La newsletter di gennaio 2013

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 newsletter n 4 gennaio 2013

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Burundi: Cocktail per l’Atelier l’Espoir

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Il 28 novembre Eccomi, con l’aiuto di Emilia di ritorno dal Burundi, ha organizzato a Roma un cocktail con esposizione e vendita di tutti i manufatti eseguiti dall’Atelier l’Espoir. Alla mostra, che ha riscosso un bel successo è intervenuto l’ambasciatore del Burundi che si è mostrato molto fiero della qualità del lavoro delle sue connazionali e del gusto dei prodotti finemente ricamati come tovaglie ed asciugamani.

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La mostra, su richiesta di molti, è rimasta aperta più di una settimana e molti dei partecipanti hanno prenotato alcuni articoli che erano solo in visione perché, dato il valore, erano stati eseguiti esclusivamente su ordinazione.

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Nei prossimi mesi l’Atelier avrà molto ma molto lavoro… ed il futuro dell’Atelier comincia a diventare un po’ sicuro ed anche le “nostre ragazze “ ci credono sempre di più…Proprio in questi giorni una di loro ha chiesto alle cassa dell’Atelier un prestito per poter cambiare casa, passando da una baracca ad un bilocale dignitosissimo. E’ la seconda volta che ci viene avanzata una richiesta di prestito per migliorare le proprie condizioni di vita (il primo prestito è stato già totalmente saldato ) ed anche questi sviluppi sono per tutti noi motivo di soddisfazione e di … speranza.

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Con Eccomi ogni giorno invito a pranzo un bambino

In occasione della performance teatrale del 10 novembre a Roma per la raccolta fondi per il progetto ‘Garderies-scuole dell’infanzia’ è stata lanciata questa nuova iniziativa a cui hanno aderito circa 120 persone alle quali è stato consegnato un salvadanaio per la raccolta quotidiana di 0,20 euro equivalente ad un piatto della mensa scolastica per un bambino.

Una mamma scrive:

carissimo Presidente
è stato con vero piacere che l’ho sentita parlare al teatro Viganò
e che ho preso il salvadanaio…
che i miei figli hanno  molto apprezzato…
ed oramai a casa mia non si trova piu’ una moneta..perchè vanno tutte nel salvadanaio…
di questo passo … sarà pieno prima del tempo …
ma di questo siamo tutti contenti!
spero facciano lo stesso anche gli altri cosi da garantire un vero successo all’iniziativa!
cordialmente la saluto

La forza del potere e il rispetto dell’altro

Tavola rotonda in occasione dell’assemblea di ECCOMI del 28 maggio 2011

Amatevi gli uni con gli altri come io ho amato voi

Gli interrogativi che seguono si pongono – ovviamente – sia per i comportamenti individuali, che per i comportamenti sociali, economici, politici.

Nei tempi passati gli uomini erano abbastanza convinti che non tutte le persone fossero uguali – si pensi alla schiavitù, all’inferiorità della donna priva di anima, alla democrazia limitata ad alcune classi sociali e ai soli uomini, alle tragiche forme di colonialismo e di razzismo, ecc.-

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Diario di un campo scout sulla cooperazione internazionale

Raggiungo la casa scout di Sala, in provincia di Rieti, in un bel pomeriggio di fine giugno, dopo qualche ora di uno scorrevole viaggio in automobile, a suo modo piacevole, perché mi dà il tempo di fantasticare sul mondo di tanti secoli fa, quando per raggiungere simili convegni ci si incamminava giorni prima, a piedi o a cavallo, con scorte di cibo e giacigli improvvisati per la notte. Per la verità anch’io porto del cibo e pure un giaciglio. Si tratta del piatto tipico regionale, immancabile nei campi di specialità scout: pane di castagne e lardo di Colonnata. Il giaciglio è un moderno sacco a pelo: la casa sarà sicuramente bellissima, ma con comfort spartani.

La bellezza della casa e del paesaggio che la circonda non delude le aspettative. Il Casale di S. Anna, sede della base scout gestita da Strade Aperte e dal MASCI del Lazio, si staglia sul crinale di una dolce collina, ad ottocento metri di altitudine, circondato da prati pascolo e da boschi di rovere. L’aspetto solido ed importante della costruzione non è scalfito dai segni del tempo, le tinteggiature scolorite, le piccole crepe degli intonaci e un pizzico di trascuratezza, conferiscono a tutto il complesso un fascino reale e sincero che solo le case scout hanno e che raramente si trova in altre categorie di alloggi.

Arrivo in tempo per l’alzabandiera, sono sconosciuto a tutti, ma Francesco De Falchi, coordinatore del campo, con cui avevo scambiato qualche breve messaggio di posta elettronica, mi accoglie con un caloroso abbraccio e mi rende subito parte del gruppo.

Dopo la presentazione di uomini e programmi si avviano i lavori, che per tre giorni si svolgeranno su due binari paralleli: le relazioni degli esperti e il lavoro di gruppo dei partecipanti.

Mario Sica, dell’International Scout and Guide Fellowship, parla dei rapporti tra scoutismo e cooperazione internazionale, arricchendo la comunicazione con interessanti testimonianze della sua passata esperienza di ambasciatore italiano nei paesi dell’Africa. Giuseppe Florio, di Progetto Continenti, affascina i convenuti con gli argomenti dello spirito, ricordando come sia di grande aiuto, anche per la soluzione di temi attuali come quelli della cooperazione, la lettura dell’antico e del nuovo testamento. Francesco Meneghetti della Caritas Italiana, riconduce la cooperazione internazionale nell’ambito della progettualità, dove è importante che ogni azione sia pianificata e costantemente controllata nei risultati e negli effetti prodotti.

I convenuti partecipano con interesse alle comunicazioni e durante il lavoro di gruppo, divisi in nativi africani e in cooperanti europei, interpretano la cooperazione secondo i due diversi, e talvolta opposti, orizzonti.

A tavola, oltre all’ottima cucina offerta dall’efficiente gruppo logistico che si occupa dell’accoglienza, si gustano piatti piemontesi, toscani, laziali, umbri, pugliesi ed africani. A sera il bivacco riscalda gli animi e i corpi. Sabato ci raggiunge Alberto Albertini, segretario nazionale del MASCI, che anima la serata con la proiezione di un bel filmato sulla route fatta congiuntamente da gruppi MASCI e AGESCI, in Burkina Faso, nell’estate dello scorso anno.

Nel frattempo i lavori di gruppo proseguono come da programma, i cooperanti europei, di cui faccio parte, simulano la predisposizione di un progetto di alfabetizzazione e comunicazione per un villaggio del Malawi. Il coordinatore del gruppo, Ciro Cirillo, del MASCI del Piemonte, come molti altri presenti, ha una grande esperienza di cooperazione in Africa, pertanto il progetto per quanto simulato, risulta alla fine molto reale.

 Alla domenica mattina, Gianfranco Sica, presidente di ECCOMI, ascolta la presentazione dei due progetti, quello dei nativi africani e quello dei cooperanti europei, apprezza entrambi e conclude definitivamente i lavori del campo.

Durante il pranzo, l’ultima nostra occasione conviviale, esprimo ancora una volta il mio stupore per le tante cose che si potrebbero fare in Africa con i pochi spiccioli di cui facilmente potremmo disporre noi europei. Quello dei costi è uno degli argomenti che più mi ha colpito in questa tre giorni sulle colline di Sala. I miei ospiti, più esperti di me, ricordano che non tutte le organizzazioni sono capaci di contenere i costi così come sanno fare gli scout. Si devono trovare i partner giusti e si deve viaggiare a proprie spese, accettando gli stili di vita e i ritmi locali, rifuggendo la tentazione di confondere il cooperatore internazionale con una specie di agente segreto a servizio del proprio piacere più che delle popolazioni indigene.

Ma è tempo di riprendere la strada di casa, mi piacerebbe dover risalire sul cavallo, ma il 2010 mi costringe di fronte ad un banale volante in similpelle. Lo impugno e così come sono venuto, ritorno verso nord, con l’ansia di raccontare ai miei figli scout, a mia moglie e agli amici, quanto di interessante ho imparato nel Casale di S. Anna.

Raffaello  Puccini

Viareggio  3

Relazione dei lavori svolti, valutazioni e suggerimenti

Breve  cronaca

Capo campo: Francesco De Falchi

Staff: Franco Nerbi, Franco Vecchiocattivi, Ciro Cirillo

Esperti: Mario Sica, Comitato Mondiale ISGF,  Giuseppe Florio, responsabile ONG Progetto Continenti,  Francesco Meneghetti, Caritas Italiana

Pattuglia logistica: RM 14 Giuseppe e Eleonora,  RM 4 Riccardo e M. Teresa

Partecipanti:  15 (del Lazio, dell’Umbria, della Puglia e della Toscana)

I lavori si sono svolti secondo il programma e nei tempi previsti  a parte la Via Crucis del sabato sera sostituita dallo scambio di valutazioni e orientamenti Masci-Agesci-Eccomi  circa “lo scoutismo per la cooperazione internazionale”, questo per avere il tempo necessario la domenica mattina di scendere a Rieti e partecipare alla Celebrazione Eucaristica in una Parrocchia (data la non prevista assenza al campo dell’Assistente).

Gli esperti sono stati molto apprezzati dai partecipanti così come dal sottoscritto sia per la competenza specifica sul tema loro affidato, sia per la chiarezza nell’esporre argomenti certamente importanti ed interessanti ma non sempre semplici.  Sono risultati infatti particolarmente stimolanti e propositivi, ben calibrati rispetto all’uditorio, in sintonia con il clima cordialmente fraterno e autenticamente motivato dei presenti.

Un plauso merita anche la pattuglia logistica (RM 14 e RM 4) certamente per la qualità, la puntualità e, si può affermare, la professionalità con cui ha condotto il servizio, lo merita anche per aver condiviso con interesse, tutte le volte che gli è stato possibile, le attività svolte.

La partecipazione ai lavori e l’interesse per i temi trattati da parte dei partecipanti sono stati di buon livello come dimostrato anche dall’aver pienamente rispettato la metodologia proposta e dal risultato dei lavori di gruppo. Una scarsa interazione tra i lavori dei due gruppi è stata dovuta sia al tempo disponibile sempre carente, sia ad una scarsa comprensione delle indicazioni metodologiche fornite,  una maggiore interazione infatti avrebbe reso più efficace la modalità di lavoro proposta.

Sala e la Casa S. Anna si sono dimostrati particolarmente adatti ad ospitare questo genere di iniziative, così come la natura e il paesaggio circostante.  I lavori tuttora in corso per rendere più accoglienti e funzionali gli spazi interni sembrano essere nella giusta direzione e rispondenti all’essenzialità dello stile scout. Sarà utile comunque dotare la struttura di moderni supporti audiovisivi e di opportune attrezzature (telefono, PC, stampante, fotocopiatrice, ecc.).

Valutazione dell’esperienza fatta

Una prima valutazione del campo è positiva: la prima iniziativa del MASCI nazionale in qualche modo strutturata e esplicitamente sperimentale rivolta al tema della solidarietà internazionale avrebbe potuto risultare non rispondente alle aspettative dei partecipanti ed estranea alle tematiche ed alle modalità a cui sono avvezzi gli A.S.;  inoltre la complessità dei contenuti in programma e la scarsa informazione, esperienza e preparazione della gran parte dei partecipanti sui temi trattati potevano essere causa di una partecipazione stanca e distratta.

Al contrario si è potuto lavorare con notevole intensità, constatando un reale interesse ed un positivo contributo ai compiti loro affidati da parte di tutti i presenti.

Sulla base di una prima riflessione sull’esperienza condotta tuttavia si possono rilevare alcune  carenze di cui invero si era già consapevoli in fase di progettazione;

  • Un maggior numero di partecipanti rispetto ai 15 “allievi” presenti avrebbe potuto fornire una produzione più consistente dei compiti affidati ai lavori di gruppo; 
  • Una maggiore omogeneità tra i partecipanti in quanto a interessi ed esperienze di servizio avrebbe potuto ridurre i tempi per l’informazione e la messa a fuoco degli argomenti; 
  • Come prevedibile, il pur intenso lavoro svolto nell’arco di tempo disponibile non è stato sufficiente per rappresentare, seppure in modo sommario, i vari argomenti riguardanti la cooperazione internazionale; 
  • In particolare è mancata l’esposizione dell’attuale scenario della cooperazione internazionale:  le Istituzioni e le agenzie pubbliche preposte (internazionali, nazionali, locali,ecc.), la varietà di organismi privati del volontariato, ma anche i grandi e forti interessi politici ed economici che ne determina l’efficacia, di fatto i veri responsabili del gap tra i sud e i nord del mondo e del suo dilatarsi;
  • L’assenza tra i partecipanti di rappresentanti delle iniziative scout di cooperazione internazionale più significative non ha consentito un più ricco scambio di esperienze.

Riteniamo comunque che i tre temi principali trattati, grazie soprattutto alla qualità dei relatori, abbiano fornito ai partecipanti  importanti contributi per essere consapevoli delle conoscenze e delle competenze necessarie per  impegnarsi ed operare nella cooperazione internazionale.  Ciò confermerebbe la validità delle scelte fatte di privilegiare, tra i molti possibili,  due argomenti di base “ideale” –le motivazioni che oggi sollecitano lo scoutismo ad impegnarsi per la cooperazione internazionale e le radici bibliche di una spiritualità  per la cooperazione internazionale-  per poi andare sul “terreno”  concreto con l’argomento di come progettare un intervento di cooperazione internazionale.

Anche lo stratagemma usato per attuare “l’imparare facendo” ha dato risultati positivi. Porre come obbiettivo del campo la redazione di un progetto e organizzare i tempi e i ruoli in funzione di tale obiettivo  proponendo ai partecipanti divisi in due gruppi di “calarsi nei panni” degli indigeni e dei volontari, dilatando i tempi per i lavori di gruppo e presentando i relatori come consulenti disponibili a fornire suggerimenti per la redazione del progetto, tutto ciò ha fatto si che i presenti si sentissero protagonisti, responsabili e coinvolti nella buona realizzazione del campo.

Suggerimenti

Per eventuali analoghe iniziative nell’ambito dell’ “arcipelago delle opportunità” e in vista di un ulteriore, crescente interesse tra gli A.S. del MASCI e nelle Associazioni giovanili scout si potrebbero immaginare tre diversi livelli o ambiti specificamente rivolti a:

  1. Approfondire i riferimenti ideali scout, i riferimenti ideali politici, le attuali dinamiche geo-politiche. Illustrare le disuguaglianze e le ingiustizie. Illustrare le Istituzioni e le Agenzie internazionali, le rispettive competenze e il loro operato. Scoprire i grandi interessi e le sedi del potere che governano la cooperazione internazionale.
  2. Far conoscere gli aspetti tecnici per operare nella cooperazione internazionale. Risorse esistenti e risorse reperibili, normativa ai vari livelli, come progettare e come operare per realizzare il progetto.
  3. Scambio di esperienze (del masci, delle associazioni giovanili scout, nazionali  ed estere, ecc.), approfondimenti e riflessioni per individuare nuove opportunità, nuove modalità, nuove collaborazioni per formare giovani e adulti alla mondialità di oggi e di domani e per rendere sempre più efficace il servizio dello scoutismo alla solidarietà e alla cooperazione internazionale. Questo ambito potrebbe essere anche oggetto di iniziative a carattere seminariale.

Si possono inoltre proporre a ECCOMI o anche ad altre ONG e progettare congiuntamente opportunità di visite , stages di formazione, campi di lavoro.

3 luglio 2010

 

Incontro col nostro referente del progetto Batwa in Burundi

Approfittando della permanenza  a Roma  della nostra amica Claudina che, come responsabile della Caritas presso la Diocesi di Muyinga in Burundi, coordina i progetti sostenuti da Eccomi per i Batwa, domenica 10 gennaio 2010  presso la Parrocchia S. M. Maddalena de Pazzi in via Zanardini, 74  a  Roma si è svolto con lei un incontro.

Dopo una breve presentazione dell’attività di Eccomi da parte del Presidente Gianfranco Sica due sacerdoti del Burundi hanno illustrato l’attuale situazione del paese e le sue prospettive.

Pur non nascondendo la difficolta di decollo dell’economia, e la forte corruzione il paese è vivo e spera: spera nelle prossime elezioni e nella possibilità che ha l’alfabetizzazione, fortemente sostenuta dal governo, di migliorare la capacità delle diverse etnie di vivere fianco a fianco e di modificare i loro comportamenti sia in ambito igienico- sanitario per sconfiggere la malaria e l’Aids che nel corretto uso e sfruttamento dell’agricoltura.

Claudina presenta i progetti a favore dell’inserimento dei Batwa nella società civile.

Il progetto sorge dalla volontà della Diocesi di Muyinga di promuovere l’integrazione delle Comunità Batwa (Pigmei), dislocate sul territorio diocesano, e ridurre gli ambiti di segregazione di questo antico popolo africano caratterizzato da un abnorme tasso di analfabetismo tra i giovani, altissima mortalità infantile, matrimoni tra consanguinei, poligamia, precarie condizioni igieniche, inadeguata assistenza medica, discriminazione razziale e intolleranza etnica, esclusione, negazione del diritto al voto politico, nomadismo e disoccupazione.

La registrazione anagrafica, afferma Claudina, si può considerare ultimata, il poco che ancora resta da fare sarà portato a termine da una associazione che tutela il popolo Batwa messasi in contatto con lei appena saputo dell’iniziativa.

La scolarizzazione dei bambini Batwa è partita,  singolare il comportamento dei genitori che, vinta la iniziale ritrosia, seguendo alle spalle dei propri figli le lezioni imparano anche loro a leggere. Occorrono fondi per la costruzione di case e per la costituzione di cooperative femminili in grado di gestire un semenzaio.

Per le case, costruite con mattoni di fango essiccati al sole e fatti dai Batwa, è necessario stipendiare un muratore che sia in grado di guidare e seguire la costruzione mentre per formare le cooperative femminili è fondamentale aiutare  le donne a sviluppare la cooperazione e il senso dello stare insieme.

Linee guida per il sostegno a distanza di minori e giovani

Sono state presentate ieri, a Palazzo Chigi, dall’Agenzia per le Onlus e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, le Linee guida per il sostegno a distanza di minori e giovani.

Il documento, nato da una concertazione e da un serrato confronto tra le associazioni e le organizzazioni della galassia del sostegno a distanza, nasce con l’obiettivo di “rappresentare un quadro coerente di principi e regole di riferimento per le organizzazioni che compongono il mondo del Sad – si legge nella presentazione – in modo da promuovere questa particolare forma di solidarietà umana, capace di esprimere caratteristiche peculiari e di forte e significativa originalità, tali da differenziarla da altre modalità di donazione e da altre azioni di aiuto”.

Diversi gli enti che hanno lavorato alla stesura delle Linee guida, tra cui la Cai, Commissione delle adozioni internazionali, i vari coordinamenti del Sad: Elsad della provincia di Milano, Coresad, ForumSad, Cea (coordinamento enti autorizzati), coordinamento La Gabbianella e il Cini.

Le Linee guida, se pure espresse in un articolato, sono un “codice di autodisciplina – sottolinea Letta – che va a colmare il vuoto normativo attraverso un meccanismo originale quale quello dell’adesione spontanea degli operatori alle linee guida stesse”. In questo senso quindi “il documento acquista – spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri – un valore etico prima ancora che giuridico nel settore del sostegno a distanza, interpretato come forma di solidarietà produttiva della più rilevante tra le ricchezze: la formazione non solo in virtù del trasferimento delle conoscenze e senza sradicare i giovani dalle loro origini”.

L’obiettivo del documento è spiegato da Letta: “Dare trasparenza, completezza e qualità agli interventi che costituiscono espressione del nostro doveroso sforzo che non mi piace definire di generosità. Da una parte del mondo ci siamo noi, dall’altra ci sono bambini, giovani e famiglie che hanno bisogno del nostro aiuto”. In questo contesto le linee guida costituiscono di fatto una “esaltazione delle inclinazioni naturali del minore, una tutela della sua privacy e una valorizzazione della sua immagine e del diritto all’identità che gli è propria”. L’articolato quindi, se pure non ha forza di legge diventa un compendio “dei principi costituzionali di solidarietà, di uguaglianza, di sussidiarietà, di tutela dei fanciulli, delle famiglie e delle comunità”, garantendo di fatto un impegno verso il beneficiario continuo nel tempo. “Nulla è più preoccupante dell’aspettativa delusa – sottolinea Letta – e della fiducia tradita. La delusione infatti aggrava la disperazione perché annulla le speranze concrete e i legittimi affidamenti”. Essenziale diventa quindi “l’azione di informazione continua e di vigilanza che l’Agenzia si propone di effettuare attraverso l’iscrizione delle organizzazioni all’elenco abilitante, il monitoraggio sul rispetto degli impegni assunti, l’indirizzo e la correzione dell’azione delle organizzazioni inadempienti e l’eventuale cancellazione dall’elenco”.

Definizione del sostegno a distanza e degli attori della “filiera”, impegni generali, verso il beneficiario e verso il sostenitore delle organizzazioni del Sad e i compiti dell’Agenzia delle onlus. Sono questi i sei articoli che compongono le Linee guida.

Ma cosa si intende per sostegno a distanza di minori e giovani? Il documento dà una definizione molto precisa: “Si definisce sostegno a distanza una forma di liberalità, consistente nell’erogazione periodica, entro un dato orizzonte temporale, da parte di una o più persone fisiche o di altri soggetti, di una definita somma di denaro a un’organizzazione, affinché la impieghi per la realizzazione di progetti di solidarietà internazionale”. Progetti che però devono avere, per essere considerati tali, alcuni caratteri specifici: “Devono avere come destinatari – spiega il documento – una o più persone fisiche minori o giovani in condizioni di rischio di povertà ed emarginazione, devono promuovere il contesto familiare e le formazioni sociali, precisamente identificate, entro cui si svolge la personalità del minore e devono infine favorire la relazione interpersonale tra sostenitori e beneficiari e/o la creazione di un rapporto di vicinanza umana e di conoscenza”.

Per organizzazioni che si occupano del sostegno a distanza il documento intende “enti o organizzazioni senza scopo di lucro che sollecitino, in qualsiasi forma, presso il pubblico l’adesione a progetti di Sad e ne curino l’attuazione, attraverso la raccolta e la destinazioni dei fondi e la promozione, tramite la loro mediazione, di una relazione tra sostenitori e beneficiari e della cultura della solidarietà”. Perché un ente o un’organizzazione sia accreditata presso l’Agenzia delle onlus occorre avere, secondo le Linee guida alcuni requisiti: la presenza di un referente del progetto, un referente locale, un sostenitore e un beneficiario.

Ecco le regole principali.

Trasparenza assoluta. È questo il dictat che le Linee guida del Sad impongono agli enti e alle organizzazioni che si occupano del sostegno a distanza. Ma come si declina concretamente questo concetto? Nel divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione dell’ente che si occupa del Sad, nel rispettare concretamente le dichiarazioni e le convezioni internazionali in materia di diritti umani e dei minori, nel rispettare gli obblighi di legge circa la figura giuridica dell’organizzazione, compresa quindi la rendicontazione annuale delle entrate e uscite direttamente riferite alle attività di sostegno a distanza.

Secondo le direttive dettate dal documento, la trasparenza ci deve essere soprattutto sul versante economico: “Bisogna garantire – si legge nel testo – che il referente del progetto rediga un’adeguata contabilità, mantenendola aggiornata e una documentazione dei fonti raccolti ed inviati al referente locale con una documentazione da questo ricevuta”. È compito del referente locale quello di mantenere a sua volta una contabilità, una documentazione dei fondi ricevuti e dei relativi impieghi.

Perché un ente possa essere accreditato presso il Sad deve prevedere progetti che “in modo chiaro e completo contengano almeno uno dei seguenti elementi: l’individuazione del beneficiario, l’informazione essenziale del sostegno sul contesto nel quale si opera, la definizione della forma di sostegno, dei rapporti tra sostenitore e beneficiario, la finalità specifica, la durata del progetto, il nome e recapito del referente locale, la somma di denaro richiesta al sostenitore, la percentuale delle spese amministrative e la specificazione delle destinazioni delle risorse”.

I fondi inoltre devono essere usati in “coerenza alle finalità dei progetti Sad” e la pubblicità ai progetti deve essere fatta in modo che sia veritiera. In questo contesto bisogna difendere la privacy dei beneficiari filmati o fotografati a scopo pubblicitario”. Indicazioni sono dettate infine su come comportarsi con le altre associazioni ed enti che si occupano del Sad: “Occorre – spiega il testo delle Linee guida – operare secondo criteri di collaborazione con altre organizzazioni che abbiano la medesima finalità, operare in collaborazione con l’Agenzia per le onlus e trasmettere annualmente all’agenzia una relazione annuale che descriva le proprie attività come attestazione degli impegni rispettati. Ma non è finita qui: gli enti e organizzazioni del Sad hanno impegni ed obblighi da adempiere anche nei confronti di beneficiari e sostenitori più specifici: per i beneficiari bisogna garantire il reale coinvolgimento del beneficiario stesso, la cura della formazione dei referenti locali, l’impegno ad un progetto continuato nel tempo. Per i sostenitori invece è necessario fornire una “tempestiva, corretta e completa informazione” su forma giuridica dell’organizzazione, sede e recapiti, esperienza maturata nel Sad e eventuale adesione a coordinamenti o reti associative. Formare il sostenitore circa la natura “esclusivamente morale delle responsabilità” che vengono assunte come sostenitore, offrire informazioni su possibili benefici fiscali come sostenitore comunicare variazioni di destinazione dei fondi e tutelare il diritto del sostenitore alla riservatezza.

Infine, il ruolo dell’Agenzia per le Onlus riguarderà l’istituzione di un elenco delle organizzazioni ed enti che si occupano del sostegno a distanza e che abbiano deciso di aderire alle Linee guida. La funzione dell’Agenzia governativa sarà quella di vigilare sul rispetto dei contenuti del testo guida del Sad, in modo che siano garantiti i diritti dei sostenitori, dei beneficiari e delle stesse organizzazioni che si occupano di solidarietà a distanza. Ma cosa potrà fare concretamente l’agenzia? Disporrà, previa istruttoria, l’iscrizione all’elenco delle organizzazioni Sad che ne abbiano fatto richiesta; effettuerà anche mediante apposite strutture il monitoraggio sul rispetto degli impegni assunti dagli enti e potrà, qualora accerti il mancato rispetto di uno o più impegni assunti, assegnare un termine per provvedere oppure disporre, la cancellazione dell’organizzazione “incriminata” dall’elenco.

Per le organizzazioni “virtuose” invece l’Agenzia per le onlus mette a disposizione tutto il proprio materiale informativo e divulgativo. L’ente governativo si impegna inoltre a promuovere la cultura dei diritti dell’infanzia, la cultura e l’attività del sostegno a distanza e a promuovere gli esempi di buone pratiche. Compito dell’agenzia sarà infine quello di promuovere la costituzione di luoghi di incontro e di confronto con i soggetti attivi nel sostegno a distanza.

Durante la presentazione Stefano Zamagni, presidente dell’Agenzia per le Onlus, ha spiegato che le indicazioni contenute nelle linee guida “non hanno normatività né esecutorietà, ma hanno un valore ancora più alto, quello di moral suasion, non inferiore ad alcuna legge”. In questo contesto la portata culturale delle linee guida è essenziale: “Quello che auspichiamo – conclude Zamagni – è un’acculturazione sociale nel senso ampio del termine. Per il prossimo anno poi pubblicheremo le linee guida relative alla modalità nella raccolta dei fondi e per il sostegno a distanza in generale”.

Eccomi e il settore internazionale dell’Agesci a Villa Buri

Lo splendido scenario di Villa Buri  in quel di Verona ha accolto lo scorso 19 e 20 settembre circa 380 giovani scolte e rover dell’Agesci partecipanti alla undicesima edizione dell’Agorà  dei giovani organizzata dal Settore Internazionale.

Il MASCI vi ha partecipato con una delegazione composta da Gianfranco Sica, Francesco De Falchi, Cristina Maccone e Ciro Cirillo che sono intervenuti nel corso dei vari momenti in cui si sono svolti i gruppi di lavoro ed hanno ascoltato con grande interesse le molte esperienze vissute all’estero dai vari clan che si sono misurati con le più diverse situazioni problematiche troppo spesso connesse con le grandi ingiustizie di oggi, dalla Bosnia alla Palestina, in Romania, in Perù, in Burkina  Faso, in Brasile e altre ancora.

mailNel saluto rivolto ai giovani nel grande Cerchio che ha concluso l’Agora  la delegazione  Masci ha citato i progetti in cui è attualmente impegnato mediante Eccomi Ha quindi proposto di valutare congiuntamente possibili collaborazioni con l’Agesci  nel rispetto delle differenti finalità ma nella consapevolezza del comune metodo e stile scout.  Una opportunità può essere rappresentata dalla possibilità  per  Eccomi di organizzare campi di lavoro o altre forme di impegno da proporre ai clan interessati a conoscere e collaborare ai progetti di cooperazione internazionale.

Con l’occasione è stato anche possibile incontrare i responsabili della neonata sede di Eccomi  di Verona e approfondire con loro che hanno già operato sul posto la conoscenza del progetto per la promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti che la REMAR sta portando avanti in Brasile nell’area metropolitana della città di Joao Pessoa.

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La Remar è un organismo sorto nel 2003 per coordinare ed integrare le Istituzioni pubbliche, le organizzazioni private e della società civile che operano in questa area per la difesa dei diritti dei minori. Con gli amici di Verona è stato preso l’impegno di programmare quanto prima un incontro per concordare la collaborazione più opportuna.

Eccomi… “per loro, con loro”

Il MASCI Lazio è da anni coinvolto in diverse iniziative di servizio “collettivo” che interessano numerose Comunità; tra esse un progetto di cooperazione allo sviluppo e sostegno scolastico a distanza in Burundi, promosso ed impostato inizialmente dal MASCI nazionale.

La necessità di meglio strutturarsi per poter convenientemente rispondere alle richieste di aiuto che continuamente pervengono hanno spinto un gruppo di A.S., in accordo con il Segretariato Regionale, alla costituzione di una ONLUS.

Questa decisione nasce dall’esigenza di coinvolgere anche persone estranee al MASCI (disponibili ad impegnarsi con noi nel settore della cooperazione internazionale) e dalla speranza di accedere ad ulteriori risorse finanziarie e umane.

Eccomi nasce come associazione di volontariato nel 2006 ed essendo i soci fondatori A.S. lo spirito e i valori scout caratterizzano fortemente il suo statuto, per questo ha come suoi punti di forza motivazioni ideali

  • esperienza e metodo
  • possibilità di avere riferimenti affidabili e partners in Italia e in Paesi dei vari continenti
  • costi gestionali trascurabili.

 

Eccomi si mette a disposizione soprattutto dei giovani dei paesi in via di sviluppo, la sua missione è “lavorare per loro, con loro” attraverso:

  • La promozione e il perseguimentoin loco dell’educazione, dell’istruzione e della formazione di giovani e adulti in difficoltà di qualsiasi nazionalità e religione siano
  • L’appoggio ai giovani, nel loro ambiente, per l’inserimento e la permanenza nel lavoro anche promuovendo e collaborando alla realizzazione di iniziative imprenditoriali e artigianali
  • Il reperimento delle risorse necessarie, umane ed economiche, per la definizione dei progetti, la formazione degli operatorie la realizzazione di quanto necessario
  • Il sostegno allo Scoutismo giovanile e adulto, reputando che il suo metodo educativo sia coerente con i valori associativi di solidarietà, di promozione umana, di pace e di rispetto della dignità di ogni uomo


Recenti viaggi in Burundi (ottobre 2006-aprile 2008) di alcuni AS soci dell’associazione, hanno non solo evidenziato le enormi difficoltà da superare e i grandi bisogni di una popolazione con la più alta probabilità di morire di fame al mondo ma ha anche confermato la validità della scelta di costituirsi in associazione Onlus la cui missione  “lavorare per loro, con loro”, risponde perfettamente al bisogno di aiuto ai giovani burundesi che sono attualmente il 50% della popolazione; a questo si aggiunge anche la possibilità di interagire meglio con i nostri interlocutori in loco: ASB (associazione scout del Burundi) e lega ITEKA (associazione per la difesa dei diritti dell’uomo).

Il contatto diretto ha permesso di accertare  che tali associazioni sono in grado di realizzare i progetti finanziati da Eccomi perché godono di un forte riconoscimento e rispetto a livello istituzionale e sono ben inseriti nella società locale.

L’ASB è l’unica associazione che si occupa dei ragazzi a livello nazionale ed ha una ampia diffusione in tutto il territorio.

Obiettivo dei viaggi, oltre quello di permettere la conoscenza diretta delle necessità e della realtà del paese, è stato anche quello di formalizzare il rapporto con le realtà locali e, al riguardo, si è stilata una bozza di accordo con l’associazione ITEKA .

Certo il lavoro è tanto: è necessario scegliere, oltre a quelle già in atto, quali attività finanziare e tradurle in progetti di fattibilità, organizzare i nostri partners locali e dotarli di idonee strutture ma, soprattutto, è di primaria importanza raccogliere fondi per finanziare i microprogetti.

Per fare ciò abbiamo bisogno di essere sostenuti, comunque non ci arrendiamo davanti ai primi ostacoli perché sappiamo di non essere soli e di far parte di una grande famiglia in grado di andare contro vento, che sa sorridere nelle prove e nelle difficoltà e soprattutto sa guardare avanti con fiducia.