono a fondo le sfumature… le sensazioni.

Ciro Cirillo, Roberto Amadori ed io insieme ad altre due donne, Carmen e Sara, simpatizzanti del  movimento ma non censite, abbiamo affrontato il servizio Togo a viso aperto e con un po’ di incoscienza circa “Ebola”, a detta di qualcuno, ma tutto è bene quel che finisce bene.

Un po’ del soffio vitale dell’Africa ci aveva contagiato ancor prima della partenza.

I togolesi, ma presumo sia così nello spirito indomito di tutta l’etnia, non cambiano mai un programma: un impegno preso si rispetta.

Noi abbiamo sperimentato ciò una sera, viaggiando in moto-taxi sotto una pioggia torrenziale attraverso 10 km di foresta equatoriale e strada sterrata per andare nel villaggio di Touheudeue, invitati a cena da George, il nostro accompagnatore locale.

campo di animazioneTutto era pronto nel villaggio di Asrama, gli impegni già presi: 108 bambini ci aspettavano per un campo di animazione, della durata di 3 settimane.

Il servizio è iniziato martedì 4 agosto ed è stato strutturato in 4 laboratori: ceramica, disegno, recitazione e attività motorie. Queste attività ci hanno visti impegnati quasi tutti i giorni dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (dopo c’era il buio).

A volte eravamo costretti ad usare le aule scolastiche o la chiesa a causa delle piogge che, in questo periodo dei monsoni, sono frequenti.

I bambini erano euforici, ma noi adulti  ci siamo subito resi conto che, senza mediatori culturali, non saremmo riusciti nell’impresa. Alcuni di loro infatti parlano solo il dialetto locale e capiscono con difficoltà il francese. Inoltre le modalità di approccio educatore-bambino sono impostate in modo piuttosto autoritario che si discosta di gran lunga da quello in uso in Italia.

Assoldati George, Olivier e Jacques, tre insegnati della scuola cattolica campo di animazionepresso cui eravamo ospiti i lavori sono iniziati. I laboratori sono stati animati da Sara e George per la ceramica, Carmen per disegno e scenografia e con lei gli insegnanti togolesi collaboravano a turno, io con Jacques per giochi e canti e si univano a noi anche Roberto e Ciro quando erano liberi da impegni. Il maestro Olivier si è occupato della regia e della sceneggiatura dello spettacolo finale.

Grande la soddisfazione di tutti: noi che davamo un senso al nostro servizio; gli insegnanti che percepivano uno stipendio, in quanto nel periodo di chiusura delle scuole non  ricevono alcuna retribuzione; i bambini che per la prima volta eseguivano compiti/esercizi che non erano giudicati dal rendimento e da un voto partecipavano con passione alle attività educative e ludiche  proposte loro “gratuitamente”.

Il campo si è concluso con una pièce teatrale, cui hanno partecipato attori straordinari: i bambini del campo di animazione di Asrama!!!

Lo spettacolo si è svolto nella capanna dello chef alla presenza di tutte le autorità locali in primis Chef Canton (l’autorità più alta in loco) e di tanti spettatori riscuotendo un grosso successo.  Per noi i complimenti di tutti!!!….DSCF2044

Roberto e George, il nostro accompagnatore locale che, provvisto di una moto, è stato a nostra  disposizione giorno e notte per tutta la durata del soggiorno, si sono occupati degli approvvigionamenti e di tutta la parte pratica della nostra permanenza.

Ciro è stato impegnato a completare i due progetti in corso: i banchi scolastici e l’illuminazione del centro sanitario di Asrama, attraverso vari incontri con le autorità locali e sanitarie.

Tutti gli spostamenti avvenivano in moto-taxi.

La cultura è un punto nodale: poche sono le scuole pubbliche, molte sono private e/o confessionali per cui le famiglie debbono comunque dare un contributo economico, anche se non troppo esoso. L’abbandono scolastico è alto.

In alcune scuole le lezioni si tengono sotto una grande capanna, i banchi sono quelli che hanno accompagnato  la nostra scola italiana fino agli anni sessanta e oltre, ma, di seggiolini noi ne avevamo uno ciascuno mentre  lì sono sostituiti da un unico asse di un metro e venti sul quale trovano posto cinque (sì, avete letto bene, proprio cinque) alunni.

Avendo fatto un’esperienza simile anche in Burkina Faso, ritengo che, per migliorare le condizioni del popolo africano, sia assolutamente indispensabile, da parte degli altri popoli, investire sulla sanità e sulla cultura.

Assieme ai bambini abbiamo assistito, felici e orgogliosi, alla consegna dei banchi del precedente progetto “100 banchi per Asrama” alla presenza delle autorità scolastiche e locali.

Con una cena conviviale in puro stile togolese, abbiamo festeggiato l’illuminazione con pannelli solari del presidio sanitario di Asrama. Roberto mi aveva raccontato con molta tristezza di aver assistito ad una visita di pronto soccorso ad un bambino di pochi anni, fatta alla luce di un lume a petrolio.

Che evento l’illuminazione!!! per alcuni è misterioso come possa essere prodotta energia da un pannello…

I banchi, come pure i pannelli solari  ed altro materiale se acquistati o costruiti in loco, permettono di dare una piccola spinta all’economia locale, molto limitata e legata prevalentemente ai prodotti della terra e alle stoffe, ma purtroppo anche ai prodotti che la Cina sta immettendo a piene mani, monopolizzando quel mercato retto da un’ economia povera.

Alcune informazioni logistiche: noi siamo stati ospiti di padre Justin, parroco dell’unica chiesa cattolica di Asrama, villaggio di seimila anime. Avevamo a disposizione stanze confortevoli con l’acqua corrente, pompata dal pozzo. Il cibo veniva preparato alternativamente da noi (cibo italiano) o dalla collaboratrice parrocchiale (cibo togolese).

La corrente, prodotta da un generatore, era concessa dalle 18,30 alle 22… poi ci illuminavano le stelle e il cielo dell’Africa.

 

Vanda Sansovini

 

Tre suore missionarie saveriane sono state barbaramente uccise in Burundi il 7 settembre

leggi

Atelier l’Espoir: nuova sede

atelierGrandi novità: l’atelier si è trasferito presso la casa di accoglienza dei Saveriani  in Bujumbura. La casa di accoglienza in cui era inserito chiude per cui Emilia ha cercato una nuova sede ed ha trovato la grande disponibilità dei Saveriani ad accogliere il laboratorio di ricamo e cucito. Grazie di cuore a Padre Modesto e Padre Giovanni.

Le ragazze sono felici e, dopo un periodo di difficoltà, hanno ripreso a lavorare con lena ed entusiasmo riuscendo sempre ad ottenere prodotti belli e rifiniti.

Rd_020

Rd_023

Operazione Burkina Faso 2013

l’Africa evoca per tutti un paese dalla natura selvaggia dove vivono tanti animali pericolosi e dove la propria vita è sempre messa alla prova. Questo stereotipo sarà destinato a cambiare perché l’Africa è sempre più vicina.

Anche quest’anno la nostra visita in Burkina Faso ha dato molti frutti.

La nostra attività con l’Associazione Scout del Burkina Faso è ormai legata a

  1. un impegno di accompagnamento dei clan AGESCI che desiderano fare un’esperienza significativa in AFRICA e verificare in loco il progresso degli impegni presi con noi del MASCI e dell’AGESCI con l’ASBF e l’associazione degli Adulti Scout e Guide del BF. Quest’anno il clan di Bagnacavallo 1 ha vissuto
    il clan di Bagnocavallo 1

    il clan di Bagnocavallo 1

    l’esperienza entusiasmante della route in Burkina Faso condividendo per quattro giorni la vita da campo con un gruppo di scout locali e poi ha fatto servizio per un progetto di piantumazione e riforestazione e in un ospedale locale

  2. un impegno riguardante la formazione dei Capi scout: abbiamo iniziato un’azione di aiuto per la realizzazione di “campi scuola” per futuri capi unità del BF. L’azione che stiamo finanziando ha la durata di 3 anni e consta di fine settimana di formazione da realizzare a livello regionale. L’attività è iniziata con la formazione dei formatori.
    firma protocollo di intenti con i capi scout del BF

    firma protocollo di intenti con i capi scout del BF

    Nell’incontro del 17 Agosto è stato ufficialmente firmato il “protocollo di intenti” già approvato dai presidenti Agesci e MASCI

  3. un impegno di formazione degli Assistenti Ecclesiastici scout: abbiamo concordato con gli Scout de France di organizzare assieme all’AGESCI e alla CICS (conferenza internazionale cattolica dello scoutismo) uno stage di alcuni giorni per tutti gli Assistenti Ecclesiatici di Burkina Faso, Togo, Costa d’Avorio, Benin con l’invio di una staff di sacerdoti dall’Italia e dalla Francia.
  4. un impegno per un nuovo impulso dello Scautismo Agricolo: il progetto prevede di realizzare 3 fattorie pilota nelle località di  Reo, Bobo Dieulasso e Zigmaré
  5. un impegno a favorire gemellaggi tra gruppi scout italiani e gruppi scout del BF per un dialogo ed uno scambio di esperienze con la possibilità di reperire attrezzatura da campeggio da donare agli scout del BF

Con l’Associazione Guide del Burkina Faso abbiamo espresso l’impegno di sostenerla nella realizzazione dei seguenti progetti:

  1. allevamento di maiali: siamo in grado di finanziare questa attività con i fondi già in possesso.
  2. campi di formazione per le capo delle Guide
  3. formazione scolastica e spirituale delle Guide
  4. informatizzazione della sede Nazionale delle Guide
sede dell'Associazione Guide

sede dell’Associazione Guide