Sartoria

il progetto Parte nel 2012 con l’intenzione  di formare un gruppo di ragazze per condividere insieme una nuova esperienza che vede come obiettivo quello di imparare un mestiere.

La curiosità spinge un bel numero di amiche etiopi a partecipare con costanza e soprattutto interesse verso un argomento per molte sconosciuto (nel villaggio la presenza di sarte è pressoché  nulla, sono solo uomini a svolgere questo mestiere)

Il primo approccio con la macchina da cucire posizionata nella stanza comunemente chiamata “singer house”è entusiasmante. L’ostacolo da superare è il pedale di ferro che con il movimento dei piedi fa partire l’ingranaggio e con stupore le allieve vedono l’ago prima scendere e poi salire e passo dopo passo,le prime cuciture su pezzi di stoffa che verranno poi utilizzati per la cucina. Altro ostacolo l’utilizzo delle forbici! Per molte di loro sconosciute. Così si sono esercitate a tagliare centinaia di dischetti colorati (il cerchio è una forma difficile ma utile per l’apprendimento) poi uniti con ago e filo a formare tanti pupazzi di stoffa che sono stati poi esposti nei banchetti italiani per raccolta fondi. Un continuo filo conduttore.

Piano piano le ragazze prendono dimestichezza con la macchina da cucire e vengono realizzati asciugamani per tutti i bambini del fidel, fazzolettoni (bandane triangolari) per la divisa degli scout, i primi approcci con i capi di vestiario: gonnelline, riparazione di abiti rotti, qualche divisa da rifare perché sgualcita dei bambini dell’ultima classe, per arrivare poi nel febbraio 2014 con la realizzazione della nuova uniforme per l’intera scuola. Ben 105 divise (di cui 40 con la collaborazione delle volontarie italiane) il restante interamente completato da loro! Responsabile di questa sartoria l’amica Messelech che sin da subito ha mostrato forte interessamento verso il cucito.

Il progetto sartoria è decollato e la speranza è quella di accogliere sempre più ragazze intenzionate ad imparare con serietà  un mestiere utile per il loro futuro nel cercare di rendere la loro quotidianità sempre più autonoma.

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