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Stare ai margini


Nel 2016 i fondi raccolti per questo progetto hanno permesso:

• di attrezzare meglio con piccoli elettrodomestici (forno microonde, tostapane, aspirapolvere, frullatore, piastra da cucina, phon) la casa di accoglienza ‘Costruire la speranza’ per migranti e indigenti

• sono stati acquistati contenitori per la distribuzione di tè e caffè caldi ai migranti al porto e ai poveri di strada insieme a un apparecchio per avvolgere nel cellofan i panini in distribuzione.

• sono stati acquistati 10 equipaggiamenti scout per ragazzi indigenti.

 

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Notizie dell’orfanotrofio in Haiti

Pascale Salomon, la sorella di Philippe, ha passato il mese di agosto nell’orfanotrofio in Haiti che il Masci ha sostenuto con Eccomi nel 2010, anno in cui ci fu il terribile terremoto.

Questa è la lettera che ci ha mandato:

HAITI 2014

LA MAISON DES PETITS DE DIQUINI

Ho dovuto aspettare qualche giorno prima di scrivere questa lettera perché scriverla significa per me aprire la scatola dei tesori delle memorie condivise con i bambini.  Mentre ricomincia il mio lavoro con i bambini a scuola posso finalmente aprire la scatola e condividere con voi amici l’incredibile esperienza che mi ha riempito il cuore, mi ha dato speranza e ha rinnovato il senso del mio impegno.

L’arrivo a Diquini è sempre travolgente, i bambini aspettano ansiosamente, circondano l’auto, sono pronti a baciarti e abbracciarti e non vedono l’ora di accoglierti nuovamente nella loro vita.  I nuovi bambini seguono, alcuni guardano con sospetto questa “zia” di cui tutti parlano;  osservano in disparte e alla fine si uniscono al coro da lontano.

Dopo un bicchiere di succo fresco e delizioso si aprono le valige e un’ora dopo stiamo tutti ad infilare perline, a fare braccialetti e a provare alcuni dei nuovi giochini.  Quest’anno non avrei potuto lavorare efficacemente senza l’aiuto dei capitani di squadra Steevenson, Domino, Richnard, Yvekesline e Singer.  Ognuno di loro ha scelto un gruppo di bambini di età tra i 3 e i 10 anni, con i quali ha lavorato, guidando ciascuno nelle diverse attività.

Quest’anno eccezionalmente è arrivato anche un gruppo di 10 scouts francesi che avendo sentito del progetto di Diquini da Roberto e Ombeline  ha raccolto i fondi per il viaggio con l’aiuto del comune di Versailles, ha piantato le tende nel terreno della nostra casa famiglia, portando un significativo contributo di idee e vitalità.

Ispirati dai numerosi programmi televisivi di cucina abbiamo pensato di  aggiungere  questo tipo di attività al repertorio di piccoli lavori di artigianato che già facevamo.  Mentre io insegnavo ai bambini a fare crostate, biscotti decorati di zucchero e pizza, mia sorella si dedicava ad insegnare alla cuoca nuove ricette da aggiungere al menu quotidiano.

Adesso ci sono 39 bambini nella famiglia e ogni giorno è riempito dalle  richieste e dai bisogni di ognuno di loro.  Come in ogni famiglia le diverse personalità interagiscono, si discute, si litiga, si piange e si fa pace prima di andare a dormire.  Dopo solo pochi giorni si riesce a distinguere chi ride e chi piange, chi probabilmente ha  cominciato il litigio, chi ha nascosto i giocattoli, chi si sente triste e chi si sente escluso.  La giornata inizia fin dalle sei quando i più mattinieri scivolano in giardino in cerca di manghi, altri si avventurano nella stanza polifunzionale per essere i primi a giocare con il Nintendo;  altri aspettano in silenzio di sentire un movimento nella stanza dove dormo con mia sorella per chiedere di giocare con il mio ipad.  I giorni alla spiaggia sono stati memorabili e per andare tutti abbiamo affittato un pulmino oltre a quello che abbiamo a Diquini.  Nessuno è rimasto a casa, tutti hanno vissuto l’avventura del mare, anche i più piccini di 9 mesi hanno assaggiato l’acqua salata del mare sguazzandoci  nei loro costumini colorati.

L’aumento del numero di bambini ospitati adesso non ha cambiato l’atmosfera familiare che è il cuore stesso de “La Maison”.  Philippe e Marie Carmel continuano ad essere il papà e la mamma amorevoli per tutti i bambini.  I loro diversi ruoli nell’ organizzazione giornaliera permettono lo svolgersi tranquillo della vita, ma la necessità di avere qualcun altro per alleviare il peso degli infiniti bisogni dell’orfanotrofio sta diventando urgente e imperativa.  Mia sorella ed io siamo riuscite a trascinarli via per un weekend, per celebrare il 60° compleanno di Philippe e speriamo che si rendano conto che meritano di prendere ogni tanto un po’ di tempo lontano dai bambini per riprendere le forze, avendo fiducia che i semi di responsabilità  impiantati nei ragazzi più grandi e nei sorveglianti possano dare frutto.

Di sera, dopo cena, quando i bambini si siedono a guardare un film è il momento per noi di parlare della giornata trascorsa.  Io spesso mi informo sull’ambiente familiare di alcuni dei bambini e sulle loro vicende in modo da capire meglio il loro comportamento e la loro personalità.  Sentire le loro storie di abbandono e di abusi all’interno e all’esterno della famiglia spezza il cuore pensando a quanto queste giovani vite abbiamo già sofferto.  Stupisce vedere come possano riuscire comunque ad andare avanti e a fare bene a scuola, a crescere come individui.  I loro sorrisi e il loro atteggiamento positivo raccontano una storia di speranza racchiusa nei rapporti d’affetto con gli altri bambini e nelle cure amorevoli di Phil e Ti Cam.

Vedendoli crescere riconosciamo I loro diversi bisogni, fra poco cominceranno I lavori per la costruzione di una ulteriore stanza per ospitare le ragazze adolescenti che meritano uno spazio un po’ più privato.  Stiamo esaminando le future possibilità di studio di questi bambini e ragazzi, e il modo di aiutarli ad integrarsi nella società come cittadini produttivi.

Andando in giro per la città l’atmosfera è serena, tutti parlano al cellulare come in ogni altra città del mondo,  si notano i notevoli sforzi fatti per tenere la città pulita con frequenti raccolte dell’immondizia.  Ci sono festival, musica e la sensazione che le cose stiano cambiando e che la gente stia riguadagnando l’orgoglio perduto e la speranza per il futuro.

Lasciare la casa famiglia è sempre molto difficile per me;  lascio mio fratello e Ti Cam e tutti i nipoti con i quali ho condiviso infinite ore di interazione.  Lascio anche mia sorella che riparte per la California da dove quest’anno ci ha raggiunti a Diquini.  Quando me ne vado li bacio ad uno ad uno e ho una parola per ognuno perché voglio che si rendano conto di quanto importanti siano per me come individui.  Me ne vado con il cuore colmo di emozione ma anche di senso di perdita e di vuoto.  Mi consola pensare che la mia famiglia e il mio lavoro è qui, a condividere le innumerevoli storie dei bambini, a mantenere i legami con i donatori e a passare parola così che chi ascolta continui ad essere parte della storia de La Maison des Petits de Diquini.

Pascale

La maison des petits de Diquini- Haiti

pdflettera_dicembre_2013_Haiti

Haiti: La Maison des Petits de Diquini, settembre 2012

Cari amici,
Pascale Salomon, socia della nostra associazione, è la sorella del “papà” de La Maison des Petits de Diquini.  Pascale vive a Roma da molti anni e lavora alla Ambrit International School dove ha a lungo organizzato proprio la scuola dell’infanzia.  Nell’estate del 2010, pochi mesi dopo il terremoto ha passato  il mese di agosto all’orfanotrofio portando il suo contributo non solo di esperta educatrice ma anche di persona ricca di grande umanità e affetto, e quest’anno ha ripetuto la visita, sempre durante il mese di agosto.  Vi allego la sua lettera che ci dà gioia e speranza. Vorrei solo aggiungere che in questi ultimi giorni abbiamo finanziato l’installazione  dei pannelli solari che forniranno energia pulita all’orfanotrofio, con ridottissimi costi di esercizio, e anche questo intervento, curato da Roberto, ci sembra un bel traguardo.  Grazie a tutti voi.

Franca

Cari amici
Sono tornata da qualche settimana da Port au Prince e gli amici si complimentano ancora per la mia serenità, il mio sorriso, la ritrovata speranza che ispirano anche questa lettera.
Prima di tutto devo dire che tornando in Haiti mi ero preparata al panorama di tende, disperazione e povertà generalizzata così evidenti quando ero partita due anni fa, sei mesi dopo il terremoto, dopo un soggiorno di un mese.  E’ stata una piacevole sorpresa notare mentre mi avvicinavo a Diquini che non c’erano più tende nelle strade né la devastante distruzione delle case, né le immagini di disperazione del dopo terremoto.  Ci sono invece segni di ricostruzione ovunque e c’è nell’aria la speranza di gente pronta a ripartire per nuovi orizzonti.

Molto sinceramente, ho visto con gioia che c’è un comune sentimento di orgoglio che non solo sottolinea la capacità di resistenza e ripresa di questo paese, ma anche una diffusa speranza in un possibile cambiamento e rinnovamento.  L’obiettivo fondamentale del nuovo presidente è l’istruzione, e poi un impulso al turismo, un incoraggiamento all’orgoglio per le bellezze del paese.  C’è anche una grande campagna verso la promozione dell’agricoltura locale per limitare le importazioni e valorizzare quello che il paese può produrre.
Al mio arrivo, con mia grande sorpresa,  i bambini, anche i piccoli ricordavano  la “zia” che avevano visto due anni prima.  Sono stata circondata da abbracci e baci e sbalordita dalla trasformazione dell’edificio dell’orfanotrofio.  Ci sono nuovi bagni,  stanze da letto con nuovi letti, corridoi e stanze dipinti di colori brillanti, e spazi creati apposta per loro, perché possano muoversi all’interno e all’esterno.  Il giardino è pieno di attrezzature per i loro giochi e l’allegria è nell’aria.
Dopo il mio arrivo, ogni giorno ho lavorato con loro organizzando attività non solo creative, ma anche divertenti per lo sviluppo delle loro abilità.  Sono stati giorni molto piacevoli, in cui i bambini hanno dipinto, ricomposto puzzles, cucito, giocato con la plastilina, si sono misurati in mini-olimpiadi.   E presto ognuno si è distinto con il  proprio talento, la propria gioia della scoperta, la frustrazione con il lavoro d’ago, la sete di apprendere.  Solo dopo pochi giorni ho potuto distinguere la personalità di ognuno, nel riso e nel pianto, e scoprire con commozione che più davo più ricevevo.
Ho ammirato la genuina attenzione l’uno per l’altro, l’accettazione di responsabilità nell’espletamento dei loro compiti quotidiani, le preghiere pronunciate con rispetto prima e dopo ogni pasto, i loro sorrisi contagiosi, la loro gioia. Sono sicura che se li vedeste in una stanza piena di bambini non direste mai che la maggior parte di loro sono orfani e che le loro storie individuali,  storie di dolore e abbandono, sono parte di ciò che loro sono.
Il contributo della ONLUS italiana è stato fondamentale nel creare queste straordinarie condizioni ambientali per i bambini di Diquini.  Tanto si deve a  Roberto e Marie Louise che hanno iniziato il progetto,  a chi ha donato tempo,  professionalità risorse: l’Arch. Mario Rossi che ha studiato il  progetto di ristrutturazione,  Leslie Stephenson che l’ha realizzata, le associazioni  “Nico, i frutti del chicco”, MASCI,  Tracce, Eccomi, e  a tutti coloro che nonostante la grave crisi continuano a credere che il loro contributo possa fare la differenza.  Il nostro impegno andrà avanti, perché il processo innescato possa procedere, i bambini possano continuare ad andare a scuola, a vivere in modo sano in una atmosfera familiare, con l’amore e la dignità che meritano.
Questo mese passato a Diquini è stato per me più che mai di ispirazione e incoraggiamento a continuare a fare tutto il possibile per ognuno dei bambini, e spero che le mie parole e le poche immagini che allego siano di ispirazione e incoraggiamento anche per voi.

Grazie di cuore da parte di tutti e di ognuno a La Maison des Petits de Diquini.

Pascale
Settembre 2012

A pranzo con riso e fagioli

Giocando con le Winx

Papa Philippe consola il piccolino

Buon compleanno con le decorazioni fatte dai bambini

Pascale insegna a decorare

E i bambini sono molto interessati

Evviva, si parte per il picnic!

Haiti: La Maison des Petits de Diquini

I nostri amici Franca e Roberto dell’Associazione La Maison des Petits de Diquini ONLUS ci scrivono da Haiti il 15 aprile 2012 per aggiornarci dello stato di avanzamento dei lavori nell’orfanatrofio

Cari amici,
Le immagini possono essere spesso più eloquenti delle parole. Le poche foto che vi copiamo qui di seguito raccontano una storia di lavori che stanno per giungere al termine, di nuovi spazi interni, di nuovi infissi, nuovi letti a castello, nuovi lettini, di bambini sani e allegri perché la casa che li accoglie è molto migliorata in tutta la sua struttura, e Philippe e Marie Carmel riescono a dare loro il calore di una grande famiglia. Sappiamo che il rendimento scolastico, per chi va a scuola, è molto migliorato quest’anno, e anche questo ci sembra un segno di speranza

Un caro saluto,
Franca e Roberto

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