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Togo: banchi alle scuole elementari

 

L’allestimento dell’aula informatica ad Asrama, realizzata nel novembre 2013, ci ha messi in contatto con altri bisogni, soprattutto in ambito scolastico, della popolazione dei 55 villaggi che compongono il cantone di Asrama. In particolare, il Grand Chef, responsabile governativo di tutto il cantone, ci ha presentato un bisogno particolarmente urgente, che riguarda le scuole elementari di alcuni villaggi. Si tratta di aule-capanna con molti scolari e pochi banchi, per cui su ogni banco, lungo poco più di un metro, si devono stringere 4-5 bambini. Avendo noi avuto modo di constatare che si tratta di una necessità reale, ci siamo attivati per venire incontro alla richiesta del Gran Chef e abbiamo proposto alle scuole della valle di Susa, dove abitiamo, un progetto che prevede la fornitura di un quantitativo di 100 banchi alle scuole elementari più bisognose.

DSCF2563Si tratta di banchi in legno con sedile. Ogni banco è lungo m 1,20 ed è utilizzabile da 2-3 alunni. I banchi vengono costruiti da falegnami che lavorano nei villaggi dove hanno sede le scuole. Si preferisce acquistare banchi costruiti in loco per 2 motivi: 1) utilizzare risorse e manodopera locali, secondo quanto consigliato dai programmi di cooperazione internazionali, 2) l’invio dall’Italia di banchi e sedie ancora in buono stato, ma non più utilizzati, comporterebbe una spesa ingente per la spedizione (tramite container) e la dogana una volta arrivati in Togo. Inoltre il legno con cui vengono costruiti i banchi è legno prodotto in Togo, proprio nella zona di Asrama, ed è molto resistente all’acqua. Quest’ultima è una caratteristica importante, poiché, essendo i banchi collocati in aule-capanna, si possono bagnare facilmente durante la stagione delle piogge (da aprile a luglio).

La previsione di spesa, per 100 banchi, si aggira sui 3000 euro.

Il progetto è stato presentato ai Dirigenti dei distretti scolastici della valle di Susa, che ci hanno permesso di incontrare insegnanti e studenti per parlare della nostra attività in Togo, con particolare riferimento a questo progetto che interessa il mondo della scuola.

Da gennaio a maggio 2014 abbiamo realizzato 33 incontri in ambito scolastico: 12 incontri con presidi e docenti, singolarmente e/o nei Collegi-Docenti e 21 incontri, in vari Istituti scolastici, con gli studenti. Abbiamo incontrato 3 Licei, 3 Scuole Medie, 10 Scuole Elementari e 5 Scuole Materne, impiegando 42 ore in totale in questa attività, che si è rivelata interessante e costruttiva anche per noi.DSCF2601

Durante questi incontri abbiamo presentato agli studenti immagini di vita quotidiana e scolastica dei loro coetanei che vivono e studiano nei villaggi della foresta del Togo. Abbiamo notato con piacere un grande interesse da parte dei ragazzi, che si sono poi attivati, insieme agli insegnanti, realizzando attività sportive, banchetti di oggetti costruiti da loro stessi, spettacolo per genitori ed amici

Finalmente, il giorno 20 Agosto 2014  ad Asrama c’è stata la consegna ufficiale dei banchi, che poi sono stati distribuiti nelle classi elementari di 4 villaggi, in base alle necessità più impellenti. C’erano tutti: il Grand Chef col suo segretario, il direttore scolastico, i capi-villaggio, il responsabile della gendarmeria. Ognuno di loro ha preso la parola per ringraziare dei 100 banchi, ormai tutti finiti e in bella mostra, sottolineando DSCF2603l’apprezzamento per il lavoro svolto da insegnanti e studenti italiani, che hanno dato una mano per permettere che in alcune scuole di Asrama i bambini possano finalmente sedersi in 3 per banco, anziché 5-6, e così scrivere più agevolmente. I banchi sono stati costruiti esattamente come descritto nel progetto da falegnami che vivono e lavorano nei villaggi e che da questo progetto hanno ottenuto, assieme ai commercianti che hanno venduto il legname, un piccolo ma importante reddito.

Alla fine della cerimonia c’è stato uno scambio di disegni tra bambini delle scuole DSCF2591materne, italiani (che ci avevano consegnato prima della partenza i loro disegni) e togolesi (che hanno fatto i loro disegni seduti sui banchi nuovi). Il Grand Chef e il direttore scolastico, dopo averci consegnato le lettere di ringraziamento da portare nelle scuole italiane, che hanno partecipato al progetto, ci hanno pregato di continuare la collaborazione, aiutandoli a costruire ed allestire un centro culturale con annessa biblioteca, per offrire un supporto didattico alla formazione scolastica dei ragazzi del cantone di Asrama, che sono totalmente privi di qualsiasi materiale scolastico.

Si tratta indubbiamente di un progetto un po’ ambizioso, ma ormai siamo certi di poter contare sulla collaborazione degli amici del MASCI e delle scuole della valle di Susa, a cui va il ringraziamento nostro e della popolazione dei villaggi di Asrama.

14 settembre 2014

Ciro e Anna Cirillo

Raccolta salvadanai

salvadanai 8 nov

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno potuto partecipare domenica 8 all’iniziativa, nonostante la sala fosse piena non tutti i nostri sostenitori sono presenti pertanto la somma raccolta è  provvisoria dovendo essere incrementata dal contenuto dei salvadanai  non consegnati .

8 nov salvadanai
Per partecipare alla iniziativa o continuare a sostenerla mandare una email o contattare Cristina Maccone cel.3479048934 email:cristina.maccone@fastwebnet.it

Raccogliamo i salvadanai

Cari amici,

In Burundi le scuole sono appena iniziate nonostante la situazione di crisi politica del Paese e  i nostri amici dell’Associazione Scout del Burundi ci assicurano che faranno di tutto per continuare a seguire il progetto garderies e assicurare il pasto giornaliero ai 1500 bambini degli asili.

Siete invitati

 Domenica 8 novembre h.17,00 al teatro della parrocchia S. Maria Maddalena de’ Pazzi Largo Vicarelli – Roma

Raccoglieremo i salvadanai che avete ricevuto per l’iniziativa  “con 20 centesimi al giorno invito a pranzo un bambino”

Assisteremo insieme alla proiezione di un bel film: DIFRET – il coraggio per cambiare, prodotto dalla sempre più impegnata sul piano sociale Angelina Jolie. Il film ,ambientato in Etiopia e tratto da una storia vera ,racconta la battaglia difficile di una ragazza coraggiosa contro i pregiudizi maschilisti in una società intrisa di tradizioni e abitudini arcaiche

                     Invitate a partecipare anche i vostri parenti ed amici.

Seguirà un aperitivo.

Nell’attesa di un vostro riscontro, vi mandiamo un caro saluto.

Cristina Maccone                                                      Carlo D’Andria

Cell. 347.9048934                                                     Cell. 335.6875462

cristina.maccone@fastwebnet.it                               carlo.dandria@gmail.

clicca per vedere la locandina

Una “Merenda” …. per il Togo

Il 6 maggio le Scuole Medie di Bussoleno (TO) hanno dedicato una giornata di scuola alla solidarietà. L’obiettivo era il progetto “un posto per leggere” dell’Associazione TENGO AL TOGO, che fa parte di ECCOMI dal 2010.

Già lo scorso anno le Scuole Medie di Bussoleno con numerose altre scuole della Valle di Susa hanno sostenuto la fornitura di 100 banchi per le scuole più bisognose del cantone di Asrama in Togo. Quest’anno si tratta di sostenere la costruzione di una piccola biblioteca per dare la possibilità agli studenti e agli insegnanti togolesi di utilizzare materiale scolastico, soprattutto libri, di cui sono totalmente privi.

Il tema della giornata è stato il cibo, del quale ha parlato un docente di scienze dell’alimentazione del Formont, che è un Istituto di formazione professionale per cuochi e operatori di sala bar della Valle di Susa. L’insegnante ha parlato del cibo sottolineando l’importanza di conoscere bene ciò che mangiamo e dando alcune informazioni pratiche per una corretta alimentazione.

Togo_cena1A seguire una buonissima merenda offerta dal Direttore del Formont, preparata e servita dagli alunni delle prime due classi dell’Istituto stesso.

 

 

 

Gli alunni della ScuolaMedia avevano preparato graziosi segnalibro e piccoli

Togo_cena2 manufatti che hanno messo in vendita per genitori e amici. Il ricavato si è aggiunto a quello della merenda… tutto per le scuole del Togo!

 

 

 

Le ultime due ore della mattinata sono state allietate dai giovanissimi allievi della Scuola di Ballo Latino-americano EL DIABLO LATINO, che ci hanno dimostrato, con la loro bravura e simpatia, come anche la danza aiuta a crescere e ad essere solidali con gli altri.

BAGNA CAUDA per i progetti in Togo

UNA “BAGNA CAUDA” PER IL TOGO

BAGNA CAUDA 1

 Il 7 febbraio 2015 la comunità MASCI “SEMPRE PRONTI”di Buttigliera Alta (Piemonte) ha organizzato una simpatica “Bagna Cauda” nei locali dell’Oratorio parrocchiale.

Alla serata hanno partecipato, tra grandi e piccoli, più di 200 persone.

Prima di iniziare la cena, abbiamo parlato brevemente della nostra attività inBAGNA CAUDA 2 Togo nell’ambito dei progetti di Tengo al Togo, che ormai, dopo 7 anni, coinvolgono, nel cantone di Asramà, sia la sanità sia la scuola.

Il ricavato della serata destinato a Tengo al Togo è stato di ben 800 euro.

Ringraziamo di cuore la Comunità di Buttigliera, che ha dedicato, anche quest’anno, tante ore di lavoro per la preparazione di due pentoloni di Bagna Cauda (per chi non lo conosce, si tratta di un piatto tipico piemontese a base di aglio e acciughe, che si accompagna a varie verdure cotte e crude), non facendo mancare neanche la pasta… per gli intolleranti all’aglio…e i cappelletti in brodo per tutti…

BAGNA CAUDA 3

 

Vogliamo ancora ricordare che la comunità di Buttigliera ha dato un grande sostegno alla realizzazione dell’aula informatica ad Asrama. Di questo progetto, che sta per essere completato con una stampante/fotocopiatrice, è stato promotore e realizzatore sul campo Cristiano Rigon, socio di questa comunità MASCI che, come dice il nome che si è data, è sempre pronta a dare una mano nel campo della solidarietà.

Ciro e Anna

Giornata del salvadanaio

immagine salvadanaio

 Cari amici e sostenitori di scritta eccomi2

riprendiamo con rinnovato entusiasmo le attività di sostegno ai nostri progetti.

Un progetto che da vari anni sosteniamo è quello delle “garderies”: 1500 bambini distribuiti in 9 scuole nelle aree più povere del Burundi possono frequentare la scuola materna e ricevere un pasto caldo (riso e fagioli), che per moltissimi è l’unico della giornata.

Tutto questo grazie ad   scritta eccomi2   e al vostro aiuto.

Il pasto di un piccolo burundese costa 20 centesimi, sì avete letto bene.

Per noi è una cifra irrisoria. Per il piccolo burundese è la sopravvivenza.

E’ un progetto importante che ci impegna davvero molto nel reperire le risorse necessarie e nel gestire insieme agli Scout del Burundi l’attività educativa e la distribuzione dei viveri nelle varie scuole raggiungibili con molta fatica spesso dopo ore di viaggio su strade sterrate. Ma siamo però molto, molto contenti perché non solo le famiglie dei bambini ma anche l’Unicef hanno dimostrato grande apprezzamento dei risultati e delle modalità con cui viene gestito il progetto.

Eccomi ha lanciato due anni fa la campagna del SALVADANAIO consegnando ai tanti amici che con affetto ci seguono un salvadanaio con l’invito a mettervi ogni giorno i 20 centesimi del pranzo di un piccolo burundese.

Con l’apertura dei salvadanai effettuata lo scorso anno abbiamo raggiunto la cifra di 8.075.euro che ci ha molto aiutato nel sostenere il costo complessivo del progetto che supera i 40.000 euro.

La consegna dei salvadanai è avvenuta il 25 Ottobre giorno in cui, come ricorderete,   scritta eccomi2 ha organizzato lo spettacolo teatrale, veramente divertente, “Avviso di sfratto” di Silvana Servetti, messo in scena dalla “Compagnia Stabile del Teatro Aurelio” .

Siamo fiduciosi che parteciperete numerosi alla campagna del salvadanaio e nel ringraziarvi di cuore della vostra amicizia e del vostro sostegno  ricordiamo che potete ricevere il salvadanaio direttamente a casa vostra, sarà nostra cura farvelo pervenire, contattando  Carlo D’Andria: 335.6875462 carlo.dandria@gmail.com ) o scrivendoci (clicca qui)

Notizie dell’orfanotrofio in Haiti

Pascale Salomon, la sorella di Philippe, ha passato il mese di agosto nell’orfanotrofio in Haiti che il Masci ha sostenuto con Eccomi nel 2010, anno in cui ci fu il terribile terremoto.

Questa è la lettera che ci ha mandato:

HAITI 2014

LA MAISON DES PETITS DE DIQUINI

Ho dovuto aspettare qualche giorno prima di scrivere questa lettera perché scriverla significa per me aprire la scatola dei tesori delle memorie condivise con i bambini.  Mentre ricomincia il mio lavoro con i bambini a scuola posso finalmente aprire la scatola e condividere con voi amici l’incredibile esperienza che mi ha riempito il cuore, mi ha dato speranza e ha rinnovato il senso del mio impegno.

L’arrivo a Diquini è sempre travolgente, i bambini aspettano ansiosamente, circondano l’auto, sono pronti a baciarti e abbracciarti e non vedono l’ora di accoglierti nuovamente nella loro vita.  I nuovi bambini seguono, alcuni guardano con sospetto questa “zia” di cui tutti parlano;  osservano in disparte e alla fine si uniscono al coro da lontano.

Dopo un bicchiere di succo fresco e delizioso si aprono le valige e un’ora dopo stiamo tutti ad infilare perline, a fare braccialetti e a provare alcuni dei nuovi giochini.  Quest’anno non avrei potuto lavorare efficacemente senza l’aiuto dei capitani di squadra Steevenson, Domino, Richnard, Yvekesline e Singer.  Ognuno di loro ha scelto un gruppo di bambini di età tra i 3 e i 10 anni, con i quali ha lavorato, guidando ciascuno nelle diverse attività.

Quest’anno eccezionalmente è arrivato anche un gruppo di 10 scouts francesi che avendo sentito del progetto di Diquini da Roberto e Ombeline  ha raccolto i fondi per il viaggio con l’aiuto del comune di Versailles, ha piantato le tende nel terreno della nostra casa famiglia, portando un significativo contributo di idee e vitalità.

Ispirati dai numerosi programmi televisivi di cucina abbiamo pensato di  aggiungere  questo tipo di attività al repertorio di piccoli lavori di artigianato che già facevamo.  Mentre io insegnavo ai bambini a fare crostate, biscotti decorati di zucchero e pizza, mia sorella si dedicava ad insegnare alla cuoca nuove ricette da aggiungere al menu quotidiano.

Adesso ci sono 39 bambini nella famiglia e ogni giorno è riempito dalle  richieste e dai bisogni di ognuno di loro.  Come in ogni famiglia le diverse personalità interagiscono, si discute, si litiga, si piange e si fa pace prima di andare a dormire.  Dopo solo pochi giorni si riesce a distinguere chi ride e chi piange, chi probabilmente ha  cominciato il litigio, chi ha nascosto i giocattoli, chi si sente triste e chi si sente escluso.  La giornata inizia fin dalle sei quando i più mattinieri scivolano in giardino in cerca di manghi, altri si avventurano nella stanza polifunzionale per essere i primi a giocare con il Nintendo;  altri aspettano in silenzio di sentire un movimento nella stanza dove dormo con mia sorella per chiedere di giocare con il mio ipad.  I giorni alla spiaggia sono stati memorabili e per andare tutti abbiamo affittato un pulmino oltre a quello che abbiamo a Diquini.  Nessuno è rimasto a casa, tutti hanno vissuto l’avventura del mare, anche i più piccini di 9 mesi hanno assaggiato l’acqua salata del mare sguazzandoci  nei loro costumini colorati.

L’aumento del numero di bambini ospitati adesso non ha cambiato l’atmosfera familiare che è il cuore stesso de “La Maison”.  Philippe e Marie Carmel continuano ad essere il papà e la mamma amorevoli per tutti i bambini.  I loro diversi ruoli nell’ organizzazione giornaliera permettono lo svolgersi tranquillo della vita, ma la necessità di avere qualcun altro per alleviare il peso degli infiniti bisogni dell’orfanotrofio sta diventando urgente e imperativa.  Mia sorella ed io siamo riuscite a trascinarli via per un weekend, per celebrare il 60° compleanno di Philippe e speriamo che si rendano conto che meritano di prendere ogni tanto un po’ di tempo lontano dai bambini per riprendere le forze, avendo fiducia che i semi di responsabilità  impiantati nei ragazzi più grandi e nei sorveglianti possano dare frutto.

Di sera, dopo cena, quando i bambini si siedono a guardare un film è il momento per noi di parlare della giornata trascorsa.  Io spesso mi informo sull’ambiente familiare di alcuni dei bambini e sulle loro vicende in modo da capire meglio il loro comportamento e la loro personalità.  Sentire le loro storie di abbandono e di abusi all’interno e all’esterno della famiglia spezza il cuore pensando a quanto queste giovani vite abbiamo già sofferto.  Stupisce vedere come possano riuscire comunque ad andare avanti e a fare bene a scuola, a crescere come individui.  I loro sorrisi e il loro atteggiamento positivo raccontano una storia di speranza racchiusa nei rapporti d’affetto con gli altri bambini e nelle cure amorevoli di Phil e Ti Cam.

Vedendoli crescere riconosciamo I loro diversi bisogni, fra poco cominceranno I lavori per la costruzione di una ulteriore stanza per ospitare le ragazze adolescenti che meritano uno spazio un po’ più privato.  Stiamo esaminando le future possibilità di studio di questi bambini e ragazzi, e il modo di aiutarli ad integrarsi nella società come cittadini produttivi.

Andando in giro per la città l’atmosfera è serena, tutti parlano al cellulare come in ogni altra città del mondo,  si notano i notevoli sforzi fatti per tenere la città pulita con frequenti raccolte dell’immondizia.  Ci sono festival, musica e la sensazione che le cose stiano cambiando e che la gente stia riguadagnando l’orgoglio perduto e la speranza per il futuro.

Lasciare la casa famiglia è sempre molto difficile per me;  lascio mio fratello e Ti Cam e tutti i nipoti con i quali ho condiviso infinite ore di interazione.  Lascio anche mia sorella che riparte per la California da dove quest’anno ci ha raggiunti a Diquini.  Quando me ne vado li bacio ad uno ad uno e ho una parola per ognuno perché voglio che si rendano conto di quanto importanti siano per me come individui.  Me ne vado con il cuore colmo di emozione ma anche di senso di perdita e di vuoto.  Mi consola pensare che la mia famiglia e il mio lavoro è qui, a condividere le innumerevoli storie dei bambini, a mantenere i legami con i donatori e a passare parola così che chi ascolta continui ad essere parte della storia de La Maison des Petits de Diquini.

Pascale