Togo: Illuminazione centro medico

In occasione dell’ultimo viaggio in Togo, ad agosto 2014, che aveva come obiettivo principale un “campo di animazione” rivolto ai bambini del cantone di Asrama, abbiamo inaugurato ufficialmente anche l’illuminazione del Centro Medico (CMS) del cantone stesso.

DSCN3227Tale progetto, finanziato lo scorso anno, comprende: 30 punti luce, 2 batterie, un inverter, 4 pannelli solari, una presa di corrente, ad uso esclusivo del responsabile sanitario del centro medico, per la connessione internet. Il centro medico (CMS) è composto da 2 padiglioni. Il primo comprende: un ambulatorio con sala accettazione, sala visite e sala degenza temporanea, un laboratorio e una farmacia. Il secondo comprende la maternità con sala accettazione, sala visite, sala travaglio, sala parto e sala degenza.

Tutti questi locali sono stati illuminati con 1 o 2 lampadine da 12 volt.

In occasione della nostra presenza, anche come rappresentanti di ECCOMI, le DSCN3236autorità sanitarie e civili responsabili del centro medico di Asrama hanno voluto manifestare la loro gratitudine con una cena e una cerimonia ufficiale di ringraziamento alla nostra Associazione. Alla cena, molto conviviale e con menu tutto togolese, abbiamo partecipato in 20 persone. Poi sono state accese tutte le luci e noi abbiamo percorso tutti i locali illuminati. Alla fine della cerimonia ci sono state ancora parole di ringraziamento da parte delle autorità presenti e del parroco della parrocchia di Asrama. Noi, da parte nostra, abbiamo espresso la soddisfazione nostra e di tutta l’Associazione ECCOMI per la buona riuscita del progetto con l’impegno a continuare, nei limiti del possibile, la collaborazione con le strutture sanitarie e scolastiche del cantone di Asrama.

12 settembre 2014

                                            Ciro e Anna Cirillo

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Generatore per Bosobe

Ospedale di Bosobe in Congo

C’è voluto molto tempo ma finalmente le apparecchiature ottenute gratuitamente dall’ospedale di Ascoli sono arrivate a Bosobe ed anche i tecnici, che volontariamente le monteranno, sono disponibili. Ora è necessario risolvere un altro problema: fornire energia elettrica per il funzionamento di tutte le attrezzature.

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non dispone della somma necessaria per l’acquisto di un generatore (prog.gen Bosobe 2015) e chiede pertanto aiuto a tutti, soci e sostenitori, per poter, anche in parte, contribuire alla richiesta della ONG “Centre Nutritionnel Lisungi”.

Siate generosi!ospedale Bosobe

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Racconto di viaggio: dal 9 al 23 novembre 2013 in TOGO

DSCN2400La povertà, causa prima della maggior parte delle malattie che affliggono i paesi a basso reddito, è anche, se non soprattutto, povertà di mezzi di informazione e di comunicazione. Per questo motivo ci è stato chiesto di affiancare al progetto sanitario, che stiamo portando avanti in Togo ormai da quasi 6 anni, l’allestimento di un’aula per l’alfabetizzazione informatica, rivolta al settore sanitario e a quello scolastico. Gli amici che ci sostengono nei nostri progetti di aiuto all’Africa sono tantissimi, soprattutto in ambito associativo e questa volta è venuto a darci una mano Cristiano Rigon, esperto informatico. Cristiano, otre ad occuparsi della preparazione del materiale, si è fatto anche promotore di una campagna di sensibilizzazione, che, nel giro di un anno, ci ha permesso di partire per Lomè con tutto il necessario per allestire un’aula informatica dotata di 6 PC portatili. Nella settimana precedente il nostro arrivo ad Asrama si era già provveduto all’installazione di un dispositivo a pannelli solari per la fornitura dell’energia. Purtroppo laggiù nella brousse non arriva ancora l’elettricità!

aula inf. togoCiro e Cristiano sono stati in Togo dal 9 al 23 novembre. La prima settimana è stata dedicata all’allestimento dell’aula informatica. Ciò non è stato del tutto semplice, in particolare per problemi di rete, che rendevano a tratti difficile la connessione ad Internet. Nella seconda settimana ad Asrama Cristiano ha anche provveduto alla formazione di due insegnanti, permettendo loro di mettere in pratica le informazioni base, di cui finora avevano solo conoscenze teoriche. Questa formazione continuerà in rete dall’Italia.

Con Ciro e Cristiano è andato in Togo anche il farmacista che da 3 anni ci aiuta nel rifornimento dei farmaci, portando un quantitativo di farmaci per soddisfare le necessità dei prossimi 6-8 mesi: i farmaci antipertensivi per il progetto sull’ipertensione (avviato nell’aprile 2012) e i farmaci indispensabili per l’ambulatorio (antibiotici, polivitaminici, antiparassitari, antimalarici).

Il giorno dell’inaugurazione dell’aula informatica, che abbiamo chiamato “Cyber socio-informatique Francesco Cirillo”, la popolazione, rappresentata dai numerosi capi-villaggio, ha espresso la gioia e la riconoscenza per avere finalmente un mezzo che li avvicina un po’ di più al resto del mondo, ancora così lontano dalla loro realtà quotidiana.

La loro gioia ci ricompensa sempre della fatica fisica, della quale, in verità, abbiamo consapevolezza solo quando ci ritroviamo in aeroporto, nell’attesa dell’aereo che ci riporterà in Italia.

       Ciro , Anna Cirillo e Cristiano Rigon

Eccomi partnership progetto Bosobe

Eccomi è divenuta partnership del progetto  “Riattivazione dell’ospedale di Bosobe”.

Il tutto e nato dal MASCI Marche che, venuto a conoscenza del progetto della Onlus “ Centre Nutritionnel Lisungi”, teso alla riattivazione dell’ospedale di Bosobe nella repubblica democratica del Congo, ha cercato di inviare laggiù tutto ciò che era riuscito a procurare gratuitamente dalla dismissione di  parte delle apparecchiature dell’Ospedale di Ascoli.

Grazie  all’aiuto economico della ZEISS APPARECCHIATURE ELETTROMEDICALI sede di Milano, con cui ECCOMI Onlus è entrata in contatto, un container è partito dal porto di Ancona il quattro agosto arrivando a fine settembre nel porto internazionale di Matadi in Congo.

Una volta espletate le pratiche di sdoganamento da parte dei Cavalieri dell’Ordine di Malta  Eccomi finanzierà  il trasporto del container dal porto di Matadi  fino a Kinshasa e da Kinshasa a Bosobe, un viaggio di circa 1300 km.

All’arrivo a Bosobe ci sarà un gruppo di tecnici volontari provenienti dall’Italia che provvederanno al montaggio delle apparecchiature; un’altra associazione con cui il MASCI Marche è entrato in contatto finanzierà i biglietti aerei richiesti da questi volontari come unico contributo al completamento dell’opera.

Togo: luglio 2013

DSCN1724ULTIME NOTIZIE DAL TOGO

da  Anna e Ciro

Questa volta siamo tornati in Togo a luglio, in piena stagione di piogge monsoniche: al posto della polvere, che a febbraio ci colorava di rosso, abbiamo trovato il fango e le buche piene d’acqua a rallentare i nostri spostamenti nei villaggi. Pur con queste difficoltà, che offrono anche il risvolto positivo di farci vivere per un po’ di tempo quelle che sono alcune delle difficoltà quotidiane dei nostri amici togolesi, siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo proposti. Si trattava di affiancare e seguire il lavoro dei sanitari del centro medico di Tohouédéhoué, che, anche col vostro aiuto, sosteniamo ormai da 5 anni, e di valutare l’andamento del progetto sull’ipertensione avviato da un anno nel vicino centro medico statale di Asrama.

Poiché una parte dei ragazzi che frequentano la scuola di Padre Filippo  (per iDSCN1682 quali nel 2008 è stato avviato l’ambulatorio di Tohouédéhoué) erano in vacanza, c’era un po’ meno lavoro al centro medico e questo ci ha permesso di dedicare più tempo alla gente dei villaggi, soprattutto per quanto riguarda la sensibilizzazione nei confronti delle norme igienico-dietetiche e della cura della ipertensione. Abbiamo potuto seguire da vicino il lavoro dell’Assistente medico del centro sanitario statale, responsabile anche della gestione dei farmaci antipertensivi, che avevamo portato a novembre, nell’ambito della seconda fase del nostro progetto sull’ipertensione.

Nei vari incontri che abbiamo avuto con Chef Canton, responsabile dell’amministrazione dei 50 villaggi del cantone di Asrama, si è discusso dell’andamento, sostanzialmente positivo, del progetto sull’ipertensione, e ci è stato chiesto se si poteva realizzare l’aula informatica entro la fine del 2013, per permetterne l’utilizzo già durante l’anno scolastico 2013-2014. Sappiate che le aspettative per questo progetto sono veramente grandi! L’ultimo incontro ha visto anche la partecipazione di 32 capi dei villaggi coinvolti nel progetto sull’ipertensione, che ci hanno espresso la gratitudine della popolazione, unita alla richiesta di continuare ad aiutarli. Noi ci siamo sentiti in dovere di sottolineare che un progetto di aiuto, per essere veramente efficace, deve avere come obiettivo il raggiungimento, da parte dei fruitori, della capacità di continuare da soli sulla strada indicata, anche quando l’aiuto economico non potrà più essere fornito.

“Quando tornerete?” è stata la domanda che tutti ci ponevano al momento dei saluti prima della partenza. Anche se non avevamo ancora stabilito una data, a tutti abbiamo risposto: “presto”. E’ vero, torneremo presto in Togo.

Intanto, nell’ambito delle attività di sensibilizzazione/autofinanziamento, abbiamo in programma per il 4 ottobre, San Francesco, un incontro con Don Pierluigi, il sacerdote che è venuto con noi in Togo lo scorso novembre, e la sua comunità parrocchiale, per ringraziarli del sostegno economico che hanno fornito per 6 mesi a tre giovani togolesi (Claude che sta facendo un corso per diventare meccanico, Boris che frequenta l’ultimo anno di economia, Innocent che ha aperto un piccolo bar). Intendiamo regalare alla comunità parrocchiale di Don Pierlugi un bassorilievo in legno, lavoro di un artigiano togolese, che raffigura tre volti che pregano Dio che li aiuti a migliorare le loro condizioni di vita.

Togo: le ultime notizie

Una serata per ripercorrere i primi 5 anni

In molte culture vige la tradizione di piantare un albero quando nasce un bambino. Forse è per questo motivo che abbiamo pensato ad un albero come sfondo e simbolo della serata, dedicata a Francesco e al racconto dei nostri 5 anni in Togo.

sab 16-3-2012

Si tratta di un albero, il baobab, che rimanda immediatamente il pensiero alla savana africana. Dal baobab siamo partiti per raccontare la nascita dell’ambulatorio di Tohouédéhoué , destinato alla cura dei bambini che vivono nell’orfanatrofio e di quelli che vengono a scuola nella struttura costruita da Padre Filippo nella foresta del Togo.  L’allestimento e il funzionamento dell’ambulatorio  è stato ed è possibile grazie al sostegno economico dei numerosi amici che ci sono stati vicini fin dall’inizio e di quelli che abbiamo incontrato strada facendo. Tutto questo ha formato le radici dell’albero e ha permesso  anche a noi di “radicarci” un po’ in quella terra lontana, conoscendola meglio e scoprendo nuovi bisogni. Ne è nata una vera e propria rete di relazioni, che ha coinvolto altri amici, e che sta aggiungendo molti rami al nostro albero.

Rd_DSC_0377E’ stata una serata molto bella:  gli interventi degli amici, che collaborano al “progetto Togo”, sono stati intervallati da 3 fiabe africane, animate dai lupetti, e accompagnati da una musica africana dolce e suggestiva, la “ninna nanna del baobab”.

Rd_DSC_0353Il primo intervento è stato quello di Luigi, dell’associazione DONA CON AMORE  ( quella che ci ha fatto conoscere padre Filippo e la sua opera), che ha parlato delle adozioni a distanza dei bambini dell’orfanatrofio.

Poi Francesco Bosticardo, del MASCI, ha parlato di ECCOMI, la nostra onlus di riferimento, Cristiano ha presentato la possibilità di un progetto di informatizzazione di una scuola di Asrama (il cantone dove si trova il centro in cui operiamo), Mario ha parlato della sua esperienza di sostegno alla specializzazione in pediatria del giovane medico di Tohouédéhoué .  Hanno parlato ancora il farmacista che, ormai da 3 anni, provvede alla fornitura dei farmaci del nostro centro medico e un giovane togolese, che vive in Italia e collabora con un’associazione che si occupa di campi di lavoro per giovani  a Lomé.  Ha concluso la serata Don Pierluigi, il nostro ex-parroco, che è venuto in Togo con noi a novembre,  ed ha condiviso con tutti  la ricchezza di emozioni che ha portato con sé tornando in Italia.

Anna e Ciro Cirillo

UN GRAZIE ALLA SCUOLA MATERNA DI BARDONECCHIA.

IMG_8985ridAnche quest’anno, come fa ormai da 3 anni, la Scuola Materna di Bardonecchia (To), nella festa di fine anno, ha pensato anche al nostro progetto in Togo. Grazie all’interessamento sempre appassionato di Adriana Ugetti, del MASCI VALSUSA, che ha coinvolto tutto il personale della scuola, i bambini aiutati dalle maestre e dai genitori, hanno allestito un banchetto con tanti piccoli lavori (disegni, scatole dipinte di varie dimensioni, sacchetti di dolci, piccoli vasi di fiori, borse di stoffa dipinte, ecc), che facevano bella mostra di sé vicino al palco su cui si è svolto lo spettacolo.

Dopo lo spettacolo che ha visto la partecipazione di più di novanta bambini,IMG_9018rid che hanno animato varie simpatiche vicende del mondo dei puffi, mentre i bambini consumavano la meritata merenda, genitori, nonni, amici hanno acquistato con generosità, consegnandoci il ricavato per il nostro progetto in Togo. Grazie di cuore a tutti.

Anna e Ciro Cirillo

 

In luglio è programmata una “missione” in Togo, dove Ciro ed Anna contano di rimanere tutto il mese, per completare il progetto sull’ipertensione e vedere come prosegue l’attività sanitaria nell’ambulatorio di Padre Filippo al villaggio La Lumière. Al ritorno invieranno un resoconto di tutto ciò che hanno visto e fatto con i sanitari che stiamo sostenendo.

Zambia: cena con spettacolo di clown (29 giugno 2013)

solologoIl 29 Giugno invita tutti ad una cena con spettacolo di clown a San Nicolò di Celle, un paesino a 15 km da Perugia. Lo spettacolo è in collaborazione con il CESVOL la Pro Loco di San Nicolò e il gruppo di scout San Nicolò di Celle 1. Beneficiari del “raccolto” saremo noi “zambiani” e un gruppo di donne somale che vivono a Perugia e che hanno ottenuto l’asilo politico.

locandina cena cesvol

Ultime notizie dal Togo

da Anna e Ciro Cirillo

Abbiamo posto alcune domande al dottor Joseph Tohédé, il giovane medico togolese referente in loco del nostro progetto sanitario sull’ipertensione:

D. Ciao, Giuseppe, vuoi dirci qualcosa di te?

R. Volentieri. Mi chiamo Joseph Kossi Tohédé, Joseph è il mio nome di battesimo, Kossi (che significa in lingua ewe “nato di domenica”) è il nome che mi hanno dato i miei genitori alla nascita. Ho 31 anni e mi sono laureato in medicina nel 2011. Ho cominciato a lavorare al centro medico di Tohouédéhoué, quando questo è stato avviato, dopo l’allestimento, nel giugno 2008.

D. Quali sono le difficoltà che hai incontrato?

R. Si trattava della mia prima esperienza di lavoro ed ero un po’ emozionato. Per un mese circa, ho lavorato con Anna, poi da solo con la collaborazione di un tecnico di laboratorio e di un’infermiera, che si occupava anche della farmacia. Procedendo a visite sistematiche, ho valutato lo stato di salute dei circa 850 bambini, ragazzi e insegnanti dell’orfanatrofio e della scuola del Villaggio La Lumière, costruito da Padre Filippo.

D. Quali sono le malattie più diffuse?

R. Soprattutto gli attacchi di malaria, più o meno gravi, e le parassitosi intestinali nei bambini più piccoli. Questa è una zona ad alta incidenza di malaria, in particolare nei mesi delle piogge. Le parassitosi intestinali sono provocate dall’acqua non potabile. Sono abbastanza numerosi i bambini che presentano segni clinici di anemia e ipovitaminosi. Talora, durante le ore di scuola, capita che un bambino, soprattutto tra quelli provenienti dai villaggi, si senta male: quasi sempre si tratta di ipoglicemia, causata da un’alimentazione insufficiente.

D. Quale è stata la tua attività durante il primo anno di lavoro al centro?

R. Con gli altri operatori sanitari del centro abbiamo fatto, nei villaggi circostanti, una campagna di sensibilizzazione sull’igiene e la prevenzione delle principali malattie infettive e messo in atto un trattamento antiparassitario intestinale sistematico sui bambini dai 5 ai 24 mesi.

D. Perché hai interrotto il tuo lavoro al Centro?

R. Nel luglio 2009 sono tornato a Lomé, alla Facoltà di Medicina, per preparare la mia tesi di laurea. Ho seguito per un anno i pazienti affetti da malaria ricoverati in ambito ospedaliero, analizzando, nella tesi, gli aspetti epidemiologici, diagnostici e terapeutici di questa malattia, che rappresenta nel mio paese una delle più importanti cause di morbilità e mortalità, soprattutto nelle donne in gravidanza e nei bambini sotto i 5 anni. Purtroppo, per motivi burocratici ed economici (nelle nostre università si deve pagare tutto, persino l’affitto dell’aula in cui si presenta la tesi di laurea) sono riuscito a sostenere l’esame finale di laurea solo il 5 maggio 2011, ma ce l’ho fatta a diventare dottore in medicina!

D. Che ci dici del progetto sull’ipertensione?

R. E’ stata un’ottima opportunità che Anna e Ciro hanno offerto a me per ritornare a fare il medico nella brousse, e alla popolazione dei villaggi per cominciare ad acquisire consapevolezza di un problema sanitario che sta assumendo sempre maggiore importanza in Africa: le malattie cardio-vascolari, di cui l’ipertensione e il diabete rappresentano i principali fattori di rischio. Da febbraio a luglio 2012 ho condotto un dépistage su ipertensione e iperglicemia in 20 villaggi del cantone di Asrama. Con la collaborazione dell’assistente medico del centro sanitario di Padre Filippo e dell’assistente medico del centro sanitario dello stato, ci siamo recati nei vari villaggi secondo un calendario prestabilito e concordato con i capi villaggio. Abbiamo visitato 3855 persone di età compresa tra 16 e 93 anni, controllando a ciascuno pressione arteriosa e glicemia al dito. Abbiamo riscontrato un’incidenza di ipertensione del 10% circa e di iperglicemia dell’1,5%. La popolazione ed i capi-villaggio hanno apprezzato molto questo nostro intervento sanitario, anche perché più del 70% della popolazione risultata ipertesa non aveva mai controllato la pressione. Per quanto riguarda il trattamento dell’ipertensione e del diabete, trattandosi di malattie croniche, deve durare tutta la vita. Questo risulta di difficile attuazione, perché molto costoso e non sostenibile economicamente dalla maggior parte delle persone. Abbiamo quindi accolto con gioia il ritorno a novembre di Anna e Ciro, che, grazie all’aiuto dell’amico farmacista, ci hanno portato un quantitativo di farmaci antipertensivi per trattare per un periodo di 6-8 mesi i circa 100 pazienti risultati ipertesi gravi. Questi verranno rivalutati e presi in carico nel Centro Medico Statale, che ha ricevuto ufficialmente i medicinali nella figura dell’assistente medico che gestisce l’ambulatorio e sotto la responsabilità del direttore sanitario dell’ospedale di riferimento.

D. Qual è il tuo ruolo in questa seconda fase del progetto?

R. Un giorno alla settimana verrò a controllare come procede l’attività clinico-terapeutica, raccogliendo i dati, che saranno oggetto di un rapporto finale che invierò, oltre che ad Anna e Ciro, anche al referente del ministero della sanità togolese per le malattie non trasmissibili, il Dr Agoudavi. Per quanto mi riguarda voglio ancora ringraziare tutti gli amici italiani, che, attraverso Anna e Ciro, mi hanno permesso di iniziare a Lomé la specializzazione in pediatria, che mi permetterà di curare meglio i piccoli pazienti, che, in Togo, come nel resto dell’Africa, sono i più esposti alle malattie, soprattutto infettive.

D. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

R. Finire la specializzazione in pediatria con la speranza di poter aprire un ambulatorio pediatrico. Purtroppo in Togo le possibilità di lavoro sono pressoché inesistenti per tutte le professioni…ma, come mi hanno insegnato in Seminario, dove ho fatto il Liceo, bisogna sempre avere fiducia in Dio…

D. Prima di salutarci, ci vuoi dire tre cose belle del tuo paese, il Togo?

R. La pace, l’ospitalità, il mare.

Siamo d’accordo con te. A presto e buon lavoro.

Lomé, 16 novembre 2012

Nahisubije

Nahi, la bimba cieca batwa, e Reverien, il suo accompagnatore, arrivano all’alba di venerdì 18. Che gioia!!!!! Un pezzo del miracolo, come dice Claudina, è avvenuto. Ora tocca a noi qui darci da fare perché il soggiorno dei due nostri amici sia piacevole e non si sentano soli. L’associazione  Ali di scorta li ospiterà in un suo appartamento di accoglienza in via trionfale 8477. La bimba ha la visita lunedì al Gemelli e se non la ricoverano sarà necessario stare loro molto vicino e soprattutto Nahi ha bisogno di mani dolci femminili. Dobbiamo in qualche modo organizzarci e quindi tutti si devono sentire coinvolti, soprattutto se sanno il francese: diamoci una mano

Nahi a Roma

I nostri amici, simpatizzanti e frequentatori del sito sanno di Nahi, una bambina di 8 anni , che, caduta nella fossa settica del villaggio e rimastavi per un pò di tempo, ha riportato forti infezioni ed ha perso la vista.

Finalmente è arrivata a Roma accompagnata da Reverien e scortati da Lina, una suora amica di Claudina che ha viaggiato con loro aiutandoli in tutto. Cristina li prende in carico e dietro la macchina di Agostino, il presidente di Ali di scorta l’associazione che ha fornito loro un alloggio, si avviano verso via Trionfale 8477 per raggiungere l’appartamento dove saranno ospitati. Nahi si addormenta ma Reverien, anche se stremato guarda attonito: è la prima volta che esce dal Burundi e mette piede in una città come Roma!

Chi ha incontrato Nai in Burundi e qui a Roma ha provato emozioni fortissime. Un motivo è che ci si rende conto di aver di fronte una bambina che fa parte del mondo di coloro che non hanno assolutamente nulla, ma assolutamente nulla in termini di beni.
Lei non ha neanche la vista. Non è facile, nel nostro mondo, incontrare persone così.

Quando però la si incontra,  si conosce una bambina estremamente intelligente, che impara subito parole italiane, che ride di cose anche piccole ( l’altalena, lo scivolo, la radio, una albicocca …) che canta, parla, ti chiama… è incredibile ma sembra od è felice.

Nahi è stata operata Allegra e felice come sempre ha aspettato con pazienza il suo turno. Pare che la pazienza l’abbia persa solo in sala operatoria e questo ce lo faremo raccontare da Reverien che le è stato molto vicino.

L’intervento di ‘simblefaron’ (termine tecnico che indica la cicatrizzazione della congiuntiva palpebrale con quella corneale) è stato lunghissimo.

Finalmente la visita!

E’ stata portata in sala operatoria alle 11,15 circa e i chirurghi che  hanno operato sono usciti dopo le 2,30. Se tutto va bene e non si formano altre aderenze, se …, se …, la visione con questo occhio destro le permetterà di orientarsi e riconoscere alberi, persone e cose ma senza una visione distinta poiché anche la cornea è opaca. NON E’ POCO!!! Forse ci illudevamo che potesse essere fatto di più ma questo è già TANTO e in seguito …. chissà! Forse potrà essere scollato anche l’altro occhio  ma per ora si vuole vedere come reagisce il destro.

Oggi esce dall’ospedale e lunedì avrà il primo controllo: VEDRA’ QUALCOSA?

Ti interessa saperne di più?  clicca qui.

Notizie su Nahi

Nahi e Reverien hanno passato una bella estate: al lago di Bracciano con Fabrizia, a Montopoli con Marina dell’associazione Mani Aperte, in campagna con Paola, a Leonessa con Carla, a Monte Porzio con Gianfranco e Marinella, a Brescia dalla mamma di Claudina.

Per i prossimi mesi, fino a dicembre saranno ospiti dell’associazione Kim in via di Villa Troili 46. E’ una casa di accoglienza dove vengono ospitati mamme con bambini del mondo che hanno bisogno di cure qui a Roma. In questo momento ci sono due bambini etiopi , una bambina del Kossovo, ed una piccola albanese  tutti con un tumore.

Intanto Nahi ha fatto tante nuove esperienze: la bicicletta, va come una pazza sull’altalena, è impazzita di gioia a fare il bagno al mare e in piscina, balla e canta in continuazione, mangia di tutto con piacere anche il gelato, ……. Insomma continua ad essere una bambina gioiosa che dona e suscita tanto affetto.

Il 22 settembre 2010 Nahi è stata  operata all’occhio sinistro. L’operazione è andata bene ma   la chirurga pensa che la cornea di questo lato sembri, almeno macroscopicamente, in condizioni peggiori dell’altra. Hanno comunque fatto la biopsia per vedere lo stato del famoso limbus, cosa che faranno  a dicembre anche all’occhio destro, operato in giugno, per vedere le possibilità di un trapianto di cornea.

purtroppo Nahi ancora non vede…vedremo cosa poi alla fine ci dicono i chirurghi che l’hanno presa veramente a cuore e, se la situazione anatomica lo permettesse, vorrebbero fare il massimo per lei.

 Reverien ha iniziato il 6 settembre la fisioterapia al S. Camillo per la sua gravissima rotoscoliosi ed ora continua due volte a settimana con qualche dolore ma anche con qualche risultato: è cresciuto in altezza di qualche centimetro e, riuscendo a mangiare meglio, è ingrassato di circa 2 kg.!!!!