Buone nuove dal Burundi

Di passaggio a Roma per lo svolgimento della sua attività pastorale in Europa, abbiamo incontrato il presidente della Conferenza Episcopale del Burundi e vescovo di Muyinga Mons. Joachim Ntahondereye.
Sempre cordiale e disponibile, ci ha aggiornato sui progetti che Eccomi continua a svolgere nella sua diocesi.
Sembra che nella zona, tra le più povere del Burundi colpita periodicamente da carestie causate dalle condizioni climatiche, sia ritornata un po’di calma dopo una forte instabilità causata dalla repressione da parte del governo alle opposizioni.
Le cooperative rurali femminili nate nel 2010 con il sostegno di ECCOMI, continuano la loro crescita in modo attivo e produttivo nonostante la mancanza di una presenza dall’Italia a fungere da ponte.
vedi link Burundi: Progetto cooperative donne batwa

I lavori d’intervento nella scuola presso la parrocchia di Ntega sono ripresi dopo l’invio della seconda tranche dei contributi dei sostenitori del progetto. Il nuovo edificio è quasi completato (manca solo il tetto). Prima di fine anno invieremo una terza tranche di contributi dopo una verifica sull’avanzamento dei lavori.
Vedi link scuola Ntega

La scuola da poco iniziata, dopo il calo dovuto alle fughe dal paese di molte famiglie, ha visto quest’anno scolastico un maggior numero di iscrizioni. Ci auguriamo tutti che questo sia un segnale positivo per un cambio culturale del Paese.
Abbiamo assicurato il nostro impegno nella ricerca di padrini per sostenere i bambini e ragazzi più bisognosi che altrimenti non potrebbero frequentare la scuola perché siamo convinti che:
“L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo.” (Nelson Mandela)
vedi link scolarizzazione

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Le ragazze dell’Atelier acquisiscono commesse…

Le ragazze dell’Atelier continuano a lavorare e ci sono concreti segni di ripresa dell’attività, tanto che ci hanno pregato di rinviare a Bujumbura alcuni manufatti perché hanno venduto tutto e sperano di vendere ancora. Tutte stanno benone sono serene e piene di speranza e voglia di lavorare.
Quest’anno le ragazze si sono fortemente impegnate ed hanno mantenuto i costi entro i limiti da noi fissati con una perfetta tenuta della contabilità .Si sono attivate moltissimo per trovare nuovi clienti ed hanno dato prova di senso di responsabilità ed iniziativa : credo che questo rappresenti per noi un successo perché siamo riusciti a formarle e dar loro la necessaria responsabilità.

IMG-20170922-WA0003Hanno acquisito autonomamente commesse importanti (vedi foto che le ritrae mentre confezionano delle uniformi ) ed eseguono con puntualità anche gli ordinativi che facciamo pervenire.
Sul piano personale sono tutte molto serene e felici (hanno confidato ad un missionario che ci aiuta molto che non si sentono più handicappate….).

In particolare Evelyne che ha riacquistato il perfetto uso delle gambe, grazie ai vari interventi operatori di cui Eccomi è stato il promotore, si muove con grande agilità ed è totalmente autonoma (vedi foto con bebè comunque non suo).

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Ovviamente si sono aggiunte nuove nascite che allietano la loro vita ed anche quella dell’ Atelier.
Di tutto ciò siamo fieri !!!!.

Raccogliamo i salvadanai

Cari amici,

In Burundi le scuole sono appena iniziate nonostante la situazione di crisi politica del Paese e  i nostri amici dell’Associazione Scout del Burundi ci assicurano che faranno di tutto per continuare a seguire il progetto garderies e assicurare il pasto giornaliero ai 1500 bambini degli asili.

Siete invitati

 Domenica 8 novembre h.17,00 al teatro della parrocchia S. Maria Maddalena de’ Pazzi Largo Vicarelli – Roma

Raccoglieremo i salvadanai che avete ricevuto per l’iniziativa  “con 20 centesimi al giorno invito a pranzo un bambino”

Assisteremo insieme alla proiezione di un bel film: DIFRET – il coraggio per cambiare, prodotto dalla sempre più impegnata sul piano sociale Angelina Jolie. Il film ,ambientato in Etiopia e tratto da una storia vera ,racconta la battaglia difficile di una ragazza coraggiosa contro i pregiudizi maschilisti in una società intrisa di tradizioni e abitudini arcaiche

                     Invitate a partecipare anche i vostri parenti ed amici.

Seguirà un aperitivo.

Nell’attesa di un vostro riscontro, vi mandiamo un caro saluto.

Cristina Maccone                                                      Carlo D’Andria

Cell. 347.9048934                                                     Cell. 335.6875462

cristina.maccone@fastwebnet.it                               carlo.dandria@gmail.

clicca per vedere la locandina

Una lettera dalle ‘ragazze’ dell’Atelier l’Espoir a Bujumbura

 

Quando abbiamo iniziato eravamo un gruppo di donne handicappate che si riuniva in un container nel Mercato di Jabe…..un posto sporco, dove si vendevano granaglie, con una fogna a cielo aperto, con i topi che erano i padroni  e dove nessun “Muzungo” (bianco) avrebbe mai messo piede…

Facevamo piccoli lavori, stavamo con i nostri bambini, non avevamo soldi per pagare l’affitto, per mangiare, per mandare a scuola i nostri bambini.. una vita senza dignità….

Poi un bel giorno Eccomi decide di aiutarci nella creazione di un Atelier… Noi non siamo abituate a sognare, per noi esiste il presente e come affrontarlo giorno per giorno..in una parola:  conosciamo solo  il desiderio di sopravvivere, ma abbiamo 

ateliercreduto in questa proposta, ci abbiamo creduto fortemente. Abbiamo iniziato a lavorare e forse, tra tante diffidenze anche a fidarci dei Muzungoche ci hanno affiancate.

Abbiamo fatto una prima esposizione che è andata benino ed abbiamo cominciato a vedere i primi risultati.

Poi abbiamo  iniziato ad esporre in un grande Albergo. Per noi l’ingresso in quel mondo da favola e di lusso è stata un’esperienza travolgente. La gente acquistava i nostri prodotti e ci faceva i complimenti….eravamo trattate come persone che lavorano e eravamo rispettate….Abbiamo cominciato crederci…

Infine è arrivata una sistemazione decorosissima. Oggi percepiamoatelier1 un salario, un contributo per il trasporto,la colazione al mattino e disponiamo di una piccola cassa malattie e chi aspetta un bimbo ha diritto ad un periodo di maternità retribuita come la nostra Rebecca.

La gente ha cominciato a conoscerci….la stampa si è occupata di noi, il Sindaco di Bujumbura è tra i nostri clienti, l’Università ha inviato una studentessa per fare una tesi sulla nostra esperienza ed anche un ministro si è interessato alla nostra mutata condizione…. L’Atelier è quasi autosufficiente, vendiamo tanto, guadagniamo, paghiamo tutto puntualmente, possiamo comprare il cibo per i nostri figli e permetterci qualche “sfizio”.

Una di noi Evelyne, che camminava a 4 zampe, adesso grazie ad Eccomi è stata operata e finalmente cammina con le stampelle e può guardare le persone negli occhi e soprattutto sperare di crearsi una famiglia ed avere dei figli!

Ve lo abbiamo detto: non siamo abituate a sognare, non ce lo siamo mai permesso. Ora però abbiamo iniziato a farlo ed il futuro non ci spaventa più…siamo donne, siamo abituate a combattere ed oggi anche cominciamo a sperare……

Grazie a tutti gli amici italiani che ci hanno aiutato a conquistare la nostra dignità attraverso il lavoro, acquistando i nostri prodotti e sostenendoci con donazioni!

MIGLIOREREMO, ABBIAMO LA FORZA E LA VOGLIA DI FARCELA Annamarie,Bernadette,Eveline,Imelda,Languide,Rebecca,  Soline e Violette  

Sostegno scolastico ai ragazzi batwa ed orfani: Claudina ci scrive

batwa2La Diocesi di Muyinga si trova a Nord-Est del Burundi, coprendo le province amministrative di Muyinga e Kirundo e una parte della provincia di Karuzi. Il territorio è pari a 4.767 km2, la popolazione di ca. 1.251.611 cittadini censiti, di cui 13.000 BaTwa.

La situazione e condizioni sociali della gente sono fortemente determinate da un’economia debole, dalla mancanza di infrastrutture e di un sistema di controllo centrale efficace.

Il peso della “ribellione interna”, della corruzione e la debolezza del sistema interno delle imposte limitano la possibilità dello Stato di offrire servizi sociali adeguati e validi in materia di educazione, salute, sviluppo e ambiente…Di fatto i servizi sociali essenziali sono garantiti in tutto il paese, ma il personale ha un livello di preparazione talmente basso da rasentare il “crimine statale”.

Il tasso di analfabetismo è altissimo e il livello di istruzione ridicolo, questo limita le possibilità della popolazione di contribuire agli sforzi dello Stato per migliorare la situazione sociale, specialmente nelle aree periferiche.     Nonostante il Governo emetta nuove e migliorate leggi in favore dell’educazione, soprattutto per mantenere i/le giovani a scuola,  non c’è nessun controllo sulla popolazione e la partecipazione scolastica è lasciata nelle mani delle famiglie che in base alla loro sensibilità personale scelgono se inviare o meno figlie e figli a scuola. Di fatto la scuola dell’obbligo esiste sulla carta, ma il sistema non è strutturato per renderla effettiva.

batwa1Qui arriviamo noi della Caritas Diocesana di Muyinga che, grazie anche all’appoggio della Onlus Eccomi, da 6 anni sosteniamo la popolazione Twa (pigmei autoctoni del Burundi) nella partecipazione scolastica dei bambine/i e giovani in età scolare. Con il tempo il progetto ha subito modifiche e nelle nostre liste sono stati aggiunti orfane e orfani della Diocesi. In numeri contiamo 1.600 alunne/i delle primarie, 450 studenti/esse alle secondarie e 3 giovani all’Università.

Il nostro contributo consiste nel garantire loro il materiale scolastico necessario, con quaderni, penne, matite e scatola di matematica, l‘uniforme secondo le regole di ciascuna scuola e una piccola somma per quelle necessità si dovessero verificare nel corso del trimestre.

Di fatto il nostro aiuto è una goccia rispetto ai bisogni che le famiglie devono affrontare nel corso dell’anno scolastico, ma questa è una scelta ponderata: innanzitutto il nostro vuol essere un sostengo e non una sostituzione. Nella cultura burundese è la famiglia allargata che deve farsi carico dei bisogni dei propri elementi, soprattutto i più piccoli. Inoltre i nostri iscritte/i sono aumentati rapidamente e in maniera esponenziale: nell’intento di aiutare il numero maggiore di studenti e studentesse aventi diritto, abbiamo scelto di suddividere gli aiuti a disposizione su tutte/i coloro presentino le condizioni e seguano le regole fissate per essere iscritti nelle nostre liste. È per noi una gioia seguire l’evoluzione scolare di tante e tanti giovani, che dai primi tentativi scolastici arrivano a lasciare il nostro progetto con un diploma in mano, lanciandosi pieni di speranza e di orgoglio nel mondo del lavoro.

batwa3Per gli studenti BaTwa il diploma è il passaporto per un nuovo stato sociale: dalla capanna alla casa in muratura, dal campo al commercio.  Con loro si portano tutta la famiglia, soprattutto i fratelli e sorelle più piccoli. Le studentesse BaTwa diplomate ci stanno aiutando a sdoganare dalla miseria mentale ed economica centinaia di donne nei villaggi del nord. Queste/i giovani sono il “passepartout” che ci ha aperto ben più di una porta. Lavorare nelle comunità Twa per la Caritas Diocesana è diventato progressivamente un “must”, dove non riusciamo ad arrivare da soli, sono le comunità stesse che ci chiamano… il tutto è vissuto come un’avventura interessante e arricchente da ambo le parti.

Lo spazio si esaurisce qui, per questa volta, non ci resta che  porgervi un ringraziamento speciale per il vostro sostegno, nella speranza che anche questa avventura, vissuta in tandem, possa continuare e  evolvere con profitto.  MURAKENUYE !

Claudina Bertola
Muyinga – Burundi
Phone: 00257 79435426
Skype: Muyinga2008

Le garderies oggi

(dalla relazione di Jean Claude Nzisabira  responsabile per l’ASB del progetto Garderies)

 

vista garderie Kabanga copiaI bambini che frequentano quest’anno le 9 garderies sono 1510. Solo nella garderie di Kiyanza i bambini iscritti sono diminuiti rispetto all’anno passato poiché con il nuovo sistema scolastico un’aula della garderie è stata occupata e perciò si è tenuto conto del minor spazio disponibile per i bambini piccoli (comunque 117!)

Le garderies sono diventate centri di educazione alla riconciliazione  poiché garderie Kabanga classe ristrutt. copiafrequentati da tutti i bambini del territorio e non solo da bambini dei campi degli sfollati di guerra, inoltre il progetto riunisce i genitori dei bambini per mettere in atto una attività produttrice di reddito al fine di contribuire al buon funzionamento della garderie dei propri figli.

garderie Makebuko commissario copiaPer esempio il gruppo di genitori della garderie di Kiremba, nella provincia di Muyinga, dispone di un piccolo terreno seminato a foraggio che viene venduto, possiede inoltre una piccola peschiera per l’allevamento dei pesci e tra tre mesi comincerà a venderli.

I genitori della garderie di Vumbi nella provincia di Kirundo dispongono di un terreno dove  coltivano fagioli, patate e sorgo, è una provincia questa  dove spesso c’è carestia poiché ogni anno si osserva il prolungamento della stagione secca.

Non sempre tutto va come dovrebbe: il gruppo di genitori della garderie di Kiremba, nella provincia di Ngozi, hanno venduto il terreno di un ettaro ed ora L’ASB sta cercando di recuperare il terreno.

Nella garderie di Kiyanza nella provincia di Muyinga i genitori hanno coltivato  un ettaro di terreno a manioca ma il raccolto non è stato buono per mancanza di letame. I genitori dei bimbi iscritti in questa garderie sono per lo più Batwa e non possiedono animali.

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Durante l’estate l’Unicef  ha finanziato la ristrutturazione delle garderie di Kabanga e Makebuko nella provincia di Gitega e di Kanyosha a Bujumbura.

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la garderie di Kanyosha è stata  ristrutturata e la realizzazione di una recinzione ha permesso il posizionamento di strutture ludiche all’aperto, inoltre ha un grande serbatoio per l’acqua e l’Unicef  ha donato due mulini per la macinazione del riso e della manioca che permettono ai genitori che ci lavorano di contribuire al mantenimento della garderie. Per questi motivi è diventata una garderie modello ed è qui che vengono portate le delegazioni di altri paesi per mostrare la bellezza di questo progetto e per cercare nuovi finanziatori.

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Una recinzione all’Istituto Rumuri

 2013-05-17 10.55.26Nell’ istituto per bambini e ragazzi ciechi a Gitega  abbiamo sostenuto la costruzione di un bel muro di recinzione. Ce lo avevano chiesto nella nostra visita in maggio di quest’anno le suore che gestiscono l’istituto poiché spesso entravano persone estranee per rubare ed era pericoloso per i ragazzi e per le ragazze. Abbiamo inviato, come da loro richiesto, 3.700,00 euro ed ecco il bellissimo muro, le suore sono felici e ci ringraziano moltissimo.

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recinzione Rumuri      

Atelier l’Espoir: nuova sede

atelierGrandi novità: l’atelier si è trasferito presso la casa di accoglienza dei Saveriani  in Bujumbura. La casa di accoglienza in cui era inserito chiude per cui Emilia ha cercato una nuova sede ed ha trovato la grande disponibilità dei Saveriani ad accogliere il laboratorio di ricamo e cucito. Grazie di cuore a Padre Modesto e Padre Giovanni.

Le ragazze sono felici e, dopo un periodo di difficoltà, hanno ripreso a lavorare con lena ed entusiasmo riuscendo sempre ad ottenere prodotti belli e rifiniti.

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Apriamo i salvadanai…..

Vi ricordate dell’iniziativa “operazione salvadanaio” lanciata In occasione della performance teatrale del 10 novembre dello scorso anno a Roma destinata alla raccolta  fondi  per il progetto “Garderies-scuole           dell’infanzia” ?.  E’ passato un anno e siamo ansiosi di scoprire insieme a voi quali sono i risultati…… e allora  Incontriamoci

sabato 26 ottobre alle ore 16,30 

presso i locali della parrocchia di S. Gelasio – via Fermo Corni, 1

 Rd_si mangia!!!

Sapendo che molti bambini si sono impegnati a mettere le monetine nel salvadanaio discritta eccomi2  per i loro fratellini meno fortunati, abbiamo pensato di ringraziarli organizzando un dolce incontro festoso dedicato particolarmente a loro …ma non solo.

Vi aspettiamo tutti, anche con i vostri nipotini, nipotoni, figli e amichetti.

Sostegno scolastico a distanza in Burundi

Il progetto che vedeva come partner la Lega Iteka è stato chiuso ma sono stati stabiliti accordi con la Caritas della Diocesi di Muyinga per riprendere a sostenere i ragazzi nel prossimo anno scolastico. La collaborazione con la Caritas diocesana di Muyinga ha immediatamente consentito un maggior rapporto fiduciario e un diretto contatto con i ragazzi destinatari del progetto, in ultima analisi si è raggiunto un nuovo e più razionale metodo di gestione delle adozioni.

Atelier delle donne con handicap

Va avanti alla grande e le commesse non mancano.

Atelier: si lavora sodo

Atelier: si lavora sodo

E’ un progetto ormai in grado di autofinanziarsi grazie alla visibilità che è stato in grado di conquistare sul territorio e che fa ora percepire i portatori di handicap non più come individui da assistere ma come persone che possono proficuamente lavorare.

Una di loro è stata aiutata da Emilia a praticare un primo intervento che possa permetterle in futuro la  posizione eretta

Tamburinaires al CDJM

Rd_tambourinairesNel mese di maggio 2013 Paola, Mario e Cristina hanno incontrato Prospère, presidente del CDJM e segretario regionale degli scout di Muyinga. Prospère ci racconta le attività svolte in questi ultimi tempi organizzate dal CDJM

 

Nelle vacanze di natale sono stati organizzati tornei sportivi per i giovani

Si sono svolte serate culturali con tamburi e danze

Corso per tamburinaires, suonatori di tamburi tipici del paese:

tamburinaires1tamburinaires2dal mese di marzo si svolge questo primo corso con 3 gruppi di 21 ragazzi tra i 12 e i 18 anni. Hanno a disposizione 16 tamburi comperati nel mese di febbraio con un finanziamento di Eccomi . Il corso si svolge per un’ora una volta a settimana per tre mesi con tre istruttori volontari che fanno parte del comitato direttivo del CDJM.  Mezz’ora è dedicata ad imparare a suonare il tamburo e a danzare, l’altra mezz’ora è dedicata alla formazione dei giovani per la prevenzione dell’AIDS. I ragazzi, alla fine del corso potranno essere i formatori dei corsi successivi e i migliori saranno selezionati per suonare nelle cerimonie.

A Prospère è stata consegnata una bella tenda da parte di Eccomi per lo scoutismo della regione.

Istituto per ciechi e ipovedenti – Novità

             Istituto per ciechi e ipovedenti  “RUMURI”  di Gitega

 

rumori 1

rumori 2

Il 17 Maggio la delegazione di Eccomi si è recata a Gitega  con Claudina e Georgette per consegnare all’istituto il materiale prevalentemente didattico che era stato in parte reperito dal Mac e in parte acquistato da Eccomi. Due macchine dattilo braille-Bastoni bianchi-Cubi per il calcolo –  Due Registratori- Figure geometriche- Orologi tattili – Cinque Palloni sonori con pompa – Planisferi  e carte dell’Africa plastificate in rilievo e in braille.

i ragazzi giocano col pallone sonoro…

Il Centro ospita attualmente  62 giovani dai 7 ai 18 anni ( 30 femmine e 32 maschi) che frequentano prevalentemente la scuola primaria interna all’istituto, solo 4 alunni frequentano con grandi difficoltà una scuola superiore esterna.

Il personale impegnato nel centro, oltre alle suore, è così costituito:

2 insegnanti ciechi

2 insegnanti ipovedenti per l’artigianato

5 insegnanti normodotati esterni

2 segretari che traducono i libri

Il progetto di sostegno prevedeva  l’impegno  da parte di Eccomi di € 2500 per interventi strutturali e di € 2500 da parte del Mac per attrezzature didattiche.

Per quanto riguarda  l’impegno di Eccomi, viene richiesto dalla direttrice del Centro di utilizzare la cifra inviata da Eccomi non più per la costruzione dei bagni che nel frattempo sono stati costruiti con l’aiuto di altri benefattori bensì per una recinzione che protegga il centro dalle frequenti incursioni di ladri. Viene presentato un progetto per un totale di 7459640 FBU ( circa  € 3700 ).

Roma 26 maggio 2013

Paola Busato

Responsabile del progetto

Laboratorio fotografico a Bujumbura

Visita del 22.maggio 2013

Il nuovo progetto è stato ripreso nel gennaio 2013 nel nuovo ufficio,(circa 15 m2) all’interno di una zona commerciale non  molto qualificata(si trova in un cortile interno).

IFL’Associazione Giovani Disoccupati di Bujumbura (è questa l’associazione a cui è rivolto il progetto) ha lo scopo di dare una prospettiva professionale a giovani disoccupati nel settore della fotografia applicata a eventi come matrimoni,cerimonie, riunioni professionali, battesimi,ecc.

        IFVengono addestrati, a detta di Emile, presidente dell’associazione, due giovani al mese, 5 giorni su 7, orario dalle 8.00 alle 12.00, e talvolta anche nel pomeriggio.

          Le apparecchiature di cui dispone il centro sono 2 macchine foto digitali, 2 analogiche 1 cinepresa,3 computer fissi per riprese e gestioni immagini, 2 computer portatili(dati  dall’Unicef).

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Tre persone lavorano stabilmente nell’addestramento, c’è anche una tesoriera.

personale  Il sabato e la domenica le apparecchiature sono utilizzate in affitto per servizi fotografici di personale esterno. Ci dicono che in tutto il Burundi ci sono solo tre agenzie di  servizi fotografici. La stampa viene poi effettuata in un laboratorio vicino che si chiama GTC, che appartiene però ad altri.

 Il loro obiettivo sarebbe di disporre di un ufficio più grande e meglio posizionato, nonché dotato di un laboratorio proprio per la stampa, in modo da essere più autonomi.  Ciò consentirebbe anche di poter addestrare più allievi. Altri obiettivi più allargati sarebbero quelli di effettuare corsi di prevenzione AIDS,  di apprendimento dell’inglese, ecc.  Nella condizione attuale hanno difficoltà a farsi conoscere, se non attraverso amici e parenti, essendo la pubblicità ovviamente costosa.  Naturalmente i cosi fotografici sono gratuiti .

           Il presidente è Emile  Sabrishimik. I formatori sono Kuvizera  J.P., Desiree, Fabrice, Jean de Dieu.

L’indirizzo dell’ufficio: Chausee Prince Luis, building Bonesha.

Burundi: laboratorio fotografico

E’ stato redatto un rapporto intermedio da parte dell’Associazione per il sostegno della gioventù disoccupata burundese (ASJC) per il progetto “Rinnovamento dell’attrezzatura dello studio fotografico” a Bujumbura. Questo rapporto, inviato ad Eccomi è stato inoltrato alla Caritas Italiana.
La somma messa a disposizione dalla Caritas Italiana e da Eccomi è stata di 8.250 euro. Questi soldi hanno permesso l’acquisto di una nuova videocamera professionale con batterie di sicurezza, di una macchina fotografica professionale e di un nuovo computer con stampante, scanner e il software.
L’ASJC è soddisfatta per il lavoro che può svolgere con la nuova apparecchiatura e conta in futuro di potersi impegnare nella formazione e nella creazione di lavoro per i giovani.

Burundi: Istituto Rumuri per ciechi ed ipovedenti

Vuoi contribuire a donare all’istituto del materiale didattico o di gioco?

pallone

pallone sonoro

dadi

dadi tattili

dama

gioco della dama e del filetto

MATERIALE euro
pallone sonoro 46.00
tombola tattile 76.00
gioco dell’oca 66.00
globo geografico in plastica a rilievo 150.00
Africa fisica 9.5
Africa politica 9.5
   
13 tavole: il corpo umano 115.00
14 tavole: i mammiferi 120.00
   
macchina dattilo-Braille 483.00

 Vuoi collaborare alla manutenzione dell’edificio?

  • Riabilitazione delle latrine
  • Sistemazione e riparazione del tetto delle classi ormai vecchio
  • Costruzione di un blocco amministrativo: ufficio e segreteria
  • Riabilitazione di 4 latrine svuotabili

Sostieni Eccomi con una donazione: (dona qui)

Puoi anche cercare nella tua città di contattare un istituto, una organizzazione, una scuola o una associazione per ciechi che possa donare del materiale per ciechi ormai obsoleto.

Burundi: Atelier L’Espoir

Prima di Natale l’Atelier ha partecipato a 2 esposizioni alla scuola belga. Le ragazze hanno preparato tutto ed hanno avuto un buon successo.

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Esposizione dell’Atelier alla scuola belga

Nell’ultimo periodo si sono consolidati gli ordinativi da parte degli alberghi in Burundi già in parte eseguiti e la Caritas Diocesana di Muyinga ha confermato la richiesta di 750 divise per le scuole da consegnare entro il prossimo settembre. Tali manufatti, sebbene non molto remunerativi, rappresentano un’affermazione sul mercato locale che da tempo era il nostro obiettivo per iniziare a rendere “indipendente” l’Atelier dall’ intervento della nostra associazione nelle vendite.

Le ragazze mantengono un costante contatto con noi, inviando periodici rapporti via mail, grazie al corso di informatica al quale abbiamo iscritto una delle coordinatrici. In futuro, quando le avremo dotate di un computer più moderno, si potrà colloquiare via Skype. Grazie a tali progressi la nostra presenza in Burundi si renderà meno necessaria.

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Bernadette, la nostra coordinatrice informatica

Burundi: Cocktail per l’Atelier l’Espoir

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Il 28 novembre Eccomi, con l’aiuto di Emilia di ritorno dal Burundi, ha organizzato a Roma un cocktail con esposizione e vendita di tutti i manufatti eseguiti dall’Atelier l’Espoir. Alla mostra, che ha riscosso un bel successo è intervenuto l’ambasciatore del Burundi che si è mostrato molto fiero della qualità del lavoro delle sue connazionali e del gusto dei prodotti finemente ricamati come tovaglie ed asciugamani.

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La mostra, su richiesta di molti, è rimasta aperta più di una settimana e molti dei partecipanti hanno prenotato alcuni articoli che erano solo in visione perché, dato il valore, erano stati eseguiti esclusivamente su ordinazione.

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Nei prossimi mesi l’Atelier avrà molto ma molto lavoro… ed il futuro dell’Atelier comincia a diventare un po’ sicuro ed anche le “nostre ragazze “ ci credono sempre di più…Proprio in questi giorni una di loro ha chiesto alle cassa dell’Atelier un prestito per poter cambiare casa, passando da una baracca ad un bilocale dignitosissimo. E’ la seconda volta che ci viene avanzata una richiesta di prestito per migliorare le proprie condizioni di vita (il primo prestito è stato già totalmente saldato ) ed anche questi sviluppi sono per tutti noi motivo di soddisfazione e di … speranza.

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Con Eccomi ogni giorno invito a pranzo un bambino

In occasione della performance teatrale del 10 novembre a Roma per la raccolta fondi per il progetto ‘Garderies-scuole dell’infanzia’ è stata lanciata questa nuova iniziativa a cui hanno aderito circa 120 persone alle quali è stato consegnato un salvadanaio per la raccolta quotidiana di 0,20 euro equivalente ad un piatto della mensa scolastica per un bambino.

Una mamma scrive:

carissimo Presidente
è stato con vero piacere che l’ho sentita parlare al teatro Viganò
e che ho preso il salvadanaio…
che i miei figli hanno  molto apprezzato…
ed oramai a casa mia non si trova piu’ una moneta..perchè vanno tutte nel salvadanaio…
di questo passo … sarà pieno prima del tempo …
ma di questo siamo tutti contenti!
spero facciano lo stesso anche gli altri cosi da garantire un vero successo all’iniziativa!
cordialmente la saluto

Burundi: l’Atelier L’Espoir, novembre 2012

Articolo tratto dall’intervista ad Emilia, pubblicato sul giornale nazionale burundese LE  RENOUVEAU il 19 novembre 2012

Lotta contro la povertà – colloquio con Emilia D’Andria

“Ci dobbiamo battere perché la donna con handicap raggiunga la sua autonomia”

Le donne burundesi in generale e quelle con handicap in particolare hanno già dimostrato il loro impegno nella guerra contro la povertà. Questa constatazione permette di apprezzare il ruolo delle donne nell’aumento della produzione agricola e in altri settori della vita nazionale. In realtà, per impegnare tutti i cittadini nell’ideale di lotta contro la povertà che imperversa nel paese, bisogna battersi perché la donna con handicap raggiunga la sua autonomia.

– – – – –

Questi propositi nascono da un colloquio che “Le Renouveau” ha condotto giovedì 15 novembre 2012 con Emilia D’Andria, rappresentante di una associazione non governativa italiana “Eccomi”. Questa associazione promuove progetti di sostegno alle persone vulnerabili, come i bambini in situazioni difficili, le donne ed in particolare anche donne con handicap. Attraverso questa associazione la signora Emilia D’Andria sostiene a Bujumbura delle donne affette da un handicap per promuovere e sviluppare il loro atelier di sartoria “L’Espoir” (la speranza). Lancia inoltre un appello ai politici perché siano più sensibili verso le persone vulnerabili e non le considerino come un fardello per il paese.

“Le persone con handicap costituiscono una mano d’opera non trascurabile”

Emilia D’Andria deplora che a volte le persone con handicap siano vittime di rifiuto nella società. Ha paragonato questa situazione a quella del suo paese, l’Italia, dove quarant’anni fa le persone con handicap erano emarginate. Si rallegra tuttavia del fatto che attualmente questa situazione è cambiata positivamente (….) ‘ Oggi,dice, nel nostro paese le persone con handicap hanno accesso ai mezzi di trasporto comuni, a toilette adattate in luoghi pubblici e hanno potuto integrarsi nel mondo del lavoro’

Per la signora D’Andria anche in Burundi ci sono segni incoraggianti e tutti i cittadini possono contribuire alla promozione delle persone con handicap. Per esempio, dice, una studentessa dell’Università Espoir d’Afrique si è interessata al lavoro realizzato nel nostro Atelier di sartoria “Atelier l’Espoir” ed ha effettuato un lavoro di ricerca sulla situazione economica delle donne con handicap in Burundi. L’iniziativa ha incoraggiato i membri dell’Atelier che ne hanno approfittato per mostrare le diverse opere già prodotte su ordinazione di alcune istituzioni del luogo, specialmente gli alberghi: tovagliati, salviette per usi diversi, vestiti per bambini e donne. Questi manufatti, con loro grande soddisfazione, le rendono donne autonome finanziariamente.

Mediante il lavoro, la signora D’Andria pensa che sarà possibile un cambiamento di mentalità. Crede che solo il lavoro potrà rendere la dignità alle persone vulnerabili (…)

Consortie Hakizimana

Burundi: Atelier l’Espoir di donne con handicap, ottobre 2012

Notizie da Emilia (25 ottobre 2012): “…avete presente il film MIRACOLO A MILANO ebbene oggi abbiamo avuto MIRACOLO A BUJUMBURA: ieri sera l’hotel ci ha consegnato 60 accappatoi per ricamarci sopra il logo dell’albergo,un lavoretto piuttosto complicato, e..stasera erano tutti finiti !!! Oggi hanno lavorato a cottimo perché non era un giorno lavorativo ed ho proposto metà del guadagno a ognuna in relazione ai logo effettivamente ricamati e metà all’Atelier. Qualcuna ne ha fatti 11 e qualcuna 6 ma tutte hanno lavorato da pazzi e…sempre cantando!…”  (guarda il video)

Viaggio in Burundi 25 settembre -10 ottobre 2012

di Cristina Maccone

Eccomi a raccontare questa nuova avventura in Burundi.
Parto  il 24 settembre notte. Viaggio sola perché Emilia è già li e Cornelia mi raggiungerà tra una settimana.  Prima sorpresa: non arriva uno dei miei tre  bagagli. Mannaggia!
Per il mio soggiorno a Bujumbura mi hanno prenotato una stanza dai Padri Saveriani: una casa di accoglienza per missionari, monache e volontari dove incontro persone straordinarie in un clima di amicizia e di scambio fraterno.
Passo un giorno all’Atelier L’Espoir. Incredibile: Emilia mette anche me al lavoro e con le ragazze cantiamo e ridiamo. Le ragazze ricamano in maniera meravigliosa ed i manufatti sono veramente deliziosi. Il sabato e la domenica si organizza il banchetto di vendita in un hotel sul lago Tanganica.

Vado a portare due pacchi di vestitini per i bambini dell’orfanatrofio gestito da 3 suore di Madre Teresa di Calcutta: 80 bimbi da 0 a 6 anni. Bimbi gettati via, abbandonati, malati, soli: occhioni spalancati verso un futuro tanto incerto.


Partecipo al giro di approvvigionamento delle quattro garderies che ancora non conosco. Due al centro nei pressi di Gitega, una a Ngozi e una a Kirundo nel nord est del Burundi. Il giro di approvvigionamento di tutte le garderies, che l’Associazione Scout Burundi (ASB) si impegna a fare mensilmente, è estremamente importante per i rapporti stretti con gli animatori a cui portano il mensile (grande gioia per un piccolo aumento da parte di Eccomi), con i gestori delle mense a cui affidano le provviste e con i gruppi dei genitori dei bambini che frequentano le garderies. Grande è l’attenzione dell’ASB per i genitori: ogni gruppo ha la possibilità di avere un lavoro generatore di reddito (coltivazione di patate, fagioli, riso, foraggio, manioca ecc) con il quale partecipa al buon andamento della garderie.  I bimbi cantano, ridono, piangono, giocano con me, MANGIANO!

Una mattinata speciale la passo alla garderie di Ngozi  dove gli scout locali hanno portato bibite, Eccomi(io!) riso e fagioli, la delegata del Ministero dell’educazione biscotti e palline da tennis.

I bimbi (192!) sono felici e i genitori ancora di più ed approfittano per fare le loro richieste: un’aula in più, un animatore in più, un allevamento di capre e di maiali anche per fare concime.

A Gitega voglio incontrare Nahi, la bimba cieca che due anni fa abbiamo ospitato per sei mesi a Roma per cure mediche. E’ in classe in questo collegio per ciechi ed ipovedenti. Mi sembra serena, più alta e più snella.

Per due giorni vado in giro sulle colline con Claudina e seguo i corsi di alfabetizzazione e di igiene delle donne, la fabbricazione delle cucine nelle case e presso le parrocchie, cerco di rispondere alle varie richieste di cure mediche. Non avevo mai visto una tigna infetta!

Quando arriva Cornelia ci impegniamo per preparare l’incontro con i ragazzi sostenuti negli studi dai padrini italiani. Prepariamo le borse con 5 kg di riso, 5 kg di fagioli, 1 kg di zucchero, una confezione di the, 3 saponette, una maglietta, una felpa ed una kway, una biro. Il sabato e la domenica vediamo i ragazzi con i nostri referenti e consegniamo loro la busta con la prima trance e la borsa. La loro gioia è grandissima.

Sono tornata. Sono carica di emozioni. Cosa possiamo fare di più? Cosa possiamo fare meglio?

Burundi: progetto adozioni. Cosa è stato fatto

Sostegno a distanza anno scolastico 2010-2011:
Il progetto “Adozioni scolastiche a distanza in Burundi” di Eccomi attualmente sostiene 21 studenti delle scuole primarie e 74 studenti delle scuole secondarie!
L’anno scolastico 2010–2011 in Burundi è iniziato con molto ritardo, prevalentemente per due motivi:

  • per le elezioni politiche ed amministrative chew si sono svolte in cinque momenti diversi e sono terminate in questo Paese, da giugno a Settembre 2010,
  • per il lungo sciopero fatto dagli insegnanti per protestare in merito alla mancata corresponsione dei loro stipendi

Durante questo anno scolastico, a Ottobre, Marzo e Aprile, tre delegazioni di Eccomi si sono recate in Burundi e insieme alla Lega per i diritti dell’Uomo “Iteka” hanno provveduto a migliorare l’organizzazione per superare le difficoltà che si verificano nella realizzazione del progetto.

Sostegno a distanza anno scolastico 2009-2010:
Nell’anno scolastico 2009-2010 abbiamo sostenuto 106 ragazzi di cui 21 ragazze delle scuole elementari e 22 delle scuole superiori, 17 ragazzi delle scuole elementari e 46 delle scuole superiori, in tutto: 43 ragazze e 63 ragazzi.
Tra questi, sei stanno ripetendo l’esame di maturità. Il numero degli studenti che non riesce a superare gli esami in Burundi è molto alto. Ciò è dovuto al fatto che gli esami sono seri e che i ragazzi hanno difficoltà a studiare per molti motivi quali: assenze dalla scuola per malattie, mancanza di testi, possibilità di studiare solo con la luce solare, abitazioni che non permettono la giusta concentrazione nello studio, lunghe percorrenze a piedi, anche di ore, per raggiungere le
scuole. Tutte queste condizioni minano anche le migliori intenzioni.
I ragazzi vengono prevalentemente individuati a Muyinga, cittadina dove vive e lavora Hermès, il responsabile burundese del nostro progetto di adozioni scolastiche a distanza, dove iniziano a frequentare la scuola primaria. Quando poi devono passare alle scuole superiori il sistema scolastico nazionale burundese li assegna a vari licei e convitti di tutto il territorio nazionale, dove
ci sono posti disponibili. Hermes e i suoi sei collaboratori però ci fanno presente le loro grandi difficoltà nel seguire questi studenti delle superiori a loro affidati, dovute alle lunghe distanze, alle precarie condizioni delle strade e dei mezzi di trasporto ed ai relativi costi.

Burundi: Progetto adozioni scolastiche – Ottobre 2011

Missione di Ottobre 2011
La vita scolastica in Burundi sembra abbastanza stabilizzata, in quanto gli scioperi, per il momento, sembrano terminati.

Durante le nostre ultime missioni in Burundi, abbiamo capito che il rallentamento avvenuto nello scambio di informazioni tra studenti e padrini era dovuto alle grandi difficoltà che i nostri referenti burundesi incontravano nel seguire i ragazzi a causa delle pessime condizioni dei trasporti, al frequente cambio di scuola ed abitazione da parte degli studenti… A questo si aggiungono lunghi periodi di malattia di alcuni ragazzi e referenti.

Si è deciso, quindi, insieme ai nostri partner della Lega Iteka, di rivedere le modalità di gestione del progetto e ad ottobre 2011, appena iniziate le scuole, ci siamo recati in Burundi per avviare queste modalità nuove. La delegazione era composta da Gianfranco Sica, Cornelia Radecke-Nocera e da Anna Cocca.

Le nuove prassi prevedono che Eccomi incontri tutti gli studenti, insieme ai loro referenti, e che sia responsabilità degli studenti e dei loro tutori fornire tempestivamente le informazioni sulla scuola e la classe frequentata, sull’andamento scolastico e consegnare pagelle ed attestati di frequenza. La
delegazione visiterà anche le scuole frequentate dai ragazzi che fanno parte del nostro progetto.

In ottobre 2011 abbiamo incontrato tutti gli studenti che attualmente partecipano al progetto (54) ed abbiamo consegnato loro la prima parte dell’aiuto economico previsto. Abbiamo avuto con loro un amichevole scambio di informazioni, abbiamo scattato delle foto ed abbiamo ricevuto le lettere per
i loro padrini.

(Se vuoi sapere cosa è stato fatto negli anni precedenti clicca qui)
(Se vuoi conoscere il progetto clicca qui)

Burundi: scopri come sostenere le garderies

Adotta il progetto garderies – scuole per l’infanzia

  • Con 100 euro consenti ad un animatore di partecipare ad un corso
    di aggiornamento annuale
  • Con 153 euro fornisci un cartellone didattico alle 18 classi
  • Con 240 euro garantisci lo stipendio di un animatore per un anno
  • Con 360 euro garantisci un pasto caldo per un mese a 150 bambini
    di una garderie

Per come fare le donazioni cliccare su sostienici in alto a destra.

Burundi: progetto adozioni scolastiche

Missione Aprile 2012:
Nell’aprile del 2012 la delegazione di Eccomi, formata da Gianfranco Sica, Cornelia Radecke e da Paola Busato, ha nuovamente incontrato tutti i ragazzi e consegnato la seconda parte dell’aiuto economico, accantonando parte del contributo per le emergenze, normalmente di carattere sanitario.

Sostegno scolastico a distanza in Burundi
Anno scolastico 2012 – 2013

I ragazzi ci hanno consegnato le pagelle, gli attestati di frequenza e le nuove lettere per i padrini.
Abbiamo inoltre avviato un sistema per semplificare le comunicazioni onde poter meglio seguire particolari casi di malattie o altri tipi di esigenze.

Se vuoi sapere della missione dell’ottobre 2011 clicca qui

Burundi: progetto Garderies, scuole dell’infanzia

Nel 1996, ancora in piena guerra etnica, l’Unicef con la collaborazione dell’Associazione Scout Burundi (ASB) avviò la realizzazione delle Garderies, una scuola per l’infanzia, con l’obiettivo di offrire a bambini da 3 a 6 anni, appartenenti a famiglie di sfollati in seguito alla guerra etnica , un’alternativa alla strada, seguendoli e accompagnandoli nel loro sviluppo.

Nel 2005 l’Unicef, volendo impegnarsi con il Governo a favore delle scuole primarie, lasciò questo progetto, affidandone la gestione all’ASB che però non disponeva di sufficienti mezzi economici necessari per garantire a più di 1000 bambini la necessaria assistenza.

Nel 2006 una delegazione di Eccomi, durante il suo primo viaggio in Burundi, viene a conoscenza del progetto e con l’ASB visita la garderie di Bujumbura . I componenti della delegazione si entusiasmano e concordano con l’ASB una collaborazione.

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