Promuovere l’istruzione e la formazione: una testimonianza

Burundi: Lettera di Elias che  scritta eccomi2  ha sostenuto negli studi con il progetto:’sostegno scolastico di ragazzi batwa’ ( https://eccomi.org/progetti-in-burundi/home/ )

 

Buongiorno!

 Mi chiamo KUNTWARI Elias, per grazia di Dio sono chiamato onorevole Elias KUNTWARI. Sono nato nel 1984 in una famiglia povera di etnia batwa, una etnia che vive in una situazione veramente disastrosa di povertà, tanto che la nostra casa era coperta di paglia dai muri fino al tetto. Per fortuna nel 1993 ho cominciato la scuola primaria: eravamo 11 bambini batwa della mia collina (comune), ma io sono il solo che è riuscito ad arrivare alla 6^ mentre gli altri hanno abbandonato la scuola  per diversi problemi legati alla povertà, specialmente la fame e la mancanza di materiale scolastico. Entrato nella scuola secondaria, mi è sembrato impossibile poter continuare perché nella scuola superiore si utilizza molto più materiale scolastico della scuola elementare e la tassa scolastica è alta.

Per fortuna mi sono rivolto alla diocesi di Muyinga dove hanno cominciato a fornirmi materiale scolastico e i soldi per pagare la tassa. Così ho studiato senza problemi fino all’università. Nel 2010 ero al secondo anno di università e per grazia dell’Onnipotente sono stato eletto deputato. Tutto ciò grazie a quelli che si sono adoperati per la mia scolarizzazione. Quest’anno terminerò l’università e continuerò fino al dottorato.

Siano benedetti tutti quelli che si adoperano per la formazione dei batwa.

Ringrazio vivamente la Diocesi di Muyinga perché per merito dei suoi progetti di scolarizzazione dei bambini batwa un considerevole numero di questi bambini vanno a scuola. Ringrazio anche tutti coloro che contribuiscono alla scolarizzazione dei bambini batwa.

Ringrazio fortemente Claudina Bertola che chiamo la mia bella sorella grande che non cessa di sacrificarsi per l’interesse dei bambini batwa, percorrendo centinaia di chilometri e dando consigli a questi alunni.

So, senza alcun dubbio, che il Signore Dio li benedirà e li rimborserà cento volte qui sulla terra e nel regno dei cieli.

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Sostegno scolastico ai ragazzi batwa ed orfani: Claudina ci scrive

batwa2La Diocesi di Muyinga si trova a Nord-Est del Burundi, coprendo le province amministrative di Muyinga e Kirundo e una parte della provincia di Karuzi. Il territorio è pari a 4.767 km2, la popolazione di ca. 1.251.611 cittadini censiti, di cui 13.000 BaTwa.

La situazione e condizioni sociali della gente sono fortemente determinate da un’economia debole, dalla mancanza di infrastrutture e di un sistema di controllo centrale efficace.

Il peso della “ribellione interna”, della corruzione e la debolezza del sistema interno delle imposte limitano la possibilità dello Stato di offrire servizi sociali adeguati e validi in materia di educazione, salute, sviluppo e ambiente…Di fatto i servizi sociali essenziali sono garantiti in tutto il paese, ma il personale ha un livello di preparazione talmente basso da rasentare il “crimine statale”.

Il tasso di analfabetismo è altissimo e il livello di istruzione ridicolo, questo limita le possibilità della popolazione di contribuire agli sforzi dello Stato per migliorare la situazione sociale, specialmente nelle aree periferiche.     Nonostante il Governo emetta nuove e migliorate leggi in favore dell’educazione, soprattutto per mantenere i/le giovani a scuola,  non c’è nessun controllo sulla popolazione e la partecipazione scolastica è lasciata nelle mani delle famiglie che in base alla loro sensibilità personale scelgono se inviare o meno figlie e figli a scuola. Di fatto la scuola dell’obbligo esiste sulla carta, ma il sistema non è strutturato per renderla effettiva.

batwa1Qui arriviamo noi della Caritas Diocesana di Muyinga che, grazie anche all’appoggio della Onlus Eccomi, da 6 anni sosteniamo la popolazione Twa (pigmei autoctoni del Burundi) nella partecipazione scolastica dei bambine/i e giovani in età scolare. Con il tempo il progetto ha subito modifiche e nelle nostre liste sono stati aggiunti orfane e orfani della Diocesi. In numeri contiamo 1.600 alunne/i delle primarie, 450 studenti/esse alle secondarie e 3 giovani all’Università.

Il nostro contributo consiste nel garantire loro il materiale scolastico necessario, con quaderni, penne, matite e scatola di matematica, l‘uniforme secondo le regole di ciascuna scuola e una piccola somma per quelle necessità si dovessero verificare nel corso del trimestre.

Di fatto il nostro aiuto è una goccia rispetto ai bisogni che le famiglie devono affrontare nel corso dell’anno scolastico, ma questa è una scelta ponderata: innanzitutto il nostro vuol essere un sostengo e non una sostituzione. Nella cultura burundese è la famiglia allargata che deve farsi carico dei bisogni dei propri elementi, soprattutto i più piccoli. Inoltre i nostri iscritte/i sono aumentati rapidamente e in maniera esponenziale: nell’intento di aiutare il numero maggiore di studenti e studentesse aventi diritto, abbiamo scelto di suddividere gli aiuti a disposizione su tutte/i coloro presentino le condizioni e seguano le regole fissate per essere iscritti nelle nostre liste. È per noi una gioia seguire l’evoluzione scolare di tante e tanti giovani, che dai primi tentativi scolastici arrivano a lasciare il nostro progetto con un diploma in mano, lanciandosi pieni di speranza e di orgoglio nel mondo del lavoro.

batwa3Per gli studenti BaTwa il diploma è il passaporto per un nuovo stato sociale: dalla capanna alla casa in muratura, dal campo al commercio.  Con loro si portano tutta la famiglia, soprattutto i fratelli e sorelle più piccoli. Le studentesse BaTwa diplomate ci stanno aiutando a sdoganare dalla miseria mentale ed economica centinaia di donne nei villaggi del nord. Queste/i giovani sono il “passepartout” che ci ha aperto ben più di una porta. Lavorare nelle comunità Twa per la Caritas Diocesana è diventato progressivamente un “must”, dove non riusciamo ad arrivare da soli, sono le comunità stesse che ci chiamano… il tutto è vissuto come un’avventura interessante e arricchente da ambo le parti.

Lo spazio si esaurisce qui, per questa volta, non ci resta che  porgervi un ringraziamento speciale per il vostro sostegno, nella speranza che anche questa avventura, vissuta in tandem, possa continuare e  evolvere con profitto.  MURAKENUYE !

Claudina Bertola
Muyinga – Burundi
Phone: 00257 79435426
Skype: Muyinga2008

Incontro col nostro referente del progetto Batwa in Burundi

Approfittando della permanenza  a Roma  della nostra amica Claudina che, come responsabile della Caritas presso la Diocesi di Muyinga in Burundi, coordina i progetti sostenuti da Eccomi per i Batwa, domenica 10 gennaio 2010  presso la Parrocchia S. M. Maddalena de Pazzi in via Zanardini, 74  a  Roma si è svolto con lei un incontro.

Dopo una breve presentazione dell’attività di Eccomi da parte del Presidente Gianfranco Sica due sacerdoti del Burundi hanno illustrato l’attuale situazione del paese e le sue prospettive.

Pur non nascondendo la difficolta di decollo dell’economia, e la forte corruzione il paese è vivo e spera: spera nelle prossime elezioni e nella possibilità che ha l’alfabetizzazione, fortemente sostenuta dal governo, di migliorare la capacità delle diverse etnie di vivere fianco a fianco e di modificare i loro comportamenti sia in ambito igienico- sanitario per sconfiggere la malaria e l’Aids che nel corretto uso e sfruttamento dell’agricoltura.

Claudina presenta i progetti a favore dell’inserimento dei Batwa nella società civile.

Il progetto sorge dalla volontà della Diocesi di Muyinga di promuovere l’integrazione delle Comunità Batwa (Pigmei), dislocate sul territorio diocesano, e ridurre gli ambiti di segregazione di questo antico popolo africano caratterizzato da un abnorme tasso di analfabetismo tra i giovani, altissima mortalità infantile, matrimoni tra consanguinei, poligamia, precarie condizioni igieniche, inadeguata assistenza medica, discriminazione razziale e intolleranza etnica, esclusione, negazione del diritto al voto politico, nomadismo e disoccupazione.

La registrazione anagrafica, afferma Claudina, si può considerare ultimata, il poco che ancora resta da fare sarà portato a termine da una associazione che tutela il popolo Batwa messasi in contatto con lei appena saputo dell’iniziativa.

La scolarizzazione dei bambini Batwa è partita,  singolare il comportamento dei genitori che, vinta la iniziale ritrosia, seguendo alle spalle dei propri figli le lezioni imparano anche loro a leggere. Occorrono fondi per la costruzione di case e per la costituzione di cooperative femminili in grado di gestire un semenzaio.

Per le case, costruite con mattoni di fango essiccati al sole e fatti dai Batwa, è necessario stipendiare un muratore che sia in grado di guidare e seguire la costruzione mentre per formare le cooperative femminili è fondamentale aiutare  le donne a sviluppare la cooperazione e il senso dello stare insieme.