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Aprile 2014 riflessioni sul viaggio in Burundi

Con “Eccomi” in Burundi. Riflessioni aprile 2014
Anna Cocca

Siamo ad Addis Abeba in attesa di imbarcarci per Roma, ho tutto il tempo di pensare e di ripercorrere con la mente il viaggio appena concluso. Burundi. Mi chiedo quale è la speranza di molti popoli africani in un contesto di globalizzazione che con rapidità impressionante e preoccupante trasforma tradizioni, istituzioni, morale.

fratello e sorella condividono la caramella

fratello e sorella condividono la caramella

In questo mondo insoddisfatto e confuso in cui tutto cambia, non vengono poste al centro del processo di trasformazione la vita delle persone e la loro capacità di esserne consapevoli.
Nonostante tutto, si cambia.
Rispetto a due anni fa, quando per la prima volta venni in questo paese, Bujumbura, la capitale, è già cambiata. Sono spuntati bar e locali all’occidentale, supermercati cinesi, banche, ristoranti. Le strade sono pulite, i giardini curati e tanta gente dinamica sembra muoversi indaffarata.
Eppure la povertà si intravede ad ogni angolo soprattutto nei quartieri

una bicicletta!!!!

una bicicletta!!!!

periferici dove povera gente, accosciata su strade sterrate di argilla rossa tra sassi, detriti, macerie e scoli di acqua sporca, vende in cesti polverosi cavoli e banane e dove tantissimi bambini, spesso con abiti più grandi della loro taglia con le spallucce magre scoperte, le gambette secche e i piedini sporchi passano il tempo giocando nella polvere rossa.
Ad ogni angolo si intravede la fame perché non c’è abbastanza cibo per tutti a causa dei disastri naturali, i conflitti, l’arretratezza dell’agricoltura, ma soprattutto per la distribuzione diseguale delle risorse. La fame fisica compromette spesso anche lo sviluppo mentale e intellettivo di tanti bambini sottonutriti creando un ciclo diabolico di necessità.
Noi di “ECCOMI” abbiamo puntato molto sulla scuola, attuando progetti, nella speranza di favorire e preparare le nuove generazioni ad avviarsi verso quella auspicabile trasformazione che dovrebbe mettere l’uomo al centro di una vita consapevole. Comunque non dimentichiamo mai di rifornire soprattutto le garderies (le scuole dei più piccini) di riso e fagioli. È da qui che inizia la trasformazione.

Alfabetizzazione delle donne batwa

Alfabetizzazione delle donne batwa

Dopo Bujumbura si va a Muyinga. Un amico qualche tempo fa mi disse:”Quando andremo a Muyinga e sulle colline vicine, allora conoscerai la vera Africa”.
Nel paesaggio predomina il rosso della terra, che copre di un velo leggero tutte le cose e le persone e il verde brillante delle coltivazioni di tè, di caffè e dei bananeti sullo sfondo blu intenso del cielo.
Le risaie bellissime in fondo alle valli nascondono numerose insidie. Qui la povertà e l’essenzialità della vita diventano prepotentemente concrete.
Ho letto da qualche parte: la povertà è fame, vivere senza tetto, essere ammalati e non avere cure, non poter andare a scuola, non avere un lavoro, ma soprattutto la povertà è mancanza di libertà.
Tra queste colline non si pensa il futuro, ma è vivere giorno per giorno.
La povertà richiede di cambiare il mondo, ma prima è necessario capire e per farlo è necessario condividere almeno in parte l’essenzialità della vita di questi fratelli. In caso contrario si rischia di restare solo osservatori, a volte infastiditi da tanta tragedia.
Poi andiamo in un villaggio batwa, discendenti dei pigmei. “ECCOMI” ha

ragazzine batwa

ragazzine batwa

contribuito alla costruzione di casette di mattoni rossi ma ci sono ancora molte capanne di foglie di banano.
Viviamo in un unico mondo in cui non vi è soluzione di continuità tra territori o nazioni; c’è però una barriera che va abbattuta: l’assenza di speranza garantita dalla povertà.
L’economia mondiale è in movimento, il benessere aumenta anche in questi paesi in via di sviluppo, ma non riesce a coinvolgere tutti. Molti, i deboli e gli ignoranti, restano indietro, ancora inconsapevoli del diritto ad una vita libera perché nessuno li ha preparati al cambiamento.
Distribuiamo caramelle e riceviamo i sorrisi gioiosi dei bambini e della gente di queste meravigliose colline. Si accontentano di poco.
Le donne del luogo hanno formato cooperative con l’aiuto di varie associazioni umanitarie, lavorano in gruppo, studiano per imparare a leggere, scrivere, a fare di conto e a coltivare.
Loro si’ che sono magnifiche perché divengono consapevoli di se stesse.
Il processo è lento per la povertà, le necessità, tanti figli, tanta violenza.
Una bambina si avvicina a noi e ci offre dei frutti: cibo. Restiamo stupiti di tanta generosità.
C’è disomogeneità di crescita in questi paesi e situazioni fortemente diversificate che penalizzano le aree rurali, le donne e i poveri.
Siamo a Gitega e guardiamo gli occhi bianchi dei bambini ciechi dell’istituto in cui ci troviamo per portare lenzuola e asciugamani comprati al mercato di Bujumbura. I bambini giocano con palle sonore dono di “ECCOMI”. Altri piccoli svantaggiati dalla vita, eppure sorridono, ci toccano usando le mani come occhi.
Ora in attesa dell’aereo per Roma mi rendo conto che la povertà confina con l’abbondanza, l’ignoranza con la cultura, la tolleranza con l’incomprensione; tra di esse non vi è confine, basterebbe far scorrere da entrambe le parti le cose buone che esistono nell’uomo, ricordandoci che siamo figli della stessa natura.

 

Viaggio in Burundi 25 settembre -10 ottobre 2012

di Cristina Maccone

Eccomi a raccontare questa nuova avventura in Burundi.
Parto  il 24 settembre notte. Viaggio sola perché Emilia è già li e Cornelia mi raggiungerà tra una settimana.  Prima sorpresa: non arriva uno dei miei tre  bagagli. Mannaggia!
Per il mio soggiorno a Bujumbura mi hanno prenotato una stanza dai Padri Saveriani: una casa di accoglienza per missionari, monache e volontari dove incontro persone straordinarie in un clima di amicizia e di scambio fraterno.
Passo un giorno all’Atelier L’Espoir. Incredibile: Emilia mette anche me al lavoro e con le ragazze cantiamo e ridiamo. Le ragazze ricamano in maniera meravigliosa ed i manufatti sono veramente deliziosi. Il sabato e la domenica si organizza il banchetto di vendita in un hotel sul lago Tanganica.

Vado a portare due pacchi di vestitini per i bambini dell’orfanatrofio gestito da 3 suore di Madre Teresa di Calcutta: 80 bimbi da 0 a 6 anni. Bimbi gettati via, abbandonati, malati, soli: occhioni spalancati verso un futuro tanto incerto.


Partecipo al giro di approvvigionamento delle quattro garderies che ancora non conosco. Due al centro nei pressi di Gitega, una a Ngozi e una a Kirundo nel nord est del Burundi. Il giro di approvvigionamento di tutte le garderies, che l’Associazione Scout Burundi (ASB) si impegna a fare mensilmente, è estremamente importante per i rapporti stretti con gli animatori a cui portano il mensile (grande gioia per un piccolo aumento da parte di Eccomi), con i gestori delle mense a cui affidano le provviste e con i gruppi dei genitori dei bambini che frequentano le garderies. Grande è l’attenzione dell’ASB per i genitori: ogni gruppo ha la possibilità di avere un lavoro generatore di reddito (coltivazione di patate, fagioli, riso, foraggio, manioca ecc) con il quale partecipa al buon andamento della garderie.  I bimbi cantano, ridono, piangono, giocano con me, MANGIANO!

Una mattinata speciale la passo alla garderie di Ngozi  dove gli scout locali hanno portato bibite, Eccomi(io!) riso e fagioli, la delegata del Ministero dell’educazione biscotti e palline da tennis.

I bimbi (192!) sono felici e i genitori ancora di più ed approfittano per fare le loro richieste: un’aula in più, un animatore in più, un allevamento di capre e di maiali anche per fare concime.

A Gitega voglio incontrare Nahi, la bimba cieca che due anni fa abbiamo ospitato per sei mesi a Roma per cure mediche. E’ in classe in questo collegio per ciechi ed ipovedenti. Mi sembra serena, più alta e più snella.

Per due giorni vado in giro sulle colline con Claudina e seguo i corsi di alfabetizzazione e di igiene delle donne, la fabbricazione delle cucine nelle case e presso le parrocchie, cerco di rispondere alle varie richieste di cure mediche. Non avevo mai visto una tigna infetta!

Quando arriva Cornelia ci impegniamo per preparare l’incontro con i ragazzi sostenuti negli studi dai padrini italiani. Prepariamo le borse con 5 kg di riso, 5 kg di fagioli, 1 kg di zucchero, una confezione di the, 3 saponette, una maglietta, una felpa ed una kway, una biro. Il sabato e la domenica vediamo i ragazzi con i nostri referenti e consegniamo loro la busta con la prima trance e la borsa. La loro gioia è grandissima.

Sono tornata. Sono carica di emozioni. Cosa possiamo fare di più? Cosa possiamo fare meglio?

Burkina Faso: missione 2012

dall’inviato: Alberto Albertini
Segretario Nazionale del MASCI

Anche quest’anno ci siamo recati in Burkina Faso per verificare di persona le attività di sostegno e cooperazione e le sinergie con le associazioni delle Guide e Scout del Burkina e con l’associazione degli Adulti Scout recentemente inserita nell’ISGF (International Scout and Guide Fellowship) la grande organizzazione che riunisce tutti gli adulti scout del mondo.
Il paese ci ha accolto con il consueto calore.
Le Guide ci hanno portato subito all’OCADES centro di accoglienza della Caritas a Ouagadougou la capitale. Con le Guide abbiamo un’antica amicizia e abbiamo verificato la possibilità di sostenere il progetto di ristrutturazione della loro sede per realizzare:

  • una sala convegni
  • un ufficio con annesso un piccolo asilo infantile
  • una foresteria per accogliere gli ospiti
  • un centro per finanziamenti alle famiglie attraverso un progetto di microcredito.

Durante il nostro soggiorno abbiamo incontrato più volte gli scout e con loro abbiamo messo a punto il progetto di formazione Capi, che inizierà il prossimo mese di settembre.
Ci siamo recati anche al centro sociosanitario di Tampellin a Kuopela nel Sud-Est del Burkina Faso diretto da Don Giuseppe dell’ordine di Don Orione.
E’ un centro inserito nella savana e composto da un dispensario e dal nuovissimo centro di maternità attivo dal giugno scorso e realizzato anche con i fondi inviati da Eccomi e raccolti dall’AGESCI e dal MASCI. Abbiamo potuto constatare non solo l’utilità ma l’efficacia e l’estrema pulizia di tutto il complesso.
Ci siamo recati a Bobo, la seconda città del Burkina Faso ai confini del Mali, per conoscere nuove realtà sulle quali orientare il nostro servizio. Abbiamo conosciuto profughi che dal Mali si sono rifugiati in Burkina Faso. Ci hanno raccontato del disordine in cui versano queste popolazioni non protette da alcuno. A Bobo abbiamo anche fatto visita ad un orfanatrofio condotto da suore laiche con gli aiuti che provengono dalla Onlus “tante mani per”,  una situazione indescrivibile che pensiamo debba essere aiutata.

IL 4 Agosto abbiamo partecipato come ospiti d’onore alla prima NOTTE DELLO SCAUTISMO. Una serata in stile scout con tutte le componenti dello scoutismo locale e con la presenza del Primo Ministro Luc-Adolphe Tiao ex ambasciatore in Francia ed ex scout e il ministro della gioventù Achille Marie Joseph Tapsoba. Una serata importante perché ha visto la consegna della medaglia al valore civile a Seglaro Abel Soome, presidente degli scout del Burkina Faso. In quell’occasione abbiamo consegnato la bandiera dell’ISGF a Offie Some presidente degli adulti Scout.

Abbiamo avuto anche un incontro con il clan del gruppo Scout Agesci Rutigliano 1 che si trovava in Burkina Faso per una missione umanitaria

Alberto, Noemi, Lorena, Marta, Paolo

Burundi, aprile 2012

Siamo tornati in Burundi lo scorso aprile con l’obiettivo primario di incontrare tutti i ragazzi che padrini e madrine italiani sostengono agli studi, nella scuola primaria e secondaria, e consegnare loro la seconda tranche della quota annuale. Continua a leggere

Burundi: Progetto adozioni scolastiche – Ottobre 2011

Missione di Ottobre 2011
La vita scolastica in Burundi sembra abbastanza stabilizzata, in quanto gli scioperi, per il momento, sembrano terminati.

Durante le nostre ultime missioni in Burundi, abbiamo capito che il rallentamento avvenuto nello scambio di informazioni tra studenti e padrini era dovuto alle grandi difficoltà che i nostri referenti burundesi incontravano nel seguire i ragazzi a causa delle pessime condizioni dei trasporti, al frequente cambio di scuola ed abitazione da parte degli studenti… A questo si aggiungono lunghi periodi di malattia di alcuni ragazzi e referenti.

Si è deciso, quindi, insieme ai nostri partner della Lega Iteka, di rivedere le modalità di gestione del progetto e ad ottobre 2011, appena iniziate le scuole, ci siamo recati in Burundi per avviare queste modalità nuove. La delegazione era composta da Gianfranco Sica, Cornelia Radecke-Nocera e da Anna Cocca.

Le nuove prassi prevedono che Eccomi incontri tutti gli studenti, insieme ai loro referenti, e che sia responsabilità degli studenti e dei loro tutori fornire tempestivamente le informazioni sulla scuola e la classe frequentata, sull’andamento scolastico e consegnare pagelle ed attestati di frequenza. La
delegazione visiterà anche le scuole frequentate dai ragazzi che fanno parte del nostro progetto.

In ottobre 2011 abbiamo incontrato tutti gli studenti che attualmente partecipano al progetto (54) ed abbiamo consegnato loro la prima parte dell’aiuto economico previsto. Abbiamo avuto con loro un amichevole scambio di informazioni, abbiamo scattato delle foto ed abbiamo ricevuto le lettere per
i loro padrini.

(Se vuoi sapere cosa è stato fatto negli anni precedenti clicca qui)
(Se vuoi conoscere il progetto clicca qui)

Viaggio in Burundi – Ottobre 2011

Siamo partiti il 5 ottobre in tre: Cornelia, responsabile del progetto adozioni, Anna, un medico amico che voleva conoscere direttamente i villaggi del Burundi, ed io, presidente di Eccomi. E’ il terzo viaggio nel 2011 che viene fatto da soci di Eccomi per incontrare le Associazioni che sono le nostre partner locali e valutare insieme l’andamento dei progetti comuni. Questa volta lo scopo principale era incontrare tutti i giovani e giovanissimi del progetto Adozioni, per conoscerli e parlare direttamente con tutti loro.

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Burundi: visita di maggio 2011

Relazione della visita in Burundi
Dal 1 maggio al 21 maggio 2011

1 – Nuove opportunità

1.1 – Soeur Christine e il CEAP  (Centre d’Ecoute et de Aide Psicologique) à Bujumbura

Il giorno seguente al mio arrivo in Burundi, dopo aver sistemato la mia logistica, sono andato a consegnare la posta a la PAR. Pensando alle difficoltà che incontra ECCOMI nella gestione del progetto “sostegno scolastico a distanza ai minori orfani e di strada” ho chiesto a soeur Marte – a cui dovevo consegnare la posta-, se conosceva qualche istituzione o associazione impegnata nel sostegno dei minori in difficoltà.  Soeur Marte mi ha accennato al CEAP e mi ha dato il numero di telefono di suor Christine responsabile del CEAP.

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