’Stare ai margini’: Casa di Benedetta

Dal febbraio 2017 i nostri amici del Masci di Reggio Calabria unitamente ad altre associazioni e movimenti coordinati dalla Caritas Diocesana hanno stipulato  con la Prefettura di Reggio Calabria una convenzione per l’accoglienza di Minori Stranieri Non Accompagnati.

I Padri Monfortani hanno messo a disposizione un edificio in fase di ristrutturazione  per l’accoglienza di 15 minori stranieri ai quali garantire:

  • Inserimento scolastico,
  • integrazione in gruppi scout,
  • analisi cliniche,
  • iter burocratici per i documenti
  • giardinaggio, orto e varie attività manuali, grazie alla presenza di spazi esterni oggetto del comodato d’uso gratuito.

 

Eccomi vuole continuare a sostenere il progetto ‘Stare ai margini’ in ricordo di Riccardo Della Rocca raccogliendo fondi per:

  • lavatrice 8-10 kg
  • biancheria per i letti
  • utensili e batteria da cucine
  • piatti e bicchieri

 

Chi desidera può inviare il proprio contributo a Eccomi – Associazione di volontariato Onlus tramite:

  • conto corrente postale:  n° 78044310
  • assegno non trasferibile, intestato a “Eccomi Onlus
  • bonifico bancario al seguente IBAN: IT77Q0501803200000000118601 (presso Banca Popolare Etica – Agenzia di Roma Via Parigi, 17 – 00185 Roma)

causale del versamento: progetto ‘Stare ai margini’ in ricordo di Riccardo Della Rocca , COGNOME, E-MAIL

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sostegno ai terremotati del centro Italia

Sono finalmente iniziati i lavori per la sistemazione e la messa in sicurezza del palazzetto dello sport di Cascia

Grazie alla generosità di tanti amici che vi hanno aderito, la raccolta fondi per il sostegno delle popolazioni del Centro Italia colpite dai terremoti hanno superato ogni aspettativa.
I progetti programmati dalle varie regioni possono così essere portati a termine con l’aggiunta di nuove iniziative.
Tra queste il Masci Marche ha organizzato per i giorni 13-14-15 ottobre una “Route della Solidarietà” allo scopo di contribuire alla rinascita della zone colpite dal sisma e mantenere vivo l’interesse sulla grave situazione. Alla fine dei tre giorni è stato possibile dare all’Associazione “Io non Crollo di Camerino”, partner dell’iniziativa, un assegno di 500 euro come contributo per la ricostruzione.

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Stare ai margini


Nel 2016 i fondi raccolti per questo progetto hanno permesso:

• di attrezzare meglio con piccoli elettrodomestici (forno microonde, tostapane, aspirapolvere, frullatore, piastra da cucina, phon) la casa di accoglienza ‘Costruire la speranza’ per migranti e indigenti

• sono stati acquistati contenitori per la distribuzione di tè e caffè caldi ai migranti al porto e ai poveri di strada insieme a un apparecchio per avvolgere nel cellofan i panini in distribuzione.

• sono stati acquistati 10 equipaggiamenti scout per ragazzi indigenti.

 

Giovani solidali

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Il progetto ‘Giovani Solidali’ ha ripreso il suo cammino. Dopo essere stati invitati, insieme ad altre associazioni di volontariato, ad illustrare i nostri progetti e le nostre finalità  agli alunni di alcune scuole medie di Roma e dintorni IDEAS EUROPA ci ha comunicato che ben 3 classi ci hanno scelto!!!! Ciascuna si impegnerà ad organizzare, nel corso dell’anno scolastico 2015 – 2016, una iniziativa a sostegno della nostra Associazione. GRAZIE RAGAZZI!

Diario di un campo scout sulla cooperazione internazionale

Raggiungo la casa scout di Sala, in provincia di Rieti, in un bel pomeriggio di fine giugno, dopo qualche ora di uno scorrevole viaggio in automobile, a suo modo piacevole, perché mi dà il tempo di fantasticare sul mondo di tanti secoli fa, quando per raggiungere simili convegni ci si incamminava giorni prima, a piedi o a cavallo, con scorte di cibo e giacigli improvvisati per la notte. Per la verità anch’io porto del cibo e pure un giaciglio. Si tratta del piatto tipico regionale, immancabile nei campi di specialità scout: pane di castagne e lardo di Colonnata. Il giaciglio è un moderno sacco a pelo: la casa sarà sicuramente bellissima, ma con comfort spartani.

La bellezza della casa e del paesaggio che la circonda non delude le aspettative. Il Casale di S. Anna, sede della base scout gestita da Strade Aperte e dal MASCI del Lazio, si staglia sul crinale di una dolce collina, ad ottocento metri di altitudine, circondato da prati pascolo e da boschi di rovere. L’aspetto solido ed importante della costruzione non è scalfito dai segni del tempo, le tinteggiature scolorite, le piccole crepe degli intonaci e un pizzico di trascuratezza, conferiscono a tutto il complesso un fascino reale e sincero che solo le case scout hanno e che raramente si trova in altre categorie di alloggi.

Arrivo in tempo per l’alzabandiera, sono sconosciuto a tutti, ma Francesco De Falchi, coordinatore del campo, con cui avevo scambiato qualche breve messaggio di posta elettronica, mi accoglie con un caloroso abbraccio e mi rende subito parte del gruppo.

Dopo la presentazione di uomini e programmi si avviano i lavori, che per tre giorni si svolgeranno su due binari paralleli: le relazioni degli esperti e il lavoro di gruppo dei partecipanti.

Mario Sica, dell’International Scout and Guide Fellowship, parla dei rapporti tra scoutismo e cooperazione internazionale, arricchendo la comunicazione con interessanti testimonianze della sua passata esperienza di ambasciatore italiano nei paesi dell’Africa. Giuseppe Florio, di Progetto Continenti, affascina i convenuti con gli argomenti dello spirito, ricordando come sia di grande aiuto, anche per la soluzione di temi attuali come quelli della cooperazione, la lettura dell’antico e del nuovo testamento. Francesco Meneghetti della Caritas Italiana, riconduce la cooperazione internazionale nell’ambito della progettualità, dove è importante che ogni azione sia pianificata e costantemente controllata nei risultati e negli effetti prodotti.

I convenuti partecipano con interesse alle comunicazioni e durante il lavoro di gruppo, divisi in nativi africani e in cooperanti europei, interpretano la cooperazione secondo i due diversi, e talvolta opposti, orizzonti.

A tavola, oltre all’ottima cucina offerta dall’efficiente gruppo logistico che si occupa dell’accoglienza, si gustano piatti piemontesi, toscani, laziali, umbri, pugliesi ed africani. A sera il bivacco riscalda gli animi e i corpi. Sabato ci raggiunge Alberto Albertini, segretario nazionale del MASCI, che anima la serata con la proiezione di un bel filmato sulla route fatta congiuntamente da gruppi MASCI e AGESCI, in Burkina Faso, nell’estate dello scorso anno.

Nel frattempo i lavori di gruppo proseguono come da programma, i cooperanti europei, di cui faccio parte, simulano la predisposizione di un progetto di alfabetizzazione e comunicazione per un villaggio del Malawi. Il coordinatore del gruppo, Ciro Cirillo, del MASCI del Piemonte, come molti altri presenti, ha una grande esperienza di cooperazione in Africa, pertanto il progetto per quanto simulato, risulta alla fine molto reale.

 Alla domenica mattina, Gianfranco Sica, presidente di ECCOMI, ascolta la presentazione dei due progetti, quello dei nativi africani e quello dei cooperanti europei, apprezza entrambi e conclude definitivamente i lavori del campo.

Durante il pranzo, l’ultima nostra occasione conviviale, esprimo ancora una volta il mio stupore per le tante cose che si potrebbero fare in Africa con i pochi spiccioli di cui facilmente potremmo disporre noi europei. Quello dei costi è uno degli argomenti che più mi ha colpito in questa tre giorni sulle colline di Sala. I miei ospiti, più esperti di me, ricordano che non tutte le organizzazioni sono capaci di contenere i costi così come sanno fare gli scout. Si devono trovare i partner giusti e si deve viaggiare a proprie spese, accettando gli stili di vita e i ritmi locali, rifuggendo la tentazione di confondere il cooperatore internazionale con una specie di agente segreto a servizio del proprio piacere più che delle popolazioni indigene.

Ma è tempo di riprendere la strada di casa, mi piacerebbe dover risalire sul cavallo, ma il 2010 mi costringe di fronte ad un banale volante in similpelle. Lo impugno e così come sono venuto, ritorno verso nord, con l’ansia di raccontare ai miei figli scout, a mia moglie e agli amici, quanto di interessante ho imparato nel Casale di S. Anna.

Raffaello  Puccini

Viareggio  3

Relazione dei lavori svolti, valutazioni e suggerimenti

Breve  cronaca

Capo campo: Francesco De Falchi

Staff: Franco Nerbi, Franco Vecchiocattivi, Ciro Cirillo

Esperti: Mario Sica, Comitato Mondiale ISGF,  Giuseppe Florio, responsabile ONG Progetto Continenti,  Francesco Meneghetti, Caritas Italiana

Pattuglia logistica: RM 14 Giuseppe e Eleonora,  RM 4 Riccardo e M. Teresa

Partecipanti:  15 (del Lazio, dell’Umbria, della Puglia e della Toscana)

I lavori si sono svolti secondo il programma e nei tempi previsti  a parte la Via Crucis del sabato sera sostituita dallo scambio di valutazioni e orientamenti Masci-Agesci-Eccomi  circa “lo scoutismo per la cooperazione internazionale”, questo per avere il tempo necessario la domenica mattina di scendere a Rieti e partecipare alla Celebrazione Eucaristica in una Parrocchia (data la non prevista assenza al campo dell’Assistente).

Gli esperti sono stati molto apprezzati dai partecipanti così come dal sottoscritto sia per la competenza specifica sul tema loro affidato, sia per la chiarezza nell’esporre argomenti certamente importanti ed interessanti ma non sempre semplici.  Sono risultati infatti particolarmente stimolanti e propositivi, ben calibrati rispetto all’uditorio, in sintonia con il clima cordialmente fraterno e autenticamente motivato dei presenti.

Un plauso merita anche la pattuglia logistica (RM 14 e RM 4) certamente per la qualità, la puntualità e, si può affermare, la professionalità con cui ha condotto il servizio, lo merita anche per aver condiviso con interesse, tutte le volte che gli è stato possibile, le attività svolte.

La partecipazione ai lavori e l’interesse per i temi trattati da parte dei partecipanti sono stati di buon livello come dimostrato anche dall’aver pienamente rispettato la metodologia proposta e dal risultato dei lavori di gruppo. Una scarsa interazione tra i lavori dei due gruppi è stata dovuta sia al tempo disponibile sempre carente, sia ad una scarsa comprensione delle indicazioni metodologiche fornite,  una maggiore interazione infatti avrebbe reso più efficace la modalità di lavoro proposta.

Sala e la Casa S. Anna si sono dimostrati particolarmente adatti ad ospitare questo genere di iniziative, così come la natura e il paesaggio circostante.  I lavori tuttora in corso per rendere più accoglienti e funzionali gli spazi interni sembrano essere nella giusta direzione e rispondenti all’essenzialità dello stile scout. Sarà utile comunque dotare la struttura di moderni supporti audiovisivi e di opportune attrezzature (telefono, PC, stampante, fotocopiatrice, ecc.).

Valutazione dell’esperienza fatta

Una prima valutazione del campo è positiva: la prima iniziativa del MASCI nazionale in qualche modo strutturata e esplicitamente sperimentale rivolta al tema della solidarietà internazionale avrebbe potuto risultare non rispondente alle aspettative dei partecipanti ed estranea alle tematiche ed alle modalità a cui sono avvezzi gli A.S.;  inoltre la complessità dei contenuti in programma e la scarsa informazione, esperienza e preparazione della gran parte dei partecipanti sui temi trattati potevano essere causa di una partecipazione stanca e distratta.

Al contrario si è potuto lavorare con notevole intensità, constatando un reale interesse ed un positivo contributo ai compiti loro affidati da parte di tutti i presenti.

Sulla base di una prima riflessione sull’esperienza condotta tuttavia si possono rilevare alcune  carenze di cui invero si era già consapevoli in fase di progettazione;

  • Un maggior numero di partecipanti rispetto ai 15 “allievi” presenti avrebbe potuto fornire una produzione più consistente dei compiti affidati ai lavori di gruppo; 
  • Una maggiore omogeneità tra i partecipanti in quanto a interessi ed esperienze di servizio avrebbe potuto ridurre i tempi per l’informazione e la messa a fuoco degli argomenti; 
  • Come prevedibile, il pur intenso lavoro svolto nell’arco di tempo disponibile non è stato sufficiente per rappresentare, seppure in modo sommario, i vari argomenti riguardanti la cooperazione internazionale; 
  • In particolare è mancata l’esposizione dell’attuale scenario della cooperazione internazionale:  le Istituzioni e le agenzie pubbliche preposte (internazionali, nazionali, locali,ecc.), la varietà di organismi privati del volontariato, ma anche i grandi e forti interessi politici ed economici che ne determina l’efficacia, di fatto i veri responsabili del gap tra i sud e i nord del mondo e del suo dilatarsi;
  • L’assenza tra i partecipanti di rappresentanti delle iniziative scout di cooperazione internazionale più significative non ha consentito un più ricco scambio di esperienze.

Riteniamo comunque che i tre temi principali trattati, grazie soprattutto alla qualità dei relatori, abbiano fornito ai partecipanti  importanti contributi per essere consapevoli delle conoscenze e delle competenze necessarie per  impegnarsi ed operare nella cooperazione internazionale.  Ciò confermerebbe la validità delle scelte fatte di privilegiare, tra i molti possibili,  due argomenti di base “ideale” –le motivazioni che oggi sollecitano lo scoutismo ad impegnarsi per la cooperazione internazionale e le radici bibliche di una spiritualità  per la cooperazione internazionale-  per poi andare sul “terreno”  concreto con l’argomento di come progettare un intervento di cooperazione internazionale.

Anche lo stratagemma usato per attuare “l’imparare facendo” ha dato risultati positivi. Porre come obbiettivo del campo la redazione di un progetto e organizzare i tempi e i ruoli in funzione di tale obiettivo  proponendo ai partecipanti divisi in due gruppi di “calarsi nei panni” degli indigeni e dei volontari, dilatando i tempi per i lavori di gruppo e presentando i relatori come consulenti disponibili a fornire suggerimenti per la redazione del progetto, tutto ciò ha fatto si che i presenti si sentissero protagonisti, responsabili e coinvolti nella buona realizzazione del campo.

Suggerimenti

Per eventuali analoghe iniziative nell’ambito dell’ “arcipelago delle opportunità” e in vista di un ulteriore, crescente interesse tra gli A.S. del MASCI e nelle Associazioni giovanili scout si potrebbero immaginare tre diversi livelli o ambiti specificamente rivolti a:

  1. Approfondire i riferimenti ideali scout, i riferimenti ideali politici, le attuali dinamiche geo-politiche. Illustrare le disuguaglianze e le ingiustizie. Illustrare le Istituzioni e le Agenzie internazionali, le rispettive competenze e il loro operato. Scoprire i grandi interessi e le sedi del potere che governano la cooperazione internazionale.
  2. Far conoscere gli aspetti tecnici per operare nella cooperazione internazionale. Risorse esistenti e risorse reperibili, normativa ai vari livelli, come progettare e come operare per realizzare il progetto.
  3. Scambio di esperienze (del masci, delle associazioni giovanili scout, nazionali  ed estere, ecc.), approfondimenti e riflessioni per individuare nuove opportunità, nuove modalità, nuove collaborazioni per formare giovani e adulti alla mondialità di oggi e di domani e per rendere sempre più efficace il servizio dello scoutismo alla solidarietà e alla cooperazione internazionale. Questo ambito potrebbe essere anche oggetto di iniziative a carattere seminariale.

Si possono inoltre proporre a ECCOMI o anche ad altre ONG e progettare congiuntamente opportunità di visite , stages di formazione, campi di lavoro.

3 luglio 2010