Cosa è stato fatto

 

A luglio 2010 siamo tornati a Tohouèdèouè  per partecipare all’inaugurazione ufficiale del Centro Sanitario e per conoscere ufficialmente i Capi Villaggio  che rappresentano i punti di riferimento della popolazione per tutte le sue necessità.

   Da settembre dello scorso anno il personale sanitario è costituito da un infermiere professionale, che fa anche attività di diagnosi e cura sotto la supervisione periodica di un medico dell’ospedale di riferimento, un’ostetrica e un tecnico di laboratorio. Nel laboratorio vengono eseguiti gli esami che permettono la diagnosi di malaria, parassitosi/infezioni intestinali, anemia. Nelle due stanze di degenza annesse all’Ambulatorio vengono curate le forme di malaria acuta semplice e complicata, che non richiedono l’ospedalizzazione, le infezioni respiratorie, le infezioni intestinali. Si eseguono medicazioni e suture di ferite di media gravità. Vengono seguiti i parti fisiologici e si provvede al trasferimento in Ospedale, con l’accompagnamento dell’ostetrica, di quelli che richiedono l’intervento chirurgico. Sono state redatte le schede sanitarie di tutti i bambini e i ragazzi dell’orfanatrofio e di quelli che frequentano la scuola. E’ stato valutato lo stato vaccinale dei bambini, provvedendo ad inviare al Centro Vaccinazioni di riferimento quelli sprovvisti delle vaccinazioni obbligatorie.

   Per far sì che il “nostro” piccolo Centro Sanitario nella brousse togolese venga utilizzato al meglio anche dalla popolazione dei villaggi è necessario avere a disposizione un medico, che si impegni a lavorare a tempo pieno sul posto, ed avere maggiori garanzie sulla costante fornitura dei farmaci indispensabili (antimalarici, antibiotici, antiparassitari, cortisonici, antinfiammatori, vitamine) e dei reattivi di laboratorio.

   Abbiamo calcolato che, per il mantenimento del personale sanitario e le spese farmaceutiche, l’impegno economico si aggira sui 15.000 euro l’anno. A luglio abbiamo consegnato i primi 4.500 euro, raccolti tramite varie attività realizzate a livello locale e regionale:

– una cena ebraica nel periodo pasquale, alla quale è intervenuta anche la Pastora della Chiesa Valdese

– un concerto di un coro di bambini

– un pranzo multietnico

– una campagna con la proposta “adotta un medico” perchè possa curare i bambini nella brousse togolese

– la vendita di piccoli prodotti dell’artigianato locale.

 Indubbiamente c’è ancora molto da fare, ma noi siamo fiduciosi e pensiamo che ne valga la pena.

                                                               

     Anna e Ciro Cirillo.

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