Commissione permanente per la cooperazione decentrata

LA NUOVA COOPERAZIONE COS’ E’ ?

 

Anna Maria Volpe Prignano

 

Dopo qualche anno di assenza si è ricostituito presso il Comune di Roma la commissione permanente per la cooperazione decentrata, organo consultivo costituito dai Rappresentanti di associazioni per la cooperazione presenti sul territorio.

La commissione si è prontamente impegnata per la realizzazione di una buona cooperazione dividendosi in vari tavoli di lavoro ed organizzando una tavola rotonda di ottimo livello per comprendere come applicare la nuova legge della cooperazione che rivoluzionerà completamente questo mondo.

Il 19 giugno u.s. si è svolta presso la sala Gonzaga del Comune di Roma un ampio dibattito fra i relatori intervenuti ed i rappresentanti di tutte le Associazioni di volontariato capitoline che hanno partecipato alla formulazione della nuova legge sulla cooperazione. I rappresentanti delle istituzioni e delle reti associative:  On. Ilaria Piccolo, on. Jean Leonard Touadi, dott. Ciarlo, dott. Tobia Zevi, il ministro Pieri, Silvia Stilli e Guido Barbera ci hanno dato spunti interessanti di riflessione sull’evoluzione prevista da questa nuova legge  che dall’anno prossimo sostituirà a pieno titolo la vecchia legge rivoluzionando tutto il settore.

Lo spirito della riforma ritiene che la cooperazione sia di soluzione mondiale, perciò può essere attuata solo da una politica che riguarderà tutti i settori del governo della nazione cioè interesserà tutti i ministeri e tutte le istituzioni, è prevista un’educazione alla cittadinanza globale o mondiale e dovranno essere sempre utilizzati più fondi europei. Le piccole realtà locali saranno sempre più incoraggiate alla realizzazione di progetti in altre zone del pianeta perché saremo sempre più cittadini del mondo. Le associazioni di volontariato potranno proporre offerte formative a livello didattico che possono essere incluse nel POF ( piano offerta formativa).

Il Consiglio nazionale per la cooperazione costituito dai rappresentanti di tutti i ministeri e delle principali reti associative del volontariato per la cooperazione, è stato istituito per coordinare tutte le politiche coordinando anche il profit ed il non profit.

Il Consiglio sta varando il documento programmatico per la cooperazione in cui si legge che la cooperazione è intesa come investimento culturale per lo sviluppo mondiale.

La nuova legge migliora moltissimo il settore, ma molto di più si poteva fare, nello svolgimento della tavola rotonda si sono avute alcune osservazioni importanti per lacune da colmare:

Perché il profit ed il non profit vengono trattati in modo diverso?

Perché spariscono le piccole associazioni e si parla solo di reti associative?

Perché si continua a parlare di cooperazione e non di internazionalizzazione?

Solo se partiamo da comuni interessi in un unico mondo, ci dice papa Francesco nella sua ultima enciclica, potremo realizzare lo sviluppo mondiale.

Documento triennale UN MONDO IN COMUNE